- Tags: Ahly, analisi, Egitto, Masry, personaggi, Port Said, scontri, Ultras
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(Credits: Ap Photo)
Ieri sera la partita tra l’Ahly, il club più importante dell’Egitto, e il Masry di Port Said si è trasformata in un massacro in cui sono morte 74 persone. Gli scontri sono avvenuti poco dopo il fischio finale della partita, quando diversi ultras del Masry hanno inseguito i giocatori dell’Ahly negli spogliatoi. Molti di loro avevano spranghe e coltelli. Le ragioni della violenza sarebbero la rivalità tra questi due club e l’ostilità degli ultras nei confronti della polizia.
Il calcio è lo sport più seguito in Egitto e il tifo organizzato ha una storia antica che risale al protettorato inglese. Le vicende sportive e di cronaca si sono spesso intrecciate sulle rive del Nilo e gli scontri tra gli ultras e la polizia sono sempre stati molto frequenti.
Prima della rivoluzione, le associazioni ultras erano gli unici gruppi organizzati tollerati dalla dittatura di Mubarak. Nelle curve degli stadi si incontravano i ragazzi poveri della periferia egiziana e gli oppositori politici del regime.
L’ideologia degli ultras, ostile alla polizia, e le istanze democratiche dei rivoluzionari si sono spesso sovrapposte in questi anni. Gli oppositori a Mubarak hanno incanalato la frustrazione di molti ragazzi per la disoccupazione e le loro difficili condizioni di vita contro la polizia e il regime.
Gli ultras sono stati tra i protagonisti delle rivolte del 2011 a piazza Tahrir e sono stati l’avanguardia delle manifestazioni in tutte le proteste successive. Grazie alla loro organizzazione e all’esperienza che hanno maturato negli stadi, gli ultras hanno resistito meglio di qualsiasi altro gruppo agli attacchi delle forze dell’ordine. Nei giorni delle proteste ho potuto vedere molti di loro spostarsi dalla piazza alle vie degli scontri in piccoli gruppi, alternando cori da stadio e slogan contro la giunta militare.
L’odio nei confronti delle forze dell’ordine è un fenomeno diffuso tra gli ultras a tutte le latitudini, ma qui in Egitto assume un significato particolare. È ancora oggi in vigore la Legge di Emergenza che sospende le garanzie giuridiche dei cittadini egiziani. Molti ultras hanno subito sulla loro pelle i maltrattamenti della polizia e spesso hanno passato diversi giorni in prigione per motivi politici. Il maresciallo Tantawi, presidente del consiglio militare egiziano, ha dichiarato pochi giorni fa che questa legge sarà abrogata, ad eccezione degli episodi di “teppismo”.
Molti egiziani si domandano ora se la polizia sarà in grado di gestire situazioni difficili senza ricorrere alle misure straordinarie che sono contenute in questa legge. I fatti di ieri sera allo stadio di Port Said suggeriscono una risposta negativa. Gli agenti non hanno saputo bloccare gli Ultra né dividere le due tifoserie che si scontravano. Questa incapacità organizzativa rischia di pregiudicare il futuro della democrazia egiziana che ha bisogno di una polizia in grado di agire nel rispetto della legge e non al di sopra di essa.
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Matteo Colombo vive tra Ankara e Il Cairo per studiare arabo e turco. Collabora con diversi siti di politica internazionale. Le sue grandi passioni sono l’Egitto, la Siria e la Turchia
- Giovedì 2 Febbraio 2012

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Commenti
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Il 3 Febbraio 2012 alle 8:18 ultras news 03/02/2012 | Youltras.TV ha scritto:
[...] Panorama (Blog) [...]
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