
Il premier israeliano Netanyahu (Credits: AP Photo/Jack Guez)
La notizia ormai è ufficiale: il primo ministro Benjamin Netanyahu vuole indire elezioni anticipate. Uno dei suoi parlamentari, Zeev Elkin, ha già presentato la richiesta ufficiale per lo scioglimento della Knesset, il parlamento unicamerale di Gerusalemme: la data più probabile del voto è il 4 Settembre. Questo, in breve, significa che Israele andrà alle urne entro la fine di questo anno e che, molto probabilmente, ci sarà un terzo mandato di Netanyahu. Inoltre, secondo alcuni osservatori, le elezioni anticipate allontanano le possibilità di un attacco contro l’Iran. Continua

(Credits: AP Photo/Pablo Martinez Monsivais)
Peres e Netanyahu, insieme, negli Stati Uniti. Se durante questo fine settimana si recheranno a Washington le due più alte cariche dello Stato israeliano è perché la ragione della visita è molto importantie alcuni direbbero una questione di vita o di morte: chiedere a Obama di fermare l’atomica iraniana con le buone, o sostenere un’azione israeliana per farlo con le cattive. Continua

Julian Assange (Credits: AP Photo/Kirsty Wigglesworth)
Israele non sta per bombardare il programma atomico iraniano… Semplicemente perché l’ha già distrutto. È questa l’ultima “bomba” sganciata da WikiLeaks. Oggi, infatti, la celebre organizzazione di Assange ha reso pubbliche alcune e-mail riservate, rubate alla società americana di intelligence strategica Stratfor, che vanta tra i suoi clienti il Dipartimento di Sicurezza Nazionale statunitense e il Corpo dei Marine. I messaggi sarebbero stati ottenuti grazie alla collaborazione con gli hacker di Anonymous, gli stessi che recentemente hanno rese pubbliche le e-mail private degli stretti collaboratori del dittatore siriano Bashar Al-Assad. Continua

di Pino Buongiorno
“La sfida è davvero affascinante”. Il medico Jerrold Post oggi insegna psichiatria, psicologia politica e affari internazionali all’Università George Washington della capitale americana. Ma per 21 anni ha lavorato, a qualche chilometro di distanza, nel quartier generale della Cia, dove ha fondato e diretto il Centro per l’analisi delle personalità e il comportamento politico. È stato lui a fornire ai vari presidenti americani e ai segretari di Stato i profili dei leader stranieri in situazioni di crisi o alla vigilia dei summit internazionali: Menachem Begin e Anwar Sadat, Saddam Hussein e Fidel Castro, Hugo Chávez, Muammar Gheddafi, Osama Bin Laden… Ora che si avvicina paurosamente il confronto-scontro fra il presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, e il primo ministro d’Israele, Benjamin Netanyahu, la lettura di queste due personalità, così come Post fa in esclusiva per Panorama, è di estrema importanza. Continua
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