
(Credits: LaPresse)
di Antonella Colonna Vilasi
Negli anni novanta la Francia è stata in pole position nella lotta al terrorismo di matrice fondamentalista islamica. Tra i militanti delle cellule terroristiche del GIA, sia della “prima” che della “seconda generazione”, coesistevano terroristi fondamentalisti e non fondamentalisti e militanti che si erano recati in Afghanistan con altri che non vi erano mai stati.
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di Sergio Romano
La crisi politica scoppiata in Cina nelle scorse settimane è un intruglio in cui sono finiti gli ingredienti dei peggiori scandali delle democrazie occidentali. Sino all’inizio dell’ultima sessione parlamentare, Bo Xilai era il governatore della cittàprovincia di Chonqing (35 milioni di abitanti), un popolare uomo politico, un rispettato membro del comitato centrale e del politburo del partito, un credibile candidato al comitato permanente del politburo (organo collegiale composto da nove persone, molto più potente del governo). Oggi è agli arresti domiciliari mentre la moglie, Gu Kailai, è accusata di avere ucciso o fatto uccidere un uomo d’affari britannico Continua
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di Fabio Marchese Ragona
“Tenete gli occhi aperti, perché adesso si chiuderanno i miei“. È la frase pronunciata in punto di morte appena qualche settimana fa da un giovane siriano, ucciso a Homs dalle milizie del regime di Bashar al-Assad. L’invito a guardarsi le spalle lo aveva rivolto agli amici manifestanti, gli stessi che hanno subito girato il consiglio ad Aya Homsi, 25 anni, blogger e attivista bolognese che dall’Italia ha giurato guerra al regime di Assad; Continua

(Credits: LaPresse)
di Greta Sclaunich
Lo aveva dichiarato lui stesso, poco più di un anno fa, inaugurando la sua campagna elettorale: sarà “una corsa a ostacoli, un lungo cammino“. Dodici mesi più tardi, François Hollande ce l’ha fatta: è il nuovo presidente della Francia, il settimo della Quinta Repubblica e il primo della gauche dopo 17 anni di centrodestra, tra Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy.
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(Credits: AP Photo/Zacharie Scheurer)
di Greta Sclaunich
Per capire che aria tirava bastava dare un’occhiata, nel primo pomeriggio del 6 maggio, alle due piazze di Parigi dove tradizionalmente la droite e la gauche francese si ritrovano per festeggiare l’esito delle elezioni. Alla Bastiglia, la piazza della sinistra: un piccolo palco già montato, diversi camion, transenne ammucchiate e una fila di furgoni di tv di tutto il mondo. Alla Concorde, feudo della destra: pulman di turisti e un paio di inviati che, davanti alla telecamera, indicano il traffico alle loro spalle.
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(Credits: LaPresse)
di Greta Sclaunich
La più tranchante è stata la leader del Front National Marine Le Pen. La sua scheda elettorale, domenica 6 maggio, resterà bianca: lo ha detto chiaro e tondo sul palco montato davanti all’Opera in occasione della tradizionale celebrazione della morte di Giovanna d’Arco che il partito di estrema destra organizza ogni anno a Parigi il 1 maggio.
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La campagna elettorale di Hollande (Credits: Greta Sclaunich)
di Greta Sclaunich
L’appuntamento è alle 18, al numero 150 di avenue Dausmenil: la sede del Partito Socialista del 12esimo arrondissement di Parigi. Tra i tavoli ingombri di poster, santini e dépliant elettorali si ritrovano, ogni sera da mesi, i volontari del porta-a-porta.
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(Credits: AP Photos/Julien's Auctions)
di Antonella Colonna Vilasi
Marilyn Monroe, secondo le rivelazione di un ex agente del Kgb, sarebbe stata in contatto con i servizi segreti sovietici. La notizia è riportata dal giornale Moskovski Komsomolets. Secondo Ludmilla Tiemnova, anche lei ex agente dei servizi segreti sovietici, nel 1960 Marilyn si sarebbe recata in Russia (terra del suo amato Dostoevskij), con il nome in codice di Masha, invitata da un suo amico, un agente del Kgb, conosciuto negli Usa.
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