
La protesta delle pentole, alias cacerolazo (Credits: 085loco by Flickr)
Corralito in spagnolo, piccolo recinto in italiano. Dieci anni fa questa parola, fino ad allora insignificante, in Argentina diventò sinonimo di fallimento. Fallimento dello Stato, del capitalismo neoliberale, di un’intera classe politica. Que se vayan todos diventò lo slogan più in voga, urlato nelle piazze invase da milioni di argentini che, con pentole, mestoli e coperchi in mano, chiedevano le dimissioni di presidente e ministri. “Andatevene tutti!” Continua
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Proteste a Minsk contro il governo e la crisi economica (Credits: AP Photo/Sergey Ponomarev)
Lo scandalo del calcioscommesse vi ha scottati ma non volete comunque rinunciare a qualche puntata? Le alternative extrasportive non mancano, soprattutto sui siti dei bookmaker stranieri, e in questi giorni si concentrano sulle previsioni di politica estera. Continua

Cristina Kirchner (a sinistra) con Dilma Rousseff (Credits: dilmarousseff by Flickr)
È il quinto presidente dell’America Latina a scoprire di essere ammalato di cancro negli ultimi anni. Dopo i brasiliani Dilma Rousseff e Luiz Inácio Lula da Silva, il paraguayano Fernando Lugo e il venezuelano Hugo Chávez adesso tocca alla presidente dell’Argentina Cristina Kirchner, 58 anni, dover affrontare la battaglia che nessuno vorrebbe vivere. Continua

Cecilia Merchán, la prima firmataria della legge sull'aborto (Credits: Cecilia Merchán)
Un passo storico dopo vent’anni di silenzio assoluto sul tema dell’aborto. La Commissione per la legislazione in materia penale della Camera argentina ha infatti approvato per la prima volta una normativa che legalizza l’interruzione della gravidanza nelle prime 12 settimane. Con 7 voti a favore e 5 contrari è stato così approvato il progetto di legge della deputata Cecilia Merchán, vicina alla presidenta Cristina Fernández de Kirchner e da sempre in prima fila nella difesa dei diritti delle donne. Continua

La bandiera argentina (Credits: UN Photo/Evan Schneider)
Un trionfo atteso, contundente, senza diritto di replica per gli avversari. Cristina Fernández de Kirchner ha letteralmente sbaragliato gli avversari e, domenica 23 ottobre, si è riconfermata già al primo turno alla presidenza della repubblica argentina con il 54% circa dei voti.
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Cristina Fernandez de Kirchner (Credits: UN Photo/Evan Schneider)
A poche ore dal voto che confermerà sicuramente Cristina Fernández de Kirchner, l’atmosfera che si respira per le strade del centro di Buenos Aires, è di calma piatta. E se dovessimo usare una parola per descrivere l’approccio della popolazione argentina verso il voto che, domenica 23 ottobre, deciderà chi sarà l’inquilino della Casa Rosada nei prossimi 4 anni, “noia” sarebbe senz’altro la più gettonata. Continua
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(Credits: Ansa/Vinai Ditajohn)

Dopo un’estate caratterizzata dalle parole “crisi” e “instabilità”, che possono essere declinate sia in campo economico-finanziario che in campo politico, il mondo intero si troverà ad affrontare un autunno decisamente “caldo”, tra appuntamenti elettorali e nodi da sciogliere, come le operazioni militari della Nato in Libia. Ma ci sono anche anniversari importanti da ricordare e commemorare. In tutto questo, le massime istituzioni economiche tenteranno di intervenire per stabilizzare i mercati estremamente volatili, che hanno messo in ginocchio anche gli Stati Uniti, facendogli perdere lo scettro della “prima economia” del mondo.
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Cristina Kirchner all'Onu (Credits: UN Photo/Marco Castro)
Cristina Fernández de Kirchner ha deciso di ricandidarsi alla Presidenza dell’Argentina. In vista delle elezioni in agenda il prossimo 23 ottobre, la presidente in carica ha affidato poche ore fa alla televisione il suo annuncio. “Il mio - ha detto - è un impegno irrevocabile. Mi auguro che la mia presidenza possa diventare un ponte tra le nuove e le vecchie generazioni”.
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