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Mario Monti e Barack Obama (Credits: LaPresse/Pablo Martinez Monsivas)
L’endorsement di Barack Obama nei confronti di Mario Monti non poteva essere più convinto e pieno. Se alla vigilia dell’incontro alla Casa Bianca si poteva intravvedere una convergenza di interessi e strategie tra gli Usa e l’Italia per uscire dalla crisi economica, dopo il faccia a faccia di quaranta minuti in Pennsylvania Avenue si può parlare quasi di feeeling tra i due protagonisti.
La visione è comune, l’obiettivo è condiviso. Entrambi vedono come priorità per i loro Paesi e per l’economia mondiale, la crescita. Per il presidente del consiglio è l’unico modo per traghettare fuori dalla secche in cui si trova l’Italia - e di conseguenza l’Europa; per il presidente statunitense è fondamentale che il bastione italiano nel Vecchio Continente non ceda, ma anzi sia motore della rinascita economica delle Zona Euro.
Dal suo positivo andamento dipendono anche i destini dell’economia americana e, in ultima istanza, della rielezione di Barack Obama. Una nuova recessione sarebbe fatale per lui. Non otterrebbe un secondo mandato che ora, invece, sembra alla portata di mano.
Quello l’amministrazione statunitense ha cercato di spiegare (per ora, con scarsi risultati) al Cancelliere tedesco Angela Merkel, quella necessità (non compresa da Berlino) di non puntare solo sul rigore dei conti per permettere al volano dell’economia di girare, è invece è per Mario Monti un dato acquisito.
L’asse che nasce tra Washington e Roma è fatta quindi di interessi comuni, mai così sentiti come in questo momento, ma così condivisi da anni a questa parte. Il presidente del consiglio italiano è diventato così - per naturale convergenza di idee - uno dei più importanti alleati, “perni” della politica dell’amministrazione Usa in Europa.
Le frasi di Barack Obama al termine dell’incontro alla Casa Bianca non sono di circostanza. “Piena fiducia nella leadership di Mario Monti. Sono convinto del fatto che sia in grado di portare l’Italia fuori dalla tempesta”, ha detto il presidente Usa in una breve dichiarazione ai giornalisti. “L’Italia ha ora più voce in Europa. Con gli Usa siamo d’accordo. l’imperativo è la crescita”, ha ribattuto, di rimando, il presidente del consiglio.
Nella conferenza stampa tenuta nell’Ambasciata italiana, Mario Monti ha svelato di avere parlato molto di Germania con Barack Obama, il quale era interessato a conoscere quale fosse il guidizio del presidente del consiglio italiano rispetto all’approccio che Washington dovrebbe avere con Berlino.
Il professore - per come poi l’ha riferito - non si è sottratto a una sorta di lezione sulla psicologia e sulla filosofia in campo economico della Germania. Consigli che (l’intellettuale) Barack Obama sembra aver apprezzato.
Super Mario - come è stato soprannominato nella presentazione dell’incontro al Peterson Institute di Washington, uno dei più importanti Think Tanks della capitale, svoltosi prima del faccia a faccia alla Casa Bianca - è per gli americani il personaggio della “Mission Impossible“, il governante che può essere in grado di salvare l’Italia e, di conseguenza, l’Europa.
Ci crede il prestigioso settimanale Time che ha messo Mario Monti in copertina (un onore riservato finora a pochi italiani) con un titolo (”Può quest’uomo salvare l’Europa?”) che, se dovessimo usare come termometro il calore, l’attenzione, e quel senso di riconosciuta autorevolezza che si è avvertito attorno a Monti negli Usa, potrebbe essere considerata più che un interrogativo, una domanda retorica.
La visita di Mario Monti - che prosegue a New York con una puntata a Wall Street e con una visita all’ONU - rilancia con forza il ruolo dell’Italia a livello internazionale, ma soprattutto in Europa. Se con Angela Merkel (ma anche con Nicolas Sarkozy), la Casa Bianca di Barack Obama trova difficile dialogare, con il Professore, invece, il terreno è comune, le frasi quasi all’unisono.
Sull’economia, come sulle questioni relative alla sicurezza della zona del Mediterraneo. Barack Obama e Mario Monti hanno parlato di Libia, Siria e Afghanistan, tre teatri dove l’Italia è (stata) o potrebbe essere protagonista. Il focus principale è stato sulla Siria, segno della volontà americana di porre fine al massacro dei civili.
L’America crede in Super Mario. Barack Obama lo vede come un alleato prezioso. Anche per il suo destino (come presidente).
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Venerdì 10 Febbraio 2012


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Il 10 Febbraio 2012 alle 11:06 Obama: piena fiducia all’Italia. Oggi Monti a Wall Street - Il Sole 24 Ore | ItaliaElezioni ha scritto:
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Il 14 Febbraio 2012 alle 13:42 Uno per uno in braccio a Obama – IL COMMENTO - Esteri | Allnewz.it ha scritto:
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Il 14 Febbraio 2012 alle 14:27 Liberalizzazioni, Monti ora se la deve vedere con 2.400 emendamenti - Politica | Allnewz.it ha scritto:
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