
(Credits: AP Photo/Elaine Thompson)
di Luciano Lombardi
Dopo averli attaccati arrivando anche a definirli una minaccia alla democrazia e dopo averli snobbati in un eccesso di sicurezza e sottovalutazione degli avversari perfino ingenuo, sui Super Pac Obama fa marcia indietro e, mentre il Super Tuesday si avvicina, corre a recuperare, cercando di scuotere dal torpore Priorities Usa Action, il “prodotto” che sostiene la campagna per la sua rielezione alla Casa Bianca.
Davvero esiguo il capitale raccolto finora dal fondo: poco più di 50 mila dollari, spiccioli rispetto ai 6,6 milioni raggranellati finora da Restore Our Future, il Super Pac di di Mitt Romney: sembrerebbe uno scherzo, se non fosse che i dati provengono direttamente dalla Commissione Elettorale Federale.
Le cifre confermano i timori, già espressi il mese scorso dai consiglieri top di Obama, che i Super Pac - che, lo ricordiamo, sono gli enti simpatizzanti costituiti da fiancheggiatori dei candidati e liberi di rastrellare denaro oltre i limiti di legge - si stiano rivelando, finora, un formidabile strumento di finanziamento per il Grand Old Party, in grado di colmare almeno in parte il gap nella raccolta complessiva di fondi, che vede il presidente Usa a 106,3 milioni contro gli “appena” 63,2 del milionario mormone.
In questi giorni la macchina del Presidente ha però invertito la rotta, facendo accompagnare l’inversione a U da un proclama - emesso per bocca di Jim Messina, il supermanager al vertice della campagna di Obama - che la dice lunga: “Non possiamo tollerare che il lavoro che stiamo facendo sia distrutto da centinaia di milioni di dollari spesi dai nostri avversari in pubblicità negativa“. Come dire: i Super Pac ci fanno schifo ma non possiamo farne a meno.
- Martedì 21 Febbraio 2012

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Commenti
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Il 21 Febbraio 2012 alle 19:07 anna.one ha scritto:
@ Non possiamo tollerare che il lavoro che stiamo facendo sia distrutto da centinaia di milioni di dollari spesi dai nostri avversari in pubblicità negativa“. Come dire: i Super Pac ci fanno schifo ma non possiamo farne a meno.
No, è come sempre il modus operandi dell’”Ipocrita in Chief” e la sua Chicago Mafia gang.
Dopotutto è il Presidente degli Stati Uniti, dovrebbe dare l’esempio e rispettare le regole, ma ancora una volta si dimostra per l’ipocrita che è, questa è la seconda volta che Zero ha cambiato idea sulle campaign-finance riforme.
Insomma è un’altro flip flop, dopo quello nel 2008 quando accetto’ il “finanziamento pubblico” dopo che lo aveva rifiutato.
Il 21 Febbraio 2012 alle 23:45 anna.one ha scritto:
Io prevedo nessun problema per Barry O. e per Pelosi che ritornerà ad essere lo Speaker of the House , stravincerà a Novembre perchè le ragioni per votarlo sono…12
http://www.ihatethemedia.com/t.....e-democrat
lol
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