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Bambini haitiani (Credits: UN Photo/Eskinder Debebe)
Un duro colpo al sistema delle Nazioni Unite. Se sarà infatti confermata la notizia resa nota ieri dall’Associated Press, ovvero che all’origine dell’epidemia di colera che ha colpito Haiti negli ultimi giorni ci sarebbero le feci di un’unità di peace-keeper arrivata dal Nepal poche settimane fa nel paese, potrebbero saltare delle teste importanti all’interno del sistema della Minustah, la missione ONU di stabilizzazione ad Haiti. Continua
Evo Morales (al centro), presidente della Bolivia
Non sono bastate le polemiche sui gruppi dedicati a Totò Riina o agli stupri collettivi perché Facebook, il social network più in voga del momento, fondato nel 2004 dallo statunitense Mark Zuckerberg, con 150 milioni di iscritti in tutto il mondo, vigilasse in modo più rigoroso all’interno di quella grande piazza virtuale che è. Adesso è dovuta addirittura intervenire la prestigiosa agenzia di notizie statunitense Associated Press per denunciare e far chiudere un gruppo aperto nell’agosto del 2008, il ”Colecta Mundial pa’ contratar a un francotirador que liquide a Evo Morales”, ovvero il gruppo per raccogliere nel mondo fondi per assoldare un killer che faccia fuori Evo Morales. Nel mirino, insomma, stavolta è finito il presidente della Bolivia, Evo Morales appunto, reduce dal referendum costituzionale di domenica scorsa in cui ha vinto seppure con uno scarto non eclatante. Il gruppo in questione, arrivato ad avere 8069 membri, è stato creato da un ventenne boliviano, Hony Piérola, che ha subito messo le mani avanti dichiarando che da parte sua non c’era stata nessuna intenzione cattiva ma solo tanta ironia verso un Presidente che secondo il giovane “non ha colpa se è nato così imbecille”.
A permettere tecnicamente la chiusura del gruppo sono stati 497 messaggi postati dai membri in cui di ironia non c’era proprio nulla, piuttosto incitazione all’odio e alla violenza, in chiara violazione dei principi del social network. Come nel caso di un post, datato 10 agosto, in cui qualcuno aveva scritto “non sono d’accordo sul farlo fuori a colpi di pistola. Piuttosto bisognerebbe torturarlo e farlo soffrire come sta facendo indirettamente con molti boliviani”. Dopo la denuncia di Associated Press il gruppo è stato immediatamente chiuso, con le scuse dei vertici di Facebook : “Abbiamo uno staff multilingue-fanno sapere dagli Stati Uniti-stiamo cercando di migliorare la nostra capacità di controllo e di scrematura”.

Metropolitana di New York
Scatta l’allarme bomba a New York. L’Fbi ha infatti messo in guardia contro un possibile attentato terroristico di Al Qaeda nel periodo delle vacanze natalizie. Militanti dell’organizzazione terroristica ne avrebbero discusso alla fine di settembre. Un memo interno dell’Fbi, ottenuto dall’Associated Press, parla di una minaccia “credibile ma priva di riscontri concreti”. L’ipotesi è che Al Quaeda avrebbe l’intenzione di compiere un atto terroristico contro la rete metropolitana di New York attraverso l’uso di esplosivi o di kamikaze.
Non ci sono dettagli concreti per confermare che questo complotto sia mai andato oltre il livello delle intenzioni, ma “l’allerta è giustificato dal timore che l’attentato possa essere condotto nella prossima stagione delle vacanze natalizie” si legge nella nota, che porta la data del 25 novembre. I servizi segreti e il dipartimento di sicurezza interna sono al lavoro per chiarire se esiste un reale pericolo. Intanto questa mattina messaggi di allerta sono stati diffusi sulla metropolitana di New York, mettendo in guardia i passeggeri da qualsiasi attività o atteggiamento sospetto, con particolare attenzione a pacchi e bagagli abbandonati.
Secondo quanto riporta la Cnn, la portavoce del Dipartimento per la sicurezza, Laura Keener ha detto che il promemoria fu pubblicato come una precauzione così che gli ufficiali locali potessero prendere le giuste decisioni e precauzioni e non farsi trovare impreparati. Per questo “è probabile”, aggiunge Keener, “che durante le festività venga aumentata la presenza di ufficiali di sicurezza in divisa o in borghese, federali, squadre cinofile ed ispettori di sicurezza”.
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