
(Credits: Epa/Hannibal Hanschke)La fine di Mo
La fine di Muammar Gheddafi arriva in un Pese diviso, dalle molte anime: ex fedelissimi del Rais, islamici vicini alle posizioni del Fratelli Musulmani, intellelletuali e politici che tornano dall’eslio, tribù. E soprattutto in un Paese dilaniato da una guerra feroce, che ha ferito 200 mila persone e ne ha uccise 20 mila, su 6 milioni di abitanti, e dove ogni famiglia piange almeno una vittima. La transizione alla democraazia potrebbe essere ancora molto sanguinosa, ma non deve esserlo per forza. Guarda il video commento di Pino Buongiorno Continua
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- Giovedì 20 Ottobre 2011


«Chi corre sempre saprà sempre meno cose di colui che resta calmo e riflette». Se solo i figli di Muammar Gheddafi avessero conosciuto questo antico proverbio dei tuareg, una delle 140 tribù («qabile» in arabo) che popolano e dominano la Libia, ora non rischierebbero la pelle. E se non avessero fatto a gara per mostrarsi degni di succedere al padre nel momento più difficile dei 41 anni della sua dittatura, non avrebbero provocato la ribellione dell’80 per cento dei 6 milioni di loro concittadini. Continua
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- Martedì 8 Marzo 2011


Al Cairo, martedì 25 gennaio, decine di migliaia di giovani attivisti del movimento 6 Aprile, chiamati a raccolta via Facebook, Twitter, email e sms, iniziavano la loro «Giornata della rabbia» in piazza Tahrir (Liberazione) per chiedere la fine del regime autocratico di Hosni Mubarak.
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- Martedì 8 Febbraio 2011


La campagna di idolatria è ai primi fuochi. All’interno della Corea del Nord, i grandi ritratti a colori di Kim Jong Un, 27 anni, terzogenito del dittatore Kim Jong Il e suo erede designato, appena promosso generale a quattro stelle, sono stati distribuiti ai quadri del Partito dei lavoratori per essere affissi nelle strade e nelle case. Se il nonno, Kim Il Sung, era il «Grande leader», se il padre, Kim Jong Il, era il «Caro leader», il terzo Kim che sta per salire al potere deve essere immortalato come il «Giovane capitano». Continua
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- Giovedì 2 Dicembre 2010


(Credits: Getty Images)
Prima, il 12 ottobre, il segretario di Stato americano Hillary Clinton, in missione a Belgrado per benedire il nuovo corso della Serbia: addio allo sciovinismo, viva l’Europa. Poi, il giorno dopo, una missione-sistema dell’Italia, con il debutto nella capitale serba del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accompagnato da una folta schiera di ministri e imprenditori. Obiettivo: riaffermare la partnership strategica fra Italia e Serbia. Continua
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- Lunedì 11 Ottobre 2010


Hassan Khomeini (Credits: Epa)
Mahmoud Ahmadinejad uno schiaffo così in pubblico non l’aveva mai ricevuto. Quando, qualche settimana fa, si è recato a rendere omaggio alla tomba del fondatore della Repubblica Islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, per il 31° anniversario della rivoluzione iraniana, è stato sì accolto con tutti i convenevoli dal custode del mausoleo, il nipote Hassan Khomeini. Ma, appena Ahmadinejad si è alzato per prendere la parola, l’erede più in vista della dinastia Khomeini ha salutato tutti e se n’è andato a fare visita ai familiari di uno dei 100 leader del Movimento verde finito in carcere, Alireza Beheshti. Non solo: ha pensato bene di farsi fotografare con le due figlie piccole dell’oppositore riformista sulle ginocchia e diffondere la notizia attraverso i siti web. Qualche giorno dopo Beheshti è stato liberato. Continua
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- Giovedì 16 Settembre 2010


Dal Golfo del Messico al Golfo della Sirte, nelle acque del Mediterraneo di pertinenza della Libia: gli ingegneri
e i tecnici della British Petroleum (Bp) non sono ancora riusciti, a tre mesi di distanza, a riparare il disastro ecologico provocato al largo della Louisiana dall’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon (11 lavoratori morti e milioni e milioni di barili di petrolio fuoriusciti in mare) ed eccoli di nuovo all’opera. Continua
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- Martedì 20 Luglio 2010


Anche questa mattina fa jogging. Tanto più che il cielo è terso e il clima abbastanza mite, 14 gradi, con una massima di 19 prevista nei notiziari della Bbc. Sono le 8 in punto quando David Cameron esce in tuta dalla sua ecovilletta, nel quartiere di North Kensington, quello reso famoso dal mercatino di Portobello road. È di buon umore per il sole che splende («Godiamocelo tutto. È un miracolo»), ma anche perché i quotidiani pubblicano sondaggi a lui favorevoli: Continua
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- Lunedì 3 Maggio 2010
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