
Manifestazione gay davanti alla Casa Bianca (Credits: Ansa/Jim Lo Scalzo)

Joe Biden l’ha messo in un guaio. Che potrebbe danneggiarlo. E molto. O, al contrario, avvantaggiarlo, se gioca bene le sue carte. Per ora, lo fa in difesa, ma una buona dose di non chiarezza sulle sue posizioni, gestita con sagacia, come ha sempre fatto su questo tema, potrebbe farlo passare indenne dalla potenziale tempesta perfetta in cui potrebbe finire la Casa Bianca dopo il passo falso sui matrimoni gay. Continua

Barack Obama in Ohio (Credits: Ansa/Mark Lions)

Non fatevi ingannare dalle apparenze: la folla c’era, ma non era così imponente; il successo c’è stato, ma non il trionfo. Le foto e le immagini del comizio di Barack Obama all’Ohio State University - la prima importante iniziativa (di massa) nella campagna elettorale - non rendono con esattezza quello che in realtà è accaduto dentro il grande anfiteatro dell’ateneo: le molte sedie vuote - lontante dalla riprese televisive - testimoniano quello che i sondaggi dicono da tempo, e cioè, che l’appeal di Barack Obama è molto lontanto da quello che aveva nel 2008. Continua

Newt Gingrich e Mitt Romney (Credits: LaPresse/Matt Rourke)

Newt esce dalla gara. Gingrich abbandona la competizione. Come previsto, come preannunciato, l’ex Speaker della Camera lascia quelle primarie che a un certo punto (e per un limitato periodo) sembrava in grado di vincere e che invece poi ha perso: sorpassato non solo dalla potente macchina (elettorale) di Mitt Romney, ma anche dalla corsara vettura di Rick Santorum (che - prima del ritiro - gli aveva soffiato il posto di rivale numero uno del Frontrunner). Continua

(Credits: Epa/Mike Theiler)
L’ultimo show (in video) è stato il più riuscito (in termini di applausi e risonanza). Barack Obama alla cena annunale dell’Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca l’ha messa sul ridere. Un breve discorso pieno di battute e scherzi: autoironia (come quando ha mostrato la foto dell’attore Morgan Freeman per dire come sarà dopo altri 4 anni alla Casa Bianca); ironia (come quando ha scherzato sul ballo di Hillary Clinton in un locale notturno di Cartagena, in Colombia, durante il recente viaggio del segretario di Stato: “Non smette di mandarmi sms ubriaca….”); e, infine, sarcasmo (dedicato a Mitt Romney, di cui il presidente ha fatto la parodia). Ma, Barack Obama voleva accattivarsi le simpatie dei cronisti che ogni giorno (o molto spesso) scrivono (male?) di lui e ha deciso di giocarsi la carta del presidente-cabarettista per (ri)trovare feeling con la stampa accreditata alla Casa Bianca.
Cosa non si fa per conquistare gli elettori! Anche se sei il presidente degli Stati Uniti. Arrivi addirittura a cantare in televisione. Non una, ma diverse volte; vai anche a ballare (se sei la First Lady) sotto le stelle (della bandiera a stelle e strisce) e davanti alle telecamere. In una campagna elettorale, l’immagine è molto, se non tutto. Continua

(Credits: Jeffrey M. Boan)
Le elezioni di novembre per la Casa Bianca si giocheranno sull’andamento dell’economia, ma anche sulla conquista dei voti di alcuni gruppi sociali. Su questo secondo fronte, Mitt Romney ha un gap nei confronti di Barack Obama che deve colmare. Continua

(Credits: AP Photo/Steven Senne)

L’affermazione nelle primarie nei cinque stati dove si è votato era scontata dopo il ritiro del rivale Rick Santorum, ma, nonostante ciò, per Mitt Romney questa tappa è stata molto significativa: il traguardo dei 1.144 delegati è ora dietro l’angolo e il “Nominato” in pectore può concentrarsi, come ha fatto, sullo scontro contro Barack Obama. Continua

Mitt Romney festeggia la vittoria in New Hampshire (Credits: AP Photo/Charles Dharapak)

Avrebbe dovuto essere la sfida decisiva, ma dopo il ritiro di Rick Santorum dalla corsa per la nomination, il Mini Tuesday si è trasformata nell’occasione per consacrare Mitt Romney (di fatto) il candidato del GOP per le presidenziali, in attesa dell’ufficialità che arriverà quando l’ex governatore toccherà quota 1.144 (delegati). Continua

(Credits: Epa/Jeff Kowalsky)

Per Mitt Romney, la scelta del candidato vice presidente potrebbe essere fondamentale per giocare la partita della Casa Bianca. La creazione di un ticket che possa far sognare la base repubblicana, rassicurare gli elettori indipendenti e/o attrarre quei gruppi sociali, quei segmenti di elettorato che in questo momento non voterebbero per lui, sarebbe molto utile alla causa dell’ex governatore del Massachusetts. Continua
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