TGCOM News
Calcioscommesse, indagato anche Bobo Vieri Criscito salta gli Europei, Bonucci resta azzurro - Nel mirino un'organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri. Coinvolti a vario titolo nomi eccellenti del calcio italiano - Inchiesta "Last Bet" a Cremona: eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare, dieci per calciatori . Il gip ha detto no all'arresto del genoano Giuseppe Sculli. Spunta anche il nome di Vieri. Il suo legale: "Assolutamente estraneo".

Panorama.it

Mondo

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

Stallo all’Onu sulla Siria. Cosa c’è dietro il “niet” della Russia - L’ANALISI

OkNotizie

Tweet

  • Tags: analisi, Bashar Al Assad, bombardamenti, Damasco, Hillary Clinton, Homs, Mosca, onu, rivolte islam, Russia, Sergey Lavrov, siria, Stati Uniti, Washington, world news
  • 2 commenti
(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)

(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)

UPDATE: Come previsto, il 4 febbraio Russia e Cina hanno messo il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva le dimissioni del presidente siriano Bashar Al Assad. Gli Stati Uniti si sono detti “indignati”, e amarezza è stata dichiarata anche da Francia e Germania. Ecco quali sono gli interessi in gioco e perché Mosca e Pechino hanno preferito difendere il leader siriano.

Anna Mazzone

Stallo al Palazzo di Vetro. Come previsto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (CdS) non è ancora riuscito a trovare l’accordo su una nuova risoluzione mirata a intervenire sulla crisi siriana. Nel quintetto, composto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia, sono gli ultimi due Paesi a mettersi di traverso. Soprattutto la Russia, che con la Siria ha un legame “speciale”.

Girano voci che il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, abbia declinato l’invito a incontrare il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a causa della sua agenda fitta di impegni. Un gesto scortese, secondo alcuni. Una tattica diplomatica mirata, secondo altri. D’altronde la Clinton e Lavrov quello che si dovevano dire se lo sono già detti a mezzo stampa: America e Russia hanno posizioni diametralmente opposte sulla questione siriana. Insomma, l’eterno dualismo tra Washington e Mosca si ripropone, vivificato dalla drammatica situazione a Damasco.

Dopo 11 mesi di scontri e 5.400 morti (almeno secondo i dati dell’Onu, che però potrebbero essere addirittura più ottimistici di quelli reali), Hillary Clinton ieri ha ancora una volta ribadito un “messaggio chiaro” per Bashar al Assad: “Il regno del terrore (in Siria ndr)” deve finire, ha dichiarato il capo della Diplomazia a stelle e strisce.

E ha poi aggiunto: “La questione, per noi, è quanti civili innocenti devono ancora morire prima che  questo Paese sia in grado di fare un passo in avanti”. In ogni caso, la Clinton ha anche messo a tacere le preoccupazioni che la Siria possa diventare una nuova Libia. Escludendo - di fatto - la possibilità di un intervento militare contro il regime di Damasco e facendo felice la Lega Araba, che è contraria a qualsiasi uso della forza.

Gran Bretagna e Francia si sono messe sulla scia statunitense, anche se Parigi ha mostrato una certa verve sarkozysta, e durante il meeting a Palazzo di Vetro ha chiaramente chiesto di porre fine allo “scandaloso silenzio” delle Nazioni Unite, che si dovrebbero “assumere le loro responsabilità di fronte a un popolo che soffre”. Un punto di vista diametralmente opposto rispetto a quello dell’ambasciatore siriano presso l’Onu, Bashar al Jafari, che ha dichiarato: “Sovranità, indipendenza e integrità territoriale sono la red line invalicabile” per quanto riguarda l’azione dell’Onu.

(Credits: Epa/Youssef Badawi)
(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)
(Credits: Epa/Justin Lane)
(Credits: Epa/Amel Pain)
(Credits: AP Photo/Seth Wenig)

(Credits: AP Photo)
(Credits: Epa/Justin Lane)
(Credits: Ap Photo)
(Credits: Ap Photo)
(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)


E veniamo alla Russia, che mai come in questo momento ha deciso di gonfiare i muscoli all’interno del CdS, nonostante Vitaly Churkin, il suo rappresentante al Palazzo di Vetro, abbia dichiarato che “E’ possibile riuscire a trovare un accordo sulla Siria”. Ma Sergey Lavrov è stato lapidario: “Non credo che la politica russa abbia intenzione di chiedere alla gente di dimettersi”, ha detto il capo della Diplomazia a Mosca, e ha poi reiterato il sostegno del Cremlino ad Assad e alle sue truppe: “Sì, noi condanniamo vigorosamente l’uso della forza da parte del governo siriano contro i civili”, ha detto Lavrov, “Ma  - ha poi aggiunto - condanniamo altrettanto vigorosamente le attività dei gruppi estremisti armati, che attaccano le posizioni del governo”.

Insomma, mondi lontanissimi rispetto alle parole della Clinton. La Russia ha al suo fianco la Cina. Anche Pechino ha infatti ribadito la propria  contrarietà a forzare un cambio di regime in Siria, perché ciò “violerebbe lo Statuto delle Nazioni Unite e le norme basilari nella prassi delle relazioni internazionali”. Queste le parole dell’ambasciatore cinese all’Onu, Li Baodong. Lo stallo all’interno del Consiglio di Sicurezza è evidente e anche molto difficile da superare.

Ma perché la Russia, che nei confronti delle sorti del regime di Muammar Gheddafi aveva mostrato una sorta di “attiva” indifferenza, si scalda tanto sulla crisi siriana? Una risposta potrebbe essere quella dei legami commerciali tra Mosca e Damasco, fatti soprattutto di armi. Tante armi. Secondo Richard Galpin, che ha condotto una inchiesta per la Bbc, lo scorso 10 gennaio un cargo russo pieno di container è stato costretto a gettare l’ancora a sorpresa nel porto di Limassol, a Cipro.

Le motivazioni ufficiali - scrive Galpin - erano le pessime condizioni del mare. I funzionari portuali sono saliti sulla nave russa e hanno trovato un “carico pericoloso”. Secondo fonti del giornalista della Bbc, quel carico consisteva in tonnellate di munizioni destinate alle forze di sicurezza siriane, sulle quali pende l’accusa di aver commesso (e di commettere ancora) atrocità contro i civili, brutali uccisioni e torture di ogni genere.

Quella del cargo russo fermo a Limassol è solo “l’ultima consegna di armi e munizioni” fatta da Mosca a Damasco. Secondo alcune stime, il 10% del commercio globale di armi russe ha come destinatario la Siria, che con Mosca ha firmato contratti per circa 1 miliardo e mezzo di dollari, al fine di ottenere un approvvigionamento puntuale. Oltre alle munizioni, ultimamente la Russia è stata “prodiga” con la Siria di vari altri prodotti militari, da sistemi di difesa aerei ad armi anti-carro. Mosca ci tiene a ribadire che questo tipo di commercio non viola le sanzioni internazionali contro il regime di Assad, perché si tratta “semplicemente”, di onorare contratti già siglati.

Insomma, a pensar male si commette peccato, ma qualche volta ci si prende: non sarà che tutto l’attivismo di Mosca in sede al Consiglio dell’Onu sia in realtà motivato dalla necessità di non perdere un tesoretto miliardario, che sta alacremente rimpinguando le casse del Cremlino?

—

Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e scrive di Giappone, Turchia, Russia e Caucaso per diverse riviste. Collabora con Radio3Mondo su RadioRai, dove si occupa della rassegna stampa internazionale

  • anna.mazzone
  • Mercoledì 1 Febbraio 2012

Vedi anche:

  • Siria: rapporto dell'Onu denuncia crimini contro l'umanità
  • Siria: sale a 5.000 il numero delle vittime del regime di Assad
  • I fatti più importanti del 2011
  • I personaggi del 2011
  • Siria: l'avanzata dell'esercito dei disertori - IL REPORTAGE
  • Siria: la Russia a sorpresa presenta una bozza di risoluzione all'Onu
  • Siria, altro sangue sul conto del regime in attesa degli osservatori
  • 2011: anno nero per i cattivi di tutto il mondo
  • Siria, un "genocidio". L'Onu sollecita la Russia ai negoziati: "La situazione è drammatica"
  • Damasco, autobomba: decine di morti. "L'attentato è di Al Qaeda"
  • La Siria come l'Iraq: gli attentati a Damasco ampliano la crisi del regime di Bashar Assad - L'ANALISI
  • Siria: sangue ad Homs, meta degli osservatori arabi - IL VIDEO
  • Siria: Assad parla alla nazione e ribadisce che non si dimetterà
  • Una Primavera (araba) lunga un anno: ecco com'è cambiato il volto dei Paesi islamici - LA TIMELINE
  • Siria: ucciso un giornalista francese. E' la prima vittima tra i reporter
  • Siria, il giornalista Gilles Jacquier è morto da eroe
  • Primavera araba, un anno dopo: per i bookmaker, a rischiare grosso ora è Assad
  • Siria: Assad rifiuta il piano della Lega Araba per uscire dalla crisi
  • Siria: vertice straordinario all'Onu per una risoluzione che fermi le violenze del regime
  • La democrazia nel Vicino Oriente è solo una speranza: finora la primavera araba ha prodotto soltanto crisi irrisolte
  • Siria: Fucilato il colonnello Hussein Harmush, ufficiale e dissidente
  • Siria: Onu orientata a non ricorrere all'uso della forza contro il regime di Damasco
  • La guerra civile siriana non la risolvono né l’Onu né le pressioni occidentali, ma i soldati, se si rivolteranno contro Assad
  • Strage di Homs: oltre 300 i morti. La popolazione scende in piazza contro Al-Assad
  • Siria: gli Stati Uniti chiudono l'ambasciata a Damasco
  • Ecco come il Pentagono si prepara alla guerra con la Siria - L'ANALISI
  • Siria, una guerra che continua anche a colpi di intelligence - L'ANALISI
  • Siria: un anno di rivolte e di sangue - LA TIMELINE
  • Siria: a maggioranza l'Onu vota una risoluzione per fermare le violenze a Damasco
  • Siria, Kofi Annan inviato speciale Onu: una mission impossible destinata a fallire - IL COMMENTO
  • Siria: La guerra di Shady Hamadi - IL PERSONAGGIO
  • Siria: tregua ad Homs, oggi la Croce Rossa entra nella città
  • Siria: si dimette il vice ministro per il Petrolio. Il regime perde i pezzi
  • Siria: ecco chi ha nella mani il destino di Assad
[Elezioni Francia 2012] Francia: anche Sarkò “tiene famiglia”. Volo di Stato da Kiev per il figlio ammalato »
« Senegal: un morto negli scontri tra manifestanti e polizia

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 6 Febbraio 2012 alle 12:50 - Vivi Capena ha scritto:

[...] di stato Usa Hillary Clinton ha bollato la votazione al Palazzo di Vetro sulla Siria, con il doppio veto russo e cinese che ha sancito l’incapacità del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di trovare [...]

Il 6 Febbraio 2012 alle 17:45 anna.one ha scritto:

@ Insomma, a pensar male si commette peccato, ma qualche volta ci si prende: non sarà che tutto l’attivismo di Mosca in sede al Consiglio dell’Onu sia in realtà motivato dalla necessità di non perdere un tesoretto miliardario, che sta alacremente rimpinguando le casse del Cremlino?

Ancora un’altra analisi che finisce con la solita semplicistica conclusione della vendita della armi cosi’ importante per la Russia come per gli USA (in orribile crisi economica heh, tanto che un’altra “analista” crede che “forse” sono in combutta con i pasdaran… ancora mi vien da ridere), ma non si fa cenno, purtroppo, alla piu’ importante ragione, forse l’unica, cioè delle ambizioni geopolitiche in questo caso di czar Putin.

Moscow non nasconde il suo forte desiderio di svolgere un ruolo maggiore politico in Medio Oriente e per avere una maggiore presenza navale nel Mar Mediterraneo. Stabilire una presenza navale nei porti strategici in tutto il mondo è più o meno un prerequisito per ogni aspirante superpotenza mondiale.
Moscow ha continuato a mantenere una presenza, seppur piccola, nella seconda più grande città portuale di Tartus in Syria. E dovrebbe essere noto che è interessata ad aumentarla con l’avere una base navale permanente, e non solo in Syria, ma in Libya e Yemen.
Se il governo Assad cade, il Kremlin perderà sicuramente un alleato, senza contare che c’è la possibilità che perda anche l’Iran.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

FALLIMENTO O SALVATAGGIO FALLIMENTO O SALVATAGGIO

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • “Eliminiamo i rifiuti stranieri”: nuove offensiva xenofoba della tv di stato cinese
  • Barack Obama e Mitt Romney: rissa sul posto di lavoro
  • Siria: ecco chi ha nella mani il destino di Assad
  • La gara ai grattacieli più alti: il One World Center “perde” la guglia (e il primato)
  • Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • Laurea e stipendio: le 10 migliori città per studiare e trovare un lavoro
  • Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • Bufera su Ikea: sfruttava prigionieri politici a Cuba e Berlino Est per fare armadi
  • Marò prigionieri: crolla l’attendibilità dei pescatori indiani - L’ANALISI
  • Attenti alla “dracmatizzazione”, perché l’uscita della Grecia dall’euro avrebbe effetti terribili per tutti

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • indigesto su Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • cantastorione su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti
  • cantastorione su La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • indigesto su Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto – Mondo … | Made in India su India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto
  • anna.one su 10 cose che accadono oggi: giovedì 17 maggio
  • anna.one su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti

Archivi

  •  2012
    • Maggio 2012
    • Aprile 2012
    • Marzo 2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152