
A sinistra, il nuovo ambasciatore Matt Baugh (Credits: AP Photo/Farah Abdi Warsameh)
Dopo 21 anni la Gran Bretagna ha nominato un ambasciatore per la Somalia. Lo ha annunciato direttamente a Mogadiscio il ministro degli Esteri britannico, William Hague, in visita nel Paese del Corno d’Africa che lui stesso ha definito: il peggior “stato fallito del mondo”.
Continua

(Credits: EPA)
Sale la tensione in Senegal. Un giovane manifestante è morti tra ieri sera e questa mattina a Dakar negli scontri con la polizia avvenuti durante un raduno dell’opposizione. Da giorni il Paese è in rivolta per protestare contro la candidatura del presidente uscente Abdoulaye Wade, 85 anni per il terzo mandato.
Continua

(Credits: Ap/photo)
L’opposizione senegalese, raggruppata nel movimento M23 ha convocato una manifestazione pacifica per martedì 31 gennaio. L’intenzione è dare il via alla resistenza contro il “colpo di stato costituzionale” perpetrato dal presidente uscente Abdoulaye Wade, 85 nni, che grazie a un emendamento della costituzione potrà correre per il terzo mandato alle elezioni in programma il prossimo 26 febbraio.
Continua

(Credits: ANSA/Massimo Percossi)
I pescatori italiani si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio. Anche loro per protestare, tra momenti di forte tensione, contro una crisi che li “affonda”. Ce l’hanno contro il galoppante costo del carburante, e con la riforma della pesca approvata dall’Unione Europea, che prevede tra le altre cose un’odiatissima licenza a punti. Chi infrange le regole si vede decurtare i punti come sulla patente, e chi sgarra troppo deve dire addio alla licenza. Continua

(Credits: Oxfam international)

La recessione e le turbolenze finanziarie non hanno fatto impazzire soltanto lo spread, hanno fatto aumentare anche le ineguaglianze sociali all’interno del G20. Al club per altro appartengono anche paesi la cui economia è in uno stato di salute decisamente migliore di quello della vecchia Europa. Ma i poveri continuano a rimanere troppo poveri e i ricchi troppo ricchi. Continua

Pur di urlare le loro ragioni hanno osato ricorrere ai simboli della più grande tragedia del popolo ebraico, l’olocausto. Scioccando Israele per l’abuso di una memoria tanto dolorosa. A sfidare la sensibilità dell’intero paese sono stati ancora una volta gli ultraortodossi, che sabato 31 dicembre hanno vestito i loro figli con il “pigiama a righe” dei campi di sterminio, li hanno portati in piazza con la stella gialla sul petto e le mani alzate in segno di resa, come il bimbo del ghetto di Varsavia davanti ai nazisti in una delle foto più drammatiche della Shoah. Continua

(Credts: Ap/Dolores Ochoa)

Il parco Yasunì per ora è salvo. Lo speciale fondo costituito per preservare un angolo unico di foresta amazzonica in Ecuador ha raggiunto 116 milioni di dollari. Il presidente Rafael Correa aveva indicato la cifra di 100 milioni di dollari e un termine, il 31 dicembre 2011. Se entro quella data non fossero stati raccolti fondi sufficienti, i il governo avrebbe dato il via libera all’estrazione del petrolio che si trova nel sottosuolo del parco. Continua
- Tags: Amazzonia, ambiente, Chevron, Cortile globale, debito, Ecuador, foresta, germania, Italia, petrolio, Yasuni
-

(Credits: AP/Dolores Ochoa)
L’idea è straordinaria, non solo per la sua essenza ma anche perché non è mai stata tentata altrove. L’Ecuador ha deciso di non estrarre il petrolio che si trova nel sottosuolo di un’area amazzonica e chiede al mondo di contribuire a questo sforzo, versando soldi in un fondo che compenserà i mancati introiti derivanti dallo sfruttamento dell’oro nero. La scelta compiuta dal governo di Quito si sta rivelando piuttosto impegnativa e sul futuro dell’iniziativa Yasunì ITT (dal nome del parco che si intende salvare dalle trivelle) incombe una spada di Damocle.
Continua
Gli ultimi commenti