
(Credts: Ap/Dolores Ochoa)

Il parco Yasunì per ora è salvo. Lo speciale fondo costituito per preservare un angolo unico di foresta amazzonica in Ecuador ha raggiunto 116 milioni di dollari. Il presidente Rafael Correa aveva indicato la cifra di 100 milioni di dollari e un termine, il 31 dicembre 2011. Se entro quella data non fossero stati raccolti fondi sufficienti, i il governo avrebbe dato il via libera all’estrazione del petrolio che si trova nel sottosuolo del parco. Continua
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(Credits: AP/Dolores Ochoa)
L’idea è straordinaria, non solo per la sua essenza ma anche perché non è mai stata tentata altrove. L’Ecuador ha deciso di non estrarre il petrolio che si trova nel sottosuolo di un’area amazzonica e chiede al mondo di contribuire a questo sforzo, versando soldi in un fondo che compenserà i mancati introiti derivanti dallo sfruttamento dell’oro nero. La scelta compiuta dal governo di Quito si sta rivelando piuttosto impegnativa e sul futuro dell’iniziativa Yasunì ITT (dal nome del parco che si intende salvare dalle trivelle) incombe una spada di Damocle.
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Indios del Mato Grosso (Credits: UN Photo/Joseane Daher)
Una giornata Onu interamente dedicata ai popoli indigeni. Nel cuore dell’estate il mondo celebra così i diritti degli indios. Secondo i dati forniti da Survival International nell’intero pianeta sono ancora molte e tribù che ancora non hanno avuto alcun contatto col mondo esterno. Molti di loro vivono in America Latina, alcuni a un centinaio di chilometri da une delle più importanti mete turistiche mondiali come il Machu Picchu, in Perù.
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Amazzonia devastata: incendi dolosi nell'Acre (Credits: UN Photo/P Sudhakaran)
Metà dell’Amazzonia è al sicuro. A dichiararlo un rapporto che tranquillizza il mondo pubblicato dall’Istituto Socio-ambientale brasiliano (Isa) e dall’Imazon, l’Istituto dell’Uomo e dell’ambiente dell’Amazzonia. Metà del polmone naturale del pianeta è infatti adesso area protetta grazie alla recente creazione di alcune riserve annunciata dal governo di Dilma Rousseff. Continua

Pubblicità anti-Chevron (Credits: jonathan mcintosh by Flickr)
In Ecuador lo hanno già ribattezzato “il processo della storia” con annessa “multa record”. Sono infatti nove e mezzo i miliardi di dollari che la Chevron, multinazionale del petrolio, dovrà pagare al Paese sudamericano.
L’accusa è di aver arrecato “danni all’ambiente e alla popolazione” di una regione amazzonica del Paese. La sentenza è stata confermata poco fa anche dal gruppo statunitense, che ha assicurato il ricorso in appello nelle prossime settimane.
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Siccità in un fiume dell'Amazzonia (Credits: Bert K by Flickr)

Può il polmone verde del pianeta, ovvero l’Amazzonia, trasformarsi in una camera a gas, anzi di gas? E’ quanto sostengono alcuni ricercatori britannici dell’Università di Leeds che insieme ai colleghi brasiliani dell’Ipam, l’Istituto di ricerca ambientale dell’Amazzonia, hanno appena pubblicato uno studio su Science che fa accapponare la pelle. Infatti, a causa infatti di una siccità durissima, quella del 2010 con strascichi ancora oggi, la più spietata degli ultimi cento anni, l’Amazzonia sarebbe destinata a trasformarsi in un’area ad alta emissione di carbonio. Continua

Il Rio delle Amazzoni presso Iquitos (Credits: Bruno Girin by Flickr)
Tutta colpa dei cambiamenti climatici e di una deforestazione senza scrupoli. E adesso per il fiume simbolo del pianeta, il Rio delle Amazzoni, con i suoi 7mila chilometri di lunghezza e un gettito d’acqua di 225 mila metri cubi, sembra essere cominciato davvero il conto alla rovescia. Le sue acque sono infatti al livello più basso di sempre, almeno da quando ci sono misurazioni scientifiche, nel nord-est del Perù dove il fiume nasce. Continua

Indios battono trivelle 1 a 0. L’Ecuador ha firmato il 3 agosto uno storico accordo con l’UNDP, l’agenzia per lo sviluppo delle Nazioni Unite, rinunciando a sfruttare i giacimenti di petrolio pari a 846 milioni di barili all’interno del parco nazionale Yasuni, un’area di foresta amazzonica protetta dal 1989.
Si tratta di un santuario della biodiversità unico al mondo, che si estende su 950 mila ettari nel sud est del paese, ed abitato da diverse comunità di indigeni. Continua
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