
(Credits: Redhobo)
In Libano, terra di conflitti etnici e religiosi, è nata l’idea di creare una nazione che dovrebbe risolvere tutti i problemi del mondo: il Nowheristan. Per ora si tratta di una comunità virtuale di cinquantamila ragazzi, ma il progetto è ambizioso: mandare in pensione gli Stati nazionali.
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(Credits: Epa/Str)
In Turchia, domenica prossima, si voterà per eleggere il nuovo parlamento. Il nome del vincitore si conosce già: l’AKP di Recep Tayyip Erdoğan, ma c’è incertezza sulla percentuale di questa vittoria.
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(Credits: Ansa/De Renzis)
In Siria la rivolta è sempre più cruenta. La televisione Al Jazeera ha trasmesso le immagini di un bambino di tredici anni, Hamza Ali khatib, torturato, evirato e ucciso nella città di Jiza dalle truppe di Assad. Le vittime sono ormai oltre mille. Per comprendere meglio quello che succederà nei prossimi mesi Panorama.it ha intervistato Shady Hamadi, autore italo-siriano del libro Voci di anime (Marietti).
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Scontri a Tunisi, febbraio 2011 (AP Photo/Chokri Mahjoub)
In Tunisia, durante i giorni della rivolta c’è stata una rivoluzione musicale che ha fatto da sfondo ai cambiamenti politici. L’età dei dittatori è stata l’era della canzone d’amore, del disimpegno politico, del “è meglio parlare di altro”. Oggi la libertà ha il ritmo dell’hip hop.
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- teok86
- Mercoledì 11 Maggio 2011

Tunisi, dopo la rivolta (HALEY/SIPA/)
Il 10 marzo l’agenzia Fitch ha abbassato il rating della Tunisia a “BBB-” e ha avvertito che potrebbe essere ulteriormente ridotto dopo le elezioni politiche di giugno, poiché c’è il rischio che non venga eletto “un governo stabile, con un forte mandato popolare, in grado di portare avanti delle politiche economiche adeguate e di attrarre gli investitori”.
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(ANSA/OLIVIER WILKINS)
Un pericoloso gruppo integralista o una speranza per la democrazia egiziana? Nelle elezioni di settembre si potrebbe aprire un nuova fase per la fratellanza musulmana. Questa organizzazione, fondata nel 1928 nella città egiziana di Ismailia dall’insegnante di scuola Hasan Al Banna, potrebbe per la prima volta passare dall’opposizione al governo.
La Fratellanza musulmana ha un programma elettorale semplice, riassumibile con lo slogan: “L’Islam è la soluzione”. Al Banna è stato il primo a rifiutare la gerarchia degli ulema (esperti di legge islamica) e a diffondere la sua organizzazione, da una piccola città periferica, tra i borghesi e gli strati popolari.
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- teok86
- Lunedì 14 Febbraio 2011
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