
(Credits: Walter Ngai)
“Vedere per credere“. E questo il motto di Ben Bowler, un australiano di origini irlandesi che da qualche anno si è trasferito a Chiang Mai, una località al nord della Thailandia, per coordinare da lì la sua nuova attività: tour religiosi per aspiranti buddisti, monaci tibetani, musulmani e, perché no, anche curiosi del sufismo.
L’idea di Bowler è che nessuno possa davvero rendersi conto di cosa significhi credere in una religione diversa dalla propria prima di aver provato ad immergersi nella stessa in maniera totale Continua

L’attivista Chen Guancheng con la moglie e la figlia (Credits: LaPresse)
Pechino è di nuovo nell’occhio del ciclone. Dopo il caso Bo Xilai si è aperto lo scontro su Chen Guancheng e la sua misteriosa fuga dalla casa-prigione in cui era rinchiuso da anni. Questa volta, però, la Repubblica popolare deve a tutti i costi trovare un modo per uscirne a testa alta. Per dimostrare alla popolazione che la leadership è unita e non ha nessuna intenzione di piegarsi all’ennesimo tentativo americano di interferire nelle questioni di politica interna. Continua

La casa perfetta per i cinesi (Credits: LaPresse)

Per un cinese il
maggiordomo perfetto può essere solo
europeo. Da qui la recentissima mania dei nuovi ricchi d’Oriente di riempire le loro lussuosissime abitazoni di “aiutanti/servitori” dalla pelle chiara. Per mostrarli ad amici e parenti come simboli di un affrancamento definitivo dalla
povertà.
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(Credits: ANSA/WEB MAC LOS ANGELES TIMES)
Sono
raccarpiccianti,
violente ed
offensive le fotografie pubblicate dal
Los Angeles Times. E sicuramente innescheranno in America e nel resto del mondo l’ennesimo dibattito sull’opportunità di portare avanti un conflitto i cui costi umani sono diventati insostenibili. In una due
soldati americani sono in posa con dei poliziotti afghani che sostengo le gambe mutilate di un combattente che si è fatto esplodere. Nell’altra un militare in primo piano sorride mentre alle sue spalle un compagno esamina il
cadavere di un uomo dagli occhi sbarrati.
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(Credits: Web)

Nessuno ha mai dubitato che l’ennesima
asta di oggetti appartenuti all’icona indiana della non-violenza sarebbe stata un successo, naturalmente non senza suscitare polemiche. Esattamente come è successo nel 2009, quando gli
occhiali,
l’orologio da taschino, un paio di
sandali e la
ciotola in ferro del Mahatma Gandhi furono messe all’asta a New York, l’India ha di nuovo protestato sottolineando “l’importanza di
recuperare reliquie che fanno parte della Storia della Nazione”.
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Il centro di Seul (Credits: Ian Muttoo/flickr)
Per chi non è mai stato in Asia può essere difficile credere che in un paese come la Corea del Sud, la quindicesima economia del mondo, il quartiere più povero e quello più ricco della capitale possano convivere separati da un recinto immaginario che nessuno avrà mai il coraggio di superare. Per non parlare del fatto che l’area più misera di Seul non è una zona ad altissima concentrazione di alloggi di edilizia popolare ma una baraccopoli in piena regola. Che, per quanto paradossale possa sembrare, la maggior parte delle persone che ci abita non ha alcuna intenzione di abbandonare. Continua

Traffico in Cina (Credits: AP Photo/Andy Wong)

La Cina pare aver iniziato un’altra curiosa gara con gli Stati Uniti. Quella sui patentati. Con
scuole guida che sembrano fare a gara per sfornare “piloti con licenza” più in fretta rispetto alle vetture che escono ogni giorno dalle catene di montaggio. Del resto, se nel 2009 la Repubblica popolare ha superato l’America come
principale mercato mondiale dell’automobile e, contemporaneamente, il Partito ha deciso di stimolare
domanda e consumi interni, è evidente che tutti questi veicoli dovranno essere venduti e guidati da cinesi.
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Il Presidente coreano Lee Myung-bak (Credits: AP Photo/Lee Jae-won, Pool)
E’ una vittoria particolarmente controversa quella del partito conservatore “Nuova Frontiera“, in coreano Seanuri, a Seul. Prima del voto di mercoledì per il rinnovo del Parlamento ogni previsione è sembrata inutile perché il testa a testa delle due coalizioni non ha mai messo in luce un chiaro vantaggio per una delle due. Continua
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