
(Credits: Epa)
Stamattina i giornali titolavano “Israele attaccherà l’Iran in primavera“. E poche ore dopo, nel sermone del venerdì, mentre ricorrono i 33 anni della Rivoluzione, il leader supremo Ali Khamenei ribatte così: “L’Iran sosterrà ogni gruppo o Paese che confronti o combatta Israele, che è un vero tumore e deve essere rimosso“.
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- farian
- Venerdì 3 Febbraio 2012

(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
Il gesto di un gruppo di radicali islamici rischia di avere conseguenze gravissime per la Repubblica islamica dell’Iran, già isolata a causa del suo programma nucleare e delle sanzioni internazionali. Non è bastato che il ministro degli Esteri di Teheran esprimesse rammarico e condannasse l’assalto all’ambasciata britannica e che la polizia della capitale arrestasse i giovani protagonisti di quell’azione. Azione messa in atto da una fazione di fanatici che vedono nella sede diplomatica inglese (fortificata, rispetto ad altre sedi) il simbolo dell’oppressione e dell’ingerenza occidentale verso Teheran. Basti pensare al colpo di Stato architettato a Londra nel 1953 per estromettere il premier nazionalista Mossadeq, colpevole di aver osato nazionalizzare il petrolio, a quel tempo largamente sfruttato proprio dagli inglesi.
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- farian
- Mercoledì 30 Novembre 2011

(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
La presa dell’ambasciata britannica da parte di un gruppo di studenti iraniani filo-regime è il gesto disperato di una fazione della Repubblica islamica che si sente spalle al muro. Nei confronti della comunità internazionale, che nei giorni scorsi ha deciso ulteriori sanzioni contro Teheran. Ma anche nei confronti dell’ala moderata all’interno della repubblica di ayatollah e pasdaran (sempre più potenti).
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- farian
- Martedì 29 Novembre 2011

(Credits: Epa)
A Teheran corre voce che il leader supremo Ali Khamenei voglia fare il “colpaccio”, spianando la strada alla successione del figlio da ogni suo possibile rivale, perché dopotutto gli ultimi tre presidenti (Rafsanjani, Khatami e Ahmadinejad) sono stati degli avversari politici non indifferenti.
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- farian
- Mercoledì 2 Novembre 2011

(Credits: Zahra's Paradise)
Dove è finito il movimento verde d’opposizione sorto durante le contestate elezioni presidenziali del 2009? Se ne parla poco, di questi tempi, soprattutto dopo che i due leader – Mussavi e Karrubi – sono finiti agli arresti domiciliari. Nel frattempo nella Repubblica islamica è stata aperta un’inchiesta sulle torture del carcere di Kahrizak, chiuso per volere del leader supremo Ali Khamenei. E si è pure discusso delle modalità (non del tutto trasparenti) con cui il presidente Mahmoud Ahmadinejad si è guadagnato un bel po’ di voti.
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(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
In Iran continua il braccio di ferro tra il presidente Ahmadinejad e il leader supremo Khamenei. Nei giorni scorsi è stato arrestato per corruzione Alireza Moqimi, il presidente della zona franca commerciale nei pressi del fiume Arasse, nella regione iraniana dell’Azerbaijan Orientale.
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(Credits: Epa)
In Iran, da tempo, è in atto uno scontro tra titani. Da una parte il leader supremo Ali Khamenei, cui spetta l’ultima parola su tutto, dall’altra il presidente della repubblica islamica Mahmoud Ahmadinejad che invece vorrebbe fare di testa sua.
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(Credits: Epa)
Dopo la bagarre con il leader supremo Ali Khamenei per il ministro dell’intelligence Heydar Moslehi, ora il presidente iraniano Ahmadinejad si spinge oltre e licenzia ben tre ministri, quelli del petrolio, del welfare e dell’industria
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