
Un momento del Summit della Nato a Chicago (Credits: Nato)
La priorità era assegnata alla definizione della exit strategy dall’Afghanistan e il Vertice Nato di Chicago ha raggiunto senza dubbio questo obiettivo. Gli alleati di fatto dichiarano “vinta” la guerra e annunciano che se ne andranno presto da Kabul. Come aveva promesso Francois Hollande in campagna elettorale, i 3.400 militari francesi verranno ritirati entro quest’anno seguendo canadesi e olandesi che hanno già lasciato Kabul negli anno scorsi. Gli americani e tutti gli altri alleati cesseranno le attività da combattimento entro l’estate 2013, quando gli afghani saranno responsabili della sicurezza nell’intero Paese, lasciando unità logistiche e team di istruttori. Statunitensi e britannici manterranno anche reparti aerei e forze speciali anche dopo il ritiro della Nato e gli italiani lasceranno probabilmente in Afghanistan circa 200 carabinieri per addestrare la polizia locale.
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di Mattia Ferraresi
Nella vita del generale Stanley Mc-Chrystal c’è un prima e un dopo. La linea di confine è “The Runaway General”, esplosivo articolo scritto da Michael Hastings e pubblicato da Rolling Stones nel giugno del 2010. Nel reportage l’allora capo delle forze della coalizione in Afghanistan e gli uomini della sua squadra irridevano con imperdonabile leggerezza i vertici civili della sicurezza di Barack Obama, Continua

Attivisti contro la guerra manifestano a Chicago (Credits: AP Photo/Charles Rex Arbogas)
Il vertice che la Nato terrà a Chicago domenica e lunedì è già fin d’ora un successo, se non per il segretario generale Andrs Fogh Rasmussen, che dal summit si aspetta di scogliere molti nodi importanti, quanto meno per gli operatori economici della città di Barack Obama. Le delegazioni di 60 Paesi hanno fatto arrivare in città 6 mila politici e funzionari, 2 mila giornalisti oltre a 50 mila manifestanti che affolleranno hotel e ristoranti creando un indotto economico valutato in 128 milioni di dollari. Continua

(Credits: AP Photo/Virginia Mayo)
Il 20 e 21 maggio si tiene a Chicago il 25esimo summit della Nato. Tutti i big del mondo saranno presenti negli Stati Uniti, tra membri dell’Alleanza Nord Atlantica e osservatori esterni. Ed è già massima allerta per la sicurezza.
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(Credits: AP Photo/Shah Khalid)
Non di soli Corano e kalashinkov vive il talebano. Alcuni guerriglieri e terroristi afghani hanno infatti mostrato di avere un animo sensibile scrivendo poesie che parlano di guerra, natura, amore e nostalgia di casa. Temi ricorrenti, a dire il vero, in tutte le composizioni poetiche e letterarie scritte “in trincea” in tutte le guerre della storia ma che forse giungono inaspettate dai talebani. Un po’ perché la gran parte degli afghani e dei miliziani del Mullah Omar sono analfabeti e un po’ perché da feroci combattenti che impiegano donne e bambini come scudi e bombe umane non ci si aspetterebbe concessioni alla poesia.
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(Credits: LaPresse)
di Antonella Colonna Vilasi
Negli anni novanta la Francia è stata in pole position nella lotta al terrorismo di matrice fondamentalista islamica. Tra i militanti delle cellule terroristiche del GIA, sia della “prima” che della “seconda generazione”, coesistevano terroristi fondamentalisti e non fondamentalisti e militanti che si erano recati in Afghanistan con altri che non vi erano mai stati.
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Obama parla alle truppe nella base afghna di Bagram (Credits: Pete Souza/White House)
L’intesa strategica firmata a Kabul da Hemid Karzai e Barack Obama sembra avere un valore più politico che militare e consente ai due leader, che non si amano, di incassare vantaggi temporanei reciproci. Il presidente afghano ha ottenuto garanzie per aiuti militari e finanziari nei dieci anni successivi al ritiro delle truppe alleate senza dover accettare la presenza a tempo indeterminato di soldati americani sul territorio afghano e senza veti su futuri assetti di governo.
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Un tiratore scelto afghano con un militare statunitense (Credits: Us DoD)
Nonostante le reciproche diffidenze dovevano raggiungere un accordo strategico da presentare al mondo al vertice Nato di Chicago, il 20 e 21 maggio, ma alla fine Kabul e Washington hanno messo a punto un’intesa che sembra più di facciata che di sostanza.
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