
(Credits: Epa/Nyein Chan Naing)

Solo fino a qualche mese fa sembrava impossibile, ma è accaduto. In Myanmar il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi si è ufficialmente registrata per correre alle prossime elezioni politiche, che si terranno il 1 aprile.
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Aung San Suu Kyi consegna il premio per il miglior doc al Film Festival per l'arte della Libertà, Rangoon (Ansa/EPA/Nyein Chan Naing)
Aung San Suu Kyi, sorridente e nelle sue vesti colorate e fini, consegna un premio al Film Festival sull’arte della Libertà a Rangoon. Non è un miraggio, è quanto è accaduto pochi giorni fa in Birmania.
Che qualcosa nel Paese dell’Asia sudorientale stia cambiando, con le dovute cautele del caso, lo sa anche lei, la sessantaseienne leader dell’opposizione, che conferma che si presenterà per un seggio nel Parlamento birmano. Continua
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(Credits: Claudio Laurenti)
Tanti i protagonisti sulla scena internazionale del 2011. In primo piano la Cancelliera di ferro, Angela Merkel, che con il presidente francese Nicolas Sarkozy sta cercando di trovare una soluzione alla crisi del debito che si è scatenata in Europa. Ma non si possono dimenticare i volti dei raìs buttati giù dalla Primavera araba, da Hosni Mubarak a Muammar Gheddafi. Alcuni sono ancora lì, come Bashar al Assad, che continua a reprimere nel sangue le manifestazioni anti-regime in Siria. E poi lo scandalo sessuale che ha fatto perdere la poltrona di direttore del FMI a Dominique Strauss-Khan. Quello editoriale che ha fatto chiudere la testata britannica News of the World a Rupert Murdoch e anche una favola che si rinnova, il matrimonio reale del principe William e della sua Kate.
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Aung San Suu Kyi insieme al presidente Thein Sein (Credits: AP Photo/MRTV)

La Lega nazionale per la democrazia, il partito del Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, è stato ufficialmente riconosciuto come legale dalla Commissione Elettorale della Birmania. La notizia è stata diffusa con una nota di tre righe pubblicata dal quotidiano ufficiale del regime New Light of Myanmar. La Lega potrà quindi partecipare alle prossime elezioni suppletive presentando i suoi “candidati democratici”, e in molti si aspettano che a ottenere un seggio sarà proprio la paladina della lotta per la libertà birmana. Continua

Hillary Clinton ha incontrato Aung San Suu Kyi in una cena a Rangoon (State Department photo by William Ng)
In quello è che un momento storico per la Birmania, con un segretario di stato americano in visita ufficiale al Paese per la prima volta dal 1955, si è vissuto un incontro altrettanto significativo. Hillary Clinton e Aung San Suu Kyi si sono incontrate per la prima volta ieri per una cena privata, inimmaginabile l’anno scorso perché la signora di Rangoun era agli arresti. E oggi hanno avuto un nuovo faccia a faccia presso l’abitazione di Suu Kyi, in quella che è stata di fatto la sua prigione prima della liberazione dello scorso novembre. Continua

Hillary Clinton in partenza per il Myanmar (Credits: AP Photo, Saul Loeb, Pool)

La visita del segretario di stato americano Hillary Clinton in Myanmar è certamente un fatto storico sia per gli Stati Uniti che per la nuova giunta birmana, che giorno dopo giorno dimostra di essere sempre più determinata a far compiere al paese una svolta epocale.
Dopo cinquant’anni di isolamento, i militari al potere hanno deciso di cambiare il Myanmar. Continua

(Credits: AP Photo/Riccardo De Luca)

Oggi è un giorno molto importante per il Myanmar. Il parlamento ha infatti approvato un disegno di legge che permette ai cittadini di manifestare pacificamente, a patto di di informare le autorità con almeno cinque giorni di aticipo e di tenersi a distanza da sedi governative, scuole, ospedali e ambasciate. Per diventare legge la nuova proposta ha bisogno di essere firmata dal Presidente Thein Sein, ma è impossibile che il massimo rappresentante del nuovo corso birmano decida di tirasi indietro. Del resto, da quando, a marzo scorso, la giunta si è sciolta e ha passato il potere a un governo civile, seppure controllato dai militari, quest’ultimo si è fatto promotore di una serie di riforme che hanno addirittura permesso alla storica leader di opposizione, Aung San Suu Kyi, di ritornare sulla scena politica Continua

Aung San Suu Kyi (Ansa/EPA/Nyein Chan Naing)
Ci sono “barlumi di progresso” verso riforme democratiche in Birmania. Lo afferma il presidente Barack Obama, da Bali, dove si trova per partecipare al vertice dei Paesi dell’Asia orientale. E dall’isola indonesiana, dopo una telefonata con la leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi, schiude la porta a rinnovate relazioni degli Stati Uniti col Paese asiatico, isolato internazionalmente per decenni. “Bisogna fare di più per perseguire il futuro che il popolo birmano merita” ha aggiunto, ammonendo che il Paese “continuerà ad affrontare sanzioni e isolamento” se il regime non compirà ulteriori passi verso una maggiore democrazia e rispetto dei diritti umani. Continua
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