Great to see you, my friend. Barack Obama accoglie il Presidente del Consiglio alla Casa Bianca con toni da compagno di scuola. Che bello vederti, amico mio. E quando poi lo congeda, dopo quasi due ore di incontro privato nello Studio Ovale (il doppio del previsto) e venti minuti di conferenza stampa (non prevista), gli mette affettuosamente tutte e due le mani sulle spalle.
It was an excellent start, un’eccellente partenza nel rapporto tra loro. Secondo Obama il premier italiano è “un grande amico, lo ringrazio per la sua leadership e per tutto quello che ha fatto. I legami con l’Italia sono forti”. Di più. Confessa d’avergli chiesto “consiglio”, perché tra poco dovrà andare a Mosca e nessuno meglio del premier italiano conosce Putin.
Perché questa è esattamente l’accoglienza riservata da Barack Obama a Silvio Berlusconi il 15 giugno 2009. Berlusconi fu il primo tra i capi di governo europei (dopo il britannico Gordon Brown) a essere ricevuto a Washington dal neo-presidente. Da allora, Obama e il segretario di Stato Hillary Clinton hanno sempre avuto parole di amicizia e collaborazione con Berlusconi. “Non c’è miglior amico di lui”, dice la Clinton al vertice Osce a Astana.
“Il primo ministro Berlusconi è stato un alleato conseguente e coerente”, ribadisce Obama al Corriere della Sera non molto tempo fa. “Abbiamo sviluppato un rapporto forte. Quando ci incontriamo è sempre un piacere. Ridiamo, scherziamo, parliamo di cose concrete. Berlusconi è stato un grande amico degli Stati Uniti”.
Tutto questo non per dire che Monti non sia stato ben accolto (50 minuti di colloquio) o che il calore nei suoi confronti non sia stato all’altezza. Anzi. La visita a Washington è stata perfetta, oltretutto accompagnata dalla copertina su Time Europe.
Oltre ai ringraziamenti per l’impegno italiano in Afghanistan e Libia (che risale al precedente governo), c’è stato un intenso dialogo sulle prospettive dell’economia europea, con una convergenza di interessi riguardo alla necessità di una politica per la crescita. E, naturalmente, elogi e incoraggiamenti al Professore.
Smettiamola, però, di fare i soliti italiani provinciali che guardano a come Obama strizza l’occhio al premier di turno per dirci che siccome Barack ci ha offerto il tè nello Studio Ovale e ci ha detto “grazie, ce la farete”, allora siamo bravi e l’Italia finalmente è rispettata.
Certe cronache di giornale non hanno senso e l’incontro di Monti con Obama è descritto in un linguaggio tutto da ridere. Davanti al “celeberrimo” caminetto nello Studio Ovale (come dire “a un passo dal leggendario Colosseo”), “il presidente degli Stati Uniti guarda compiaciuto il premier italiano. Annuendo. Ostentando un calore che replicherà nei saluti finali, ’soffocando la mano destra di Monti’ nelle sue”. Come fa il presidente degli Stati Uniti con qualsiasi ospite: annuisce quando parla e alla fine gli stringe la mano. Smettiamola di indossare i panni dei montiani o berlusconiani o italioti. Se Berlusconi si faceva precedere a Washington da boutade come quella su Obama “abbronzato” e più tardi, nei vertici internazionali, dalla fama di donnaiolo e barzellettista, Monti bussa alla Casa Bianca come capo di un governo tecnico. Che per gli americani è peggio di una gaffe o di una barzelletta: è un obbrobrio.
Smettiamola di guardarci l’ombelico. Riconquistiamo un minimo d’amor proprio. Cioè di senso (della misura) nazionale. Alla Casa Bianca, ieri, erano in gioco le relazioni tra due Stati, non quelle tra due individui. Business is business.
—
Marco Ventura, inviato di guerra e cronista parlamentare de Il Giornale, poi collaboratore de La Stampa, Epoca, Il Secolo XIX, Radio Radicale, Mediaset e La7, responsabile di uffici stampa istituzionali e autore di una decina fra saggi e romanzi. L’ultimo “Hina, questa è la mia vita”. Da “Il Campione e il Bandito” è stata tratta la miniserie con Beppe Fiorello per la Rai vincitrice dell’Oscar Tv 2010 per la migliore fiction televisiva.
- Venerdì 10 Febbraio 2012


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Commenti
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Il 12 Febbraio 2012 alle 2:58 jimmie01 ha scritto:
Monti, ti consiglio di star lontano da Oba Mao. Quello porta sfiga. E, poi, non hai nulla da imparare da un fallito come Oba Mao che sniffava coca a tutto spiano. A Quello faranno le scarpe nel prossimo autunno. Cerca di farti amico Romney, invece che pare proprio sara’ il nuovo POTUS. Saluti.
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