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Che cosa c’è che non va nel discorso di Obama a Il Cairo?
Ecco quel che non ci è piaciuto (abbiamo preso a prestito le idee in qualcuno dei blog che seguiamo):
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Un presidente “piacione”?
“Il Presidente americano, a livello internazionale, si è davvero mosso finora fra luci ed ombre e non è chiaro al momento se l’America e il mondo abbiano a che fare con un leader realista e aperto, ma non ingenuo, oppure con una riedizione di Jimmy Carter che regala palate di retorica per farsi piacere da tutti, pur non risolvendo neanche un problema e mostrandosi assai debole ed arrendevole. [...] Per rilanciare una coesione duratura in particolare con i Paesi arabi moderati, non occorre necessariamente distanziarsi con eleganza da Israele, assumere una posizione terzista o peggio, imporre allo Stato ebraico delle scelte difficili senza peraltro riflettere più di tanto sulle conseguenze in termini di sicurezza. Israele è una moderna democrazia e non un regime di ciechi fanatici, quindi e Obama dovrebbe ricordarselo, ha già saputo fare degli importanti passi indietro per la pace.”
Roberto Penna, Conservatori-Liberali » Realisti, ma a testa alta
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Il mondo non è fatto a sua immagine
“Obama ha tentato al Cairo di creare con la forza della sua magia una svolta epocale, quella in cui non esiste il conflitto fra islam e Occidente. [...] Obama immagina il mondo a partire dalla sua autobiografia: non a caso non ha nemmeno citato la parola terrorismo. Il presidente americano si è presentato come la prova vivente della negazione del conflitto di civiltà, un giovane uomo cresciuto senza conflitto fra islam e cristianesimo, il padre e il nonno musulmani, la madre cristiana e bianca, gli Stati Uniti il porto d’arrivo, dove anche l’islam è una componente indispensabile. [...] Ma non è andata così.”
Fiamma Nirenstein » Il mondo musulmano non è quello che il presidente Usa dipinge
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Un lupo travestito d’agnello?
“È risultato fastidiosissimo ed inquietante l’accento iniziale, posto dallo stesso Presidente, sul suo nome completo (Barack Hussein Obama): cosa ha voluto dire? Che è “uno di loro”? Un fedele mussulmano coperto da una finta patina cristiana? Speriamo di no, anche se certi indizi (studi giovanili, foto in costume tradizionale islamico, inchino al Re dell’Arabia Saudita) non sono certo rassicuranti. [...]
Ormai è chiaro: Obama è un traditore dell’Occidente, un servo nascosto dell’Islam. Parole esagerate? Sì, lo concediamo, ma la rabbia è tanta dopo un discorso pieno di favolette ed idiozie, di errori strategici grossolani e potenzialmente letali per gli Stati Uniti - che continuiamo ad avere a cuore - e la sicurezza del mondo.”Anduril » Ma sì, dialoghiamo con chi definisce Israele un cancro e costruisce la bomba atomica
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Chi governerà la Palestina?
“E’ inutile e ipocrita che Obama parli di “due popoli e due Stati”, è pericoloso e sbilanciante che Obama condanni solo gli insediamenti – effettivamente illegali - di Israele e che poi non spenda una parola, una parola sola, neanche alla lontana sulla guerra civile fratricida che da tre anni (in realtà da sempre cova sotto la cenere) insanguina le fazioni palestinesi. Chi governerà lo Stato palestinese a cui Obama lavora: Hamas? Abu Mazen? E chi li obbligherà a smettere di massacrarsi tra di loro, visto che l’ultimo tentativo di pacificazione, durato sei mesi, è appena fallito al Cairo e già decine sono i morti (e gli impiccati dopo orrendi “processi” a Gaza) dall’una e dall’altra parte?”
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L’Islam “tollerante” che non c’è…
“Ma chi c’è dall’altra parte? Perché è stato detto discorso “all’Islam”? Qualcuno si chiede se dalla parte opposta c’è qualcuno che può fare lo stesso e parlare in nome dell’Islam? Ha parlato di verità e rispetto reciproco, di porre fine al “sospetto” ma solo a chi ha in antipatia l’occidente in quanto tale, può pensare che quel che è successo A SEGUITO dell’11 settembre, sia una guerra di “religione”. [...] Quindi a quale interlocutore si rivolge? Alla gente comune, ai regimi o ai teocrati? Ancora, sulla tolleranza, Obama dice che “ha visto con i suoi occhi la tolleranza dell’Islam in Indonesia, da giovane”, e come mai NON è il modello “tollerante” ad avere i predominio nei paesi islamici?”
- Venerdì 5 Giugno 2009

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