
Cacciabombardieri statunitensi F-15 in azione in Afghanistan (US DoD)
Questa volta i rapporti tra Islamabad e l’Occidente sembrano davvero gravemente compromessi. La battaglia combattuta il 26 novembre da talebani e truppe alleate e afghane nella provincia di frontiera del Kunar ha determinato l’ennesimo sconfinamento dei velivoli statunitensi che hanno attaccato due postazioni del Frontier Corps pakistano uccidendo 24 soldati ferendone altri 13. Una battaglia dalla dinamica tutta da chiarire sia perché in passato diverse fonti avevano dimostrato che i paramilitari pakistani spesso aiutano i talebani o combattono addirittura al loro fianco sia perché fonti militari a Kabul hanno confermato che jet ed elicotteri hanno bombardato le postazioni dalle quali proveniva il fuoco diretto contro le truppe alleate.
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(Credits: Epa/Michael Reynolds)
La notizia l’ha rivelata il Wall Street Journal, ma non è certo una novità: i militari statunitensi stanno premendo sul presidente Barack Obama per ritardare l’avvio del ritiro dall’Afghanistan, previsto tra poche settimane. Secondo il quotidiano Usa, il Pentagono suggerisce alla Casa Bianca di mantenere elevato il livello dei militari fino all’autunno del 2012 per consentire di completare molte operazioni di sicurezza e strappare ai talebani il controllo di alcune aree del Paese.
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(Credits: Ap Photo/Reza Shirmohammadi)
Il comando del contingente italiano in Afghanistan ha reso nota l’identità del soldato italiano deceduto in seguito a un conflitto a fuoco avvenuto nei pressi di Herat: si tratta di Alessandro Romani, tenente del nono Reggimento d’assalto Col Moschin.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Nonostante le dichiarazioni ottimistiche dei comandi alleati le forze di sicurezza sono ancora lontane dall’essere affidabili e in grado di rimpiazzare le truppe internazionali nella lotta ai talebani. L’ultimo scoraggiante quadro della situazione è stato reso noto dal giornale britannico The Independent che, citando un recente rapporto del Pentagono, riferisce di corruzione dilagante, assenteismo e pesante infiltrazione talebana tra i ranghi di esercito e polizia di Kabul.
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Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

A differenza dei caduti, i cui nomi e volti restano impressi a lungo nella nostra memoria grazie alla vasta eco mediatica che si sviluppa intorno ai funerali solenni, i veri eroi “di guerra” italiani restano sempre (o quasi) degli sconosciuti. Una delle poche situazioni che offrono un po’ di visibilità a nomi e gesta degli eroi italiani che si sono distinti sul terreno è rappresentata dalla consegna delle decorazioni, croci e medaglie attribuite dall’Italia a chi si è distinto sui campi di battaglia. Il 4 novembre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una cerimonia al Quirinale ha consegnato le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia a sei ufficiali e sottufficiali delle Forze armate che si sono particolarmente distinti in Iraq e Afghanistan. Continua
Militari italiani in Afghanistan
Due fucilieri dell’aria sono stati feriti oggi nei pressi di Herat, in Afghanistan, in seguito all’esplosione di un ordigno. Le loro condizioni, secondo fonti militari, “non destano preoccupazioni”: Francesco Manco, di Zollino (Lecce), ha riportato fratture agli arti superiori e l’altro, il tenente Gabriele Rame, leggere ferite. Dopo l’evacuazione con un elicottero si trovano entrambi nell’ospedale militare da campo di Herat. La bomba è stato fatto esplodere al passaggio del mezzo italiano, probabilmente con un telecomando a distanza: il Vtlm Lince avrebbe però retto alla violenta deflagrazione, proprio grazie alla speciale protezione anti-mine di cui è dotato e che, in passato, ha salvato la vita ad altri soldati.I militari italiani in Afghanistan sono attualmente circa 2.700, di cui circa 1.300 Kabul ed il resto ad Herat, nell’ovest del Paese, dove a partire dal prossimo agosto verrà progressivamente schierato il grosso del contingente: il 5 agosto, infatti, l’Italia lascerà alla Francia il comando della Regione di Kabul, consentendo il rimpatrio immediato di 300 uomini, mentre altri 500 se ne andranno entro ottobre e nella capitale afgana ne resteranno altrettanti. I 500 uomini (e 3 elicotteri) tolti da Kabul permetteranno di rafforzare il contingente della regione occidentale di Herat, tutta sotto il controllo italiano. Oggi sono 1.400 e diventeranno dunque 1.900, con 6 elicotteri Mangusta, e 3 velivoli senza pilota ‘Predator’. A regime il numero complessivo dei militari sarà di 2.400. Con i 500 di rinforzo, il comandante della Regione Occidentale (oggi il generale Francesco Arena) potrà contare su due battaglioni ed altre aliquote operative per un totale di mille uomini da schierare sul terreno: 500 ad Herat ed altrettanti a Farah e a Delaram, nel profondo sud della regione ovest, la parte piu’ pericolosa.

Il presidente afghano Hamid Karzai è sfuggito ad un tentativo di ucciderlo compiuto dai taleban mentre assisteva a una parata militare a Kabul. Nell’attacco tre guerriglieri sono rimasti uccisi. Feriti anche alcuni parlamentari che assistevano alla parta. Tra gli spettatori ci sarebbe stato almeno un morto.
Karzai è subito rientrato al palazzo presidenziale e secondo fonti governative sta bene. Assieme a lui - ad assistere alla parata organizzata per celebrare il 16° anniversario della “liberazione” di Kabul da parte dei muhahiddin - si trovavano anche membri del suo governo e del parlamento, nonchè personalità straniere. Tra queste c’erano gli ambasciatori di Usa e Gran Bretagna, un rappresentante dell’Onu, il comandante delle Forze internazionali in Afghanistan, il generale americano Dan McNeill. Nessuno di loro è rimasto ferito. Tutti comunque, quando sono cominciate le esplosioni, provocate presumibilmente dai razzi lanciati dai taleban, e le raffiche di armi automatiche, si sono gettati a terra e appena possibile sono fuggiti. “Ci sono delle vittime tra gli afghani, ma sono pochi”, ha detto il portavoce dell’Onu Aleen Siddique senza però potere precisare se per vittime si dovessero intendere morti o feriti.
L’attacco è stato subito rivendicato da un portavoce del taleban, Zabihullah Muhjahid: “Siamo noi che abbiamo compiuto l’attacco. Abbiamo lanciato razzi contro la sfilata. Avevamo sei dei nostri sul posto e tre di loro sono rimasti uccisi”. Secondo varie testimonianze, poco dopo che Karzai si era sistemata sulla tribuna si sono sentiti colpi di armi automatiche e esplosioni. Qualcuno ritiene che i taleban sparassero da un edificio vicino al luogo della sfilata, alla quale partecipavano un migliaio di soldati. Secondo una fonte di polizia una persona sospetta è stata arrestata.

Due soldati italiani feriti, ma non in gravi condizioni. Il nuovo attentato contro i nostri militari, in Afghanistan, arriva dieci giorno dopo la sparatoria in cui perse la vita il primo maresciallo Giovanni Pezzulo, di 45 anni, mentre un altro sottufficiale - l’alpino paracadutista Enrico Mercuri - rimase ferito.
L’episodio di oggi è accaduto a 30 chilometri circa a Nord di Delaram, nella provincia di Farah. Alle 11.30, ora locale, un mezzo di pattuglia è stato coinvolto in un’esplosione. I militari sono stati portati all’ospedale della base di Camp Arena, a Herat, ed hanno informato personalmente le famiglie sulle loro condizioni di salute.
Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha fatto sapere che “si è subito accertato delle condizioni di salute del personale coinvolto in ordine alle quali è stato rassicurato dal capo di Stato Maggiore della Difesa circa il carattere lieve delle lesioni riportate”. La nota conclude esprimendo ai due militari “l’augurio di una pronta guarigione”.
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