
Il presidente nordcoreano Kim Jong-un (Credits: Epa/Kcna)
Non serviva certo il caos creato attorno al presunto assassinio del nuovo leader nordcoreano Kim Jong-un per confermare che qualsiasi notizia relativa al terribile regime della Corea del Nord sia in grado di attirare l’attenzione della Cina e del mondo. E’ infatti soltanto un caso che il tam tam sulla rete sia partito da Weibo, il twitter cinese, dopo che alcuni blogger si sarebbero (casualmente) trovati di fronte all’Ambasciata nordcoreana a Pechino nell’istante in cui numerose automobili scure si sarebbero fermate davanti alla stessa per prelevare il corpo del giovane dittatore appena assassinato e riportarlo a Pyongyang.
Del resto, come non pensare che la presenza di un paio di macchine scure non implicasse la morte di una persona che in quel momento nessuno sapeva essersi allontanata dalla Corea del Nord? Questa prima associazione già abbastanza fantasiosa è stata poi confermata da altri dettagli ancora meno credibili. Ovvero che anche le forze di sicurezza cinesi non sarebbero riuscite a intercettare i ninja che hanno attaccato il leader coreano. Chi invece si è lasciato suggestionare dalla notizia pur giudicando la versione dell’assassinio di Kim Jong-un nel corso di una visita ufficiale (non in programma) a Pechino poco credibile ha fatto rimbalzare in rete una seconda ricostruzione secondo cui il giovane dittatore sarebbe stato ucciso nel corso di una cena organizzata a casa di amici. In entrambi i casi i pericolosi acrobati-assassini, dopo aver superato senza difficoltà alcuna la barriera delle guardie del corpo, sarebbero però stati rincorsi e freddati alle spalle a pochi istanti di distanza dalla tragedia. Un dettaglio, questo, che ha spinto altri blogger a immaginare un losco complotto ordito dai servizi segreti russi. Che avrebbero approfittato della complicità di guardie del corpo facilmente corruttibili e dell’assenza di Kim Jong-un per tramare un colpo di stato in Corea del Nord. Un piano che, tuttavia, sempre secondo le ricostruzioni di Weibo il nuovo leader sarebbe riuscito a sventare grazie alla dote di invulnerabilità che tutti i suoi fanatici sostenitori gli attribuiscono e che condividerebbe con tutti i discendenti della dinastia Kim. A dimostrarlo una telefonata del dittatore in persona (destinata a chi non si sa) partita proprio dal suo ufficio. Nel quale sarebbe riuscito a rientrare in tempi record. Probabilmente sempre grazie alle sue qualità soprannaturali. A meno di 24 ore dal primo annuncio del decesso pare invece sempre più realistico credere che Kim Jong-un non si sia mai mosso da Pyongyang e che la frenesia sospetta di fronte all’Ambasciata a Pechino denunciata dai blogger faccia semplicemente parte dei sontuosi preparativi per la celebrazione del settantesimo compleanno del defunto leader Kim Jong-il. La conferma che il complotto fosse falso potremo quindi averla il 16 febbraio, quando Kim Jong-un dovrà apparire in pubblico per la festa. Sempre che non lo rapiscano gli alieni.
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Claudia Astarita insegna “The Politics of China” alla John Cabot University e si occupa di India per il CeMiSS. Scrive approfondimenti sull’Asia per diverse testate e ha lavorato per molti anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama
- Sabato 11 Febbraio 2012

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Commenti
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Il 12 Febbraio 2012 alle 15:41 Menzogne occidentali ha scritto:
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