Archivio per il tag “Australia”

La settimana raccontata per immagini: 21-25 settembre

Photostream - Festa di fine Ramadan

Photostream - Festa di fine Ramadan

Credits: AP Photo/Kevin Frayer

21/09/2009 - Musulmani indiani negli archi della parte superiore della moschea di Jama, dove si radunano per la preghiera di Eid al-Fitr a New Delhi, India. I musulmani di tutto il mondo hanno cominciato a celebrare Eid al-Fitr, la festa di tre giorni, che segna la fine del mese sacro di digiuno del Ramadan.

Continua

Foto, storie dal mondo: Cina, Canada, Afghanistan, Corea…

 Torero incornato a Lisbona

Torero incornato a Lisbona

Credits: Epa/Antonio Cotrim

07/08/09 - A Lisbona, Portogallo, un torero viene incornato durante una corrida in onore degli immigrati nell’arena di Campo Pequeno.

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1.452 chili di cocaina sequestrati a Panama

1.452 chili di cocaina sequestrati a Panama

Credits: AP Photo/Tito Herrera

07/08/2009 - La polizia panamense ha sequestrato 1.452 chili di cocaina lungo la via principale della capitale, in un’operazione che si è chiusa con 5 arresti. Nella foto, i pacchetti di cocaina sequestrati, esposti per la stampa nel quartier generale della polizia di Panama.

In giro per il mondo con Google

 

in giro per il mondo con Google

07/08/2009 - Arthur Poirier lavora per Google: con il suo triciclo dotato di telecamera, riprende le strade di Parigi, che finiranno poi su Street View Maps. Insieme a lui stanno girando per Parigi anche due persone a piedi, per riprendere le immagini delle zone accessibili ai soli pedoni.

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Chi sarà Miss Universo?

Chi sarà Miss Universo?

 Credits: AP photo/Miss Universe Organization

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07/08/2009 - È attesa per il prossimo 23 agosto la serata finale del concorso di bellezza che incoronerà la 58esima Miss Universo. A fare da sfondo alla manifestazione, la Paradise Island delle Bahamas. Nella foto, da sinistra: Dominique Peltier, Miss Bolivia 2009; Estibaliz Pereira Rabade, Miss Spagna 2009; Ada Aimee De la Cruz, Miss Republicca Dominicana 2009; Michelle Rouillard, Miss Colombia 2009 e Larissa Costa, Miss Brasile 2009.

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Sorteggi a Nyon per la Europe League

Sorteggi per la Europe League

Credits: AP Photo/Keystone, Salvatore Di Nolfi

07/08/2009 - A Nyon, in Svizzera, hanno avuto i sorteggi per determinare le sfide che vedranno contrapporsi nei Play-Off le squadre impegnate nella Champions League 2009/10.  La Fiorentina sfiorerà lo Sporting Lisbona.

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La danza del fuoco a Bali

La danza del fuoco a Bali

Credits: Ansa/Epa/Olivier Matthys

07/08/2009 - A Ubud (Bali), in Indonesia, durante un rituali di escorcismo contro la possessione di spiriti malvagi, alcuni ragazzi si muovono a ritmo di danza, scalzi, intorno e attraverso il fuoco.loro stato di trans dopo aver finito la loro performance.

 

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Il tifone Morakot arriva nelle Filippine

Il tifone Morakot arriva nelle Filippine

07/08/09 - Il Tifone Morakot, che già ha investito la Cina, Taiwan e Hong Kong, arriva nella Filippine. Due persone sono morte e più di 15.000 sono state coinvolte dagli effetti di questo potenete fenomeno atmosferico.
Nella foto, a Manila Bay dei ragazzi cercano oggetti preziosi tra i rifiuti gettati a riva dalla onde.

Credits: Ansa/Epa/Francis R. Malasig

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Grandi incendi in British Columbia: già evacuate 17.000 persone

evacuate 17.00o persone

Credits: AP Photo/The canadian Press - Darryl Dyck

05/08/09 - Restano indomati gli incendi che da alcuni giorni stanno divorando le foreste della British Columbia (Canada). In questa foto, i piloti di elicotteri impegnati nelle operazioni anti-incendio osservano il tragico spettacolo del fuoco.

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“Fuoco amico” uccide 3 bimbi e un uomo a Kandahar

AP Photo/ Allauddin Khan

05/08/09 - Un raid aereo delle forze internazionali contro covi dei Talebani nella provincia meridionale di Kandahar, in Afghanistan, è costato la vita ad almeno quattro civili, tra i quali tre bambini. “Gli elicotteri hanno iniziato a colpire il villaggio di Kohat intorno all’una di notte” - ha spiegato Haztat Mohammad, un abitante del villaggio, fornendo il bilancio delle vittime, tutte appartenenti alla stessa famiglia.
In segno di protesta, un centinaio di persone del villaggio del distretto di Arghandab si è diretto a Kandahar, con i corpi delle vittime, per denunciare l’incidente.

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Managua festeggia Santo Domingo

Santo Domingo di Guzman

AP Photo/Esteban Felix

05/08/09 - Santo Domingo di Guzman è stato un missionario, protettore e difensore degli schiavi, vissuto fra il 1170 e il 1221. Popolarmente conosciuto come Minguito, è il patrono di Managua, in Nicaragua. Per festeggiarlo, la popolazione locale viene coinvolta in una processione, alla quale molti partecipano con costumi tradizionali. I due uomini nella foto hanno ricoperto il loro corpo con olio riciclato.

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Resta grave la disoccupazione in Cina

resta grave la disoccupazione

AP Photo/Andy Wong

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05/08/09 - Resta alta la percentuale dei disoccupati in Cina, nonostante i segnali di recupero economico avuti nel primo semestre 2009.
Nuovi posti di lavoro sono stati creati soprattutto grazie a finanziamenti statali (4.000 miliardi di yuan - circa 400 miliardi di euro), ma ciò non ha assorbito la disoccupazione conseguente alla chiusura di decine di migliaia di fabbriche, soprattutto nel Guangdong, a causa del crollo delle esportazioni, cui la gran parte delle ditte cinesi sono orientate.
Gran parte dei nuovi posti di lavoro sono quindi collegati alle grandi opere finanziate dallo Stato e potrebbero venire meno alla fine di tali lavori. Chi ha mantenuto il posto di lavoro, inoltre, ha spesso dovuto accettare diminuzioni delle ore di lavoro e del relativo salario

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Un film racconta la virta di Rebiya Kadeer

Rebiya Kadeer in Australia

AP Photo/David Crosling

05/08/09 - Rebiya Kadeer, leader della minoranza musulmana degli Uighuri - coinvolti in recenti scontri etnici nella regione cinese dello Xinjiang - ha parlato oggi alla stampa a Melbourne, in Australia, partecipando al Melbourne International Film Festival, dove verrà proiettato un documentario sulla sua vita.

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Corano e fucile per i “ragazzi difficili” di Grozny

un mese in divisa per i ragazzi problematici

Credits: Ansa/Epa/KAZ

BEK VAKHAYEV

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05/08/09 - Le autorità politiche e militari al potere in Cecenia hanno pensato a una soluzione formativa peculiare, a base di armi e disciplina, per i “ragazzi difficili” di Grozny, segnalati dalla polizia per i loro comportamenti o per particolari problemi sociali: un campo estivo lungo un mese fatto di ordini, divisa, studio del Corano, lezioni di storia e addestramento militare.

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Inferno di fuoco in Australia: la diretta dai blog

Inferno di fuoco in Australia

Non ha perso tempo il primo ministro australiano Kevin Rudd: con i suoi collaboratori sta informando i cittadini attraverso Twitter, un microblog, sull’avanzata delle fiamme che stanno devastando lo Stato di Vittoria, nei territori meridionali dell’isola. Rudd spiega ai cittadini come donare sangue per le vittime o fondi per i vigili del fuoco. Tutto in diretta su internet. È l’incendio più grave nella storia australiana: più di cento le vittime. E attraverso il web i cittadini cercano di far fronte all’emergenza. Ognuno con le sue capacità.

In poche ore è stato lanciato un gruppo su Facebook per lasciare un messaggio a chi vive l’angoscia dell’assedio degli incendi. Temendo che il vento possa spingere le fiamme verso i centri abitati. Scrive Lacey Richmond della Croce rossa canadese: “Le storie di eroismo e di coraggio che stiamo ascoltando sono una prova della bontà e dell’umanità in un momento di grande bisogno. Per quanto la situazione possa sembrare tragica, gli aiuti stanno arrivando”. Gli ingegneri di Google hanno pubblicato una mappa degli incendi che rivela la gravità i danni e permette ai soccorsi di coordinarsi. Le informazioni arrivano dai Vigili del fuoco dello Stato di Vittoria. E il quotidiano Australian aggiorna il bilancio delle vittime con in una cartina online. Alcuni testimoni, poi, hanno inviato fotografie degli incendi a Ninemsn: 22 immagini drammatiche che mostrano le devastazioni inferte dalle fiamme voraci ai terreni coltivati, alle strade, alle case.

Il primo ministro australiano, Kevin Rudd, parla di “omicidio di massa”

Incendi devastano l’Australia: 96 morti

Sono 96 le vittime degli incendi degli ultimi tre giorni nel sud dell’Australia. Un numero destinato a salire, quando le fiamme si saranno spente e i corpi carbonizzati verranno recuperati. Uno scenario apocalittico, così come viene descritto dai giornali locali. “Fiamme alte come una casa di quattro piani che avanzano veloci, pioggia di cenere dal cielo, cittadine di campagna rase al suolo”. Il clima secco e il territorio arido fanno sì che gli incendi siano una costante delle estati australiane. Ma quest’anno la situazione è uscita dal controllo, trasformandosi in una vera e propria emergenza. Anche per le temperature vicine ai 50 gradi che si registrano nella regione e i forti venti. Sono più di trentamila gli ettari di terreno preda delle fiamme. Migliaia di pompieri, con mezzi aerei e di terra, sono impegnati nella regione a nord di Melbourne, ma presto potrebbe essere schierato anche l’esercito, come ha chiesto il presidente dello Stato di Victoria, John Brumby.

Guerra ad Al Qaeda in Pakistan: gli istruttori sono australiani

Guerriglieri di Allah

L’Australia ha offerto un programma di addestramento all’antiguerriglia alle truppe pachistane nell’ambito dell’impegno di Canberra con le forze della Nato in Afghanistan. Il ministro della difesa australiano, Joel Fitzgibbon, di ritorno da una visita ufficiale a Washington, ha riferito che nei suoi incontri con il segretario alla difesa Robert Gates e con il vice segretario di stato John Negroponte, sottolineando la determinazione ad “alzare la posta in gioco” sul fronte diplomatico con il Pakistan, paese con il quale le tensioni sono sempre più forti a causa delle basi talebane e di al-Qaeda situate al di là del confine afghano, nella Tribal Area al confine con l’Afghanistan.

Gli istruttori militari australiani, ha precisato Fitzgibbon, non sarebbero mandati in queste regioni di frontiera dove la sicurezza sarebbe precaria quanto quella dei 1025 soldati australiani dell’Operazione Slipper schierati soprattutto nella provincia meridionale afgana di Oruzgan, ma potrebbero addestrare le forze di Islamabad in altre aree del Pakistan. L’incapacità delle truppe pachistane di controllare le regioni tribali e le intese politiche tra il governo del premier Yusouf Raza Gilani e i movimenti talebani pachistani hanno consentito ai jihadisti di aumentare la pressione militare sulle province orientali afgane dove da aprile le incursioni sono aumentate del 40 per cento. Gli intensi attacchi talebani hanno costretto gli americani ad abbandonare pochi giorni or sono l’avamposto di Wanat, vicino al confine, mentre dal 15 luglio sempre più spesso le forze alleate rispondono con artiglieria e raids aerei agli attacchi e ai bombardamenti provenienti dal territorio pachistano. L’escalation delle operazioni militari in Afghanistan, concentrata soprattutto nelle province orientali e meridionali, ha provocato già la morte di 139 militari alleati dall’inizio dell’anno contro i 221 caduti (la metà americani) registrati in tutto il 2007.

Il Papa lascia l’Australia ma prima incontra le vittime dei preti pedofili

Il Papa in Australia

da Sydney

La visita del Papa a Sydney si è conclusa con il gesto più atteso dall’opinione pubblica australiana: Benedetto XVI ha incontrato le vittime degli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti. Quattro vittime di abusi (due uomini e due donne) accompagnate dai loro familiari e da un sacerdote incaricato dalla diocesi hanno partecipato alle messa celebrata dal Papa la mattina presto prima di partire nella piccola cappella della Cathedral House dove Ratzinger ha alloggiato in questi giorni. Dopo la messa il Papa ha incontrato personalmente le vittime, ha parlato con loro e ha espresso parole di partecipazione e di conforto. Con questo “gesto paterno”, ha spiegato il direttore della sala stampa vaticana, Federico Lombardi, il Papa ha voluto esprimere “la sua sollecitudine pastorale nei confronti di coloro che hanno subito abusi da parte del clero. Il pontefice ha promesso di continuare a pregare per loro e per le loro famiglie”.

LEGGI ANCHE: Il Papa e gli aborigenti australiani - Benedetto XI, prossima tappa l’Africa - I preti pedofili siano puniti -

Undicesimo: rispetta la natura

Il Papa con un pappagallo

Inquinare è peccato: così un inedito Papa ecologista ammonisce centinaia di migliaia di ragazzi riuniti a Sydney per la Giornata mondiale della gioventù (Gmg), che dura fino al 21 luglio. Siccità e desertificazione mettono a dura prova il continente australiano, dove su oltre il 60 per cento del territorio non piove ormai da anni, drammatica conseguenza anche del riscaldamento globale del pianeta.
Benedetto XVI prende atto del fallimento del recente G8 in Giappone e chiama i giovani a mobilitarsi per il futuro del nostro pianeta. «Non è mia pretesa entrare nelle questioni tecniche che politici e specialisti devono risolvere» dice il Pontefice, ma «dare gli impulsi essenziali per rispondere a questa grande sfida: riscoprire la nostra responsabilità davanti alla creazione che Dio ci ha affidato». Occorrono insomma, raccomanda il Papa, volontà politica e nuovi stili di vita per fermare il degrado ambientale.
L’anziano Pontefice, austero professore di teologia, si rivolge così ai papaboys con un tema attuale e concreto: l’ecologia, a pochi giorni dal messaggio inviato all’Esposizione internazionale di Saragozza in cui ha ribadito il diritto «universale e inalienabile» dell’accesso all’acqua potabile. «Il Papa propone una teologia della creazione» riassume a Panorama il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Una teologia che riconosce l’importanza dei doni di Dio, «l’aria, l’acqua, i frutti della terra», e valorizza il contributo di civiltà come quella indigena australiana. «I primi colonizzatori hanno profondamente disprezzato la cultura aborigena» osserva Graeme Mundine, leader dei cattolici indigeni australiani, ma finalmente questa viene riscoperta anche per la sua capacità di entrare in armonia con la natura.
Si assiste così a un inatteso paradosso: Giovanni Paolo II amava la vita all’aria aperta, le escursioni in montagna, le passeggiate nei boschi, ma Joseph Ratzinger mostra una sensibilità al tema ecologico inedita rispetto al predecessore, capace di fugare una volta per tutte le ricorrenti critiche di scarsa attenzione della Chiesa all’emergenza ambientale.
Una sensibilità condivisa dal presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco che, giunto a Sydney alla guida di circa 10 mila giovani italiani, ha ricordato che «la Chiesa continua a predicare la necessità del rispetto dell’ambiente e raccomanda uno stile di vita più sobrio». Allo stesso tempo il presidente della Cei apre all’uso dell’energia nucleare: «È giusto che le persone responsabili trovino le sorgenti di energia più adeguate alle esigenze dell’umanità».
Anche il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, fa eco alle parole del Papa: «La missione della Chiesa è svegliare le coscienze. Per quanto riguarda l’ambiente, occorre aiutare i giovani a rendersi conto che ci sono dei problemi importanti e che per affrontarli è necessario incoraggiare la ricerca, gli investimenti e l’impegno personale».
Ma non tutti sono d’accordo con Benedetto XVI. Fra questi persino l’arcivescovo di Sydney, il cardinale George Pell, che si dichiara «scettico» sulle pessimistiche previsioni degli scienziati in tema di effetto serra e riscaldamento globale del pianeta: «È difficile prevedere cosa accadrà tra 10, 15, 20 o 100 anni. Sono consapevole che possiamo andare incontro a un cambiamento climatico, ma non si sa in che misura stiamo contribuendo a esso».

Il Papa incontra gli aborigeni

Nonostante i dubbi del cardinale, gli organizzatori hanno fatto il possibile per ridurre l’impatto ambientale della Gmg. Per limitare al massimo il consumo dell’acqua sono stati installati timer a tutte le docce in uso ai papaboys: massimo 3 minuti ciascuna. Stop alle auto: i giovani possono muoversi solo con i mezzi pubblici. Posate e imballaggi dei 25 milioni di pasti distribuiti nel corso della settimana sono biodegradabili. Persino le torce distribuite a ogni pellegrino sono ecologiche: al posto della batteria c’è una manovella che può servire anche a ricaricare i cellulari.
Il presidente della Conferenza episcopale, Philip Wilson, ha fatto piantare 20 mila alberi nella diocesi di Adelaide per compensare le emissioni di anidride carbonica. Lo stesso ha promesso di fare la compagnia aerea australiana Quantas.
Anche nel Festival della gioventù (un fitto calendario di eventi che accompagna la Gmg) si susseguono appuntamenti che presentano esperienze di tutela ambientale compatibili con lo sviluppo in diversi paesi del mondo.
I papaboys accolgono con entusiasmo la svolta verde di Ratzinger: «Il Papa si preoccupa della nostra salute e del nostro futuro: dovremmo tutti impegnarci di più per risparmiare l’acqua, fare la raccolta differenziata dei rifiuti, non consumare inutilmente l’energia elettrica» afferma l’australiana Alice, 23 anni, dottoranda in medicina. Aggiunge l’italiana Marina: «Faccio parte dell’associazione cattolica Greenaccord, che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica a favore della salvaguardia del Creato. Dobbiamo far crescere nel nostro Paese la consapevolezza dell’emergenza ambientale, come ha raccomandato il Papa».
Tra i frutti della Gmg ci saranno nuove iniziative a favore della sensibilizzazione ecologica, promosse dal servizio di pastorale universitaria di Sydney, dichiara il responsabile, Robert Hadded. Lo stesso accadrà in Italia dove Nicolò Anselmi, responsabile del servizio Cei di pastorale giovanile, annuncia che il prossimo anno inserirà la promozione della cultura ambientale tra le principali attività di formazione dei giovani cattolici italiani. ( ignazio.ingrao at mondadori.it)

Il Papa da Sidney: I preti pedofili siano puniti

Il Papa in Australia
“Sono profondamente dispiaciuto per il dolore e la sofferenza delle vittime e assicuro loro che, come loro pastore, anch’io condivido la loro sofferenza”, con queste parole, aggiunte al testo ufficiale dell’omelia nella St.Mary Cathedral di Sidney, di fronte alla Conferenza episcopale australiana al completo, Benedetto XVI ha voluto dare il massimo risalto possibile alle scuse rivolte alle vittime dei sacerdoti pedofili in Australia. Il Papa ha voluto “sottolineare personalmente” e con il massimo rilievo possibile il suo dispiacere per gli episodi di pedofilia che già da anni hanno macchiato la Chiesa australiana, ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.

Allo stesso tempo Benedetto XVI ha voluto indicare una linea di condotta ai 65 vescovi australiani: “Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi in questa Nazione. Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore ed hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa”, ha detto il Papa nell’omelia. Secondo i dati dell’associazione australiania “Broken Rites”, che riunisce familiari e vittime dei preti pedofili, fino a questo momento in Australia sono stati 107 i sacerdoti e i religiosi condannati per questo reato. La Chiesa australiana, infatti, è stata la prima Chiesa nel mondo a misurarsi con questo problema, prima ancora di quella statunitense. “Chiedo a tutti voi”, ha detto il pontefice rivolgendosi a sacerdoti, religiosi e seminaristi, “di sostenere e assistere i vostri Vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura e i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia. La priorità urgente è quella di promuovere un ambiente più sicuro e più sano, specialmente per i giovani. Mentre la Chiesa in Australia continua, nello spirito del Vangelo, ad affrontare con efficacia questa seria sfida pastorale, mi unisco a voi nel pregare affinché questo tempo di purificazione porti con sé guarigione, riconciliazione e una fedeltà sempre più grande alle esigenze morali del Vangelo”.

Parole impegnative dunque, con le quali il Papa auspica per i sacerdoti accusati di pedofilia non solo provvedimenti canonici ma anche un giusto processo dinanzi ai tribunali penali. Non sono però sono bastate all’associazione delle vittime dei preti pedofili. John McNally, portavoce dell’associazione “Broken Rites”, intervistato da Panorama ha sottolineato che “queste parole sono importanti ma non sufficienti. Il Papa infatti continua ad invitare i fedeli vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti a rivolgersi ai vescovi. Ma sono stati proprio loro in questi anni che molte volte hanno insabbiato e rallentato la ricerca della verità e la punizione dei colpevoli”. McNelly oggi ha 56 anni, a 11 è stato abusato da un sacerdote in una parrocchia di Melbourne. Lo ha denunciato, ma secondo il suo racconto, il sacerdote sarebbe fuggito in Inghilterra e non avrebbe subito alcun processo. “Ci deve essere più chiarezza e più trasparenza da parte della Chiesa nel perseguire i preti pedofili”, afferma Stephen Woods, 46 anni, abusato all’età di nove da un sacerdote che insegnava in una scuola nei dintorni di Melbourne. Il sacerdote che lo ha violentato è stato riconosciuto colpevole di altri 40 casi e ora è in prigione. Woods ha ottenuto anche un risarcimento in denaro. Per il momento però il Papa non ha incontrato le vittime dei sacerdoti pedofili, come si attende da giorni l’opinione pubblica australiana.

E mentre i 250 mila giovani partecipanti alla Gmg affluivano nell’ippodromo di Randwick a Sidney per la veglia di preghiera con il Papa, la comunità gay della città insieme con il comitato “No To Pope” è scesa in piazza. Il Comitato è composto da una dozzina di sigle: oltre alle associazioni gay e lesbiche e all’associazione delle vittime dei preti pedofili, ci sono anche i comitati per i diritti civili, le associazioni per la lotta all’Aids e la “Socialist Alliance”, il partito a cui fa riferimento la sinistra radicale australiana. Erano diverse centinaia i partecipanti alla manifestazione che, scortati dalla polizia, hanno marciato fin nei pressi dell’ippodromo di Randwick. Una manifestazione colorata e ironica con slogan, cartelloni, finte suore e finti vescovi, diavoli e persino una papamobile con un manichino del Papa. “Non siamo contro la Giornata mondiale della gioventù”, ha spiegato a Panorama Antony Englund, uno dei portavoce del Comitato, “chiediamo però più rispetto da parte della Chiesa per gli omosessuali, libertà di scelta per le donne sull’aborto, sostegno all’uso del profilattico contro l’Aids e contestiamo l’uso del denaro pubblico per finanziare una manifestazione cattolica come la Gmg”. Rincara la dose l’altra portavoce del Comitato, Rachel Evans: “Il Santo Padre è autore di un editto conservatore sulla contraccezione che condanna milioni di persone a morire di Aids. In più l’anziano Papa Benedetto ha detto che gli omosessuali sono obiettivamente disordinati e il matrimonio tra persone dello stesso sesso è una minaccia alla pace mondiale”. C’è da scommettere che soprattutto il dibattito sull’uso del denaro pubblico per coprire le spese della Gmg (costata oltre 236 milioni di dollari australiani, quasi 170 milioni di euro) continuerà in Australia anche nelle prossime settimane.
LEGGI ANCHE: Il Papa e gli aborigenti australiani - Benedetto XI, prossima tappa l’Africa - GALLERY

Benedetto XVI, prossima tappa: l’Africa

Il Papa in Australia

Il viaggio del Papa in Australia per la Giornata mondiale della Gioventù è ancora in corso (terminerà il 21 giugno), ma Benedetto XVI già pensa alle future trasferte extraeuropee. Infatti il pontefice a Sidney ha pranzato insieme con 12 giovani di tutti i continenti. Tra questi c’era Muaka Muaka Balza, un giovane di 29 anni della Repubblica democratica del Congo. Come ha riferito Muaka a Panorama.it, il Papa parlando in francese gli ha chiesto molte informazioni dettagliate sulla situazione politica del suo Paese e sulla vita della Chiesa. Probabilmente non è un caso. Infatti la Segretaria di Stato, insieme con l’organizzatore dei viaggi papali, Alberto Gasbarri, starebbe studiando l’ipotesi di un viaggio di Ratzinger in Africa nel 2009.

Il Papa in Australia

Il Paese prescelto potrebbe essere il Camerun ma ad esso potrebbe aggiungersi anche un altro Stato africano. Così dopo l’America del Sud (Brasile, maggio 2007), l’America del Nord (Usa, aprile 2008) e ora l’Oceania, il pontefice starebbe pensando a visitare l’Africa. Resterebbe solo l’Asia: in tal caso l’ipotesi sarebbe quella dell’India alla quale si potrebbe aggiungere la Terra Santa, se la situazione politica e relazioni tra Santa Sede e Israele lo consentiranno. Un eventuale viaggio in Africa si presenta comunque come un progetto piuttosto complesso sia dal punto di vista logistico sia dal punto di vista diplomatico, per la difficile situazione politica nella quale si trovano diversi Paesi. Ma è un viaggio molto atteso dalle Chiese africane che si trovano a fronteggiare notevoli problemi: il crescente fondamentalismo islamico, il problema dei sacerdoti sposati, le questioni legate alle liturgie adattate alla cultura africana. Intanto, tornato dall’Australia, dopo un periodo di riposo a Bressanone e a Castel Gandolfo, il Papa si recherà a Cagliari (il 7 settembre), a Parigi e Lourdes (dal 12 al 15 settembre) per il 150° delle apparizioni mariane. Ma la macchina organizzativa dei viaggi papali è già proiettata verso i viaggi del 2009.

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Il Papa in Australia

Benedetto XVI accolto dagli aborigeni: “Difendete la vita e la terra”

Il Papa in Australia
Credits: AP Photo/Rick Rycroft, Pool

da Sidney

Al suo arrivo a Sidney il Papa è stato preso in custodia dagli aborigeni. C’era infatti il più anziano della comunità indigena australiana (Allen Madden, 59 anni), chiamato “il custode della regione”, ad accogliere Benedetto XVI sulla banchina del porto, insieme con gli altri rappresentanti della comunità. Al Papa è stato consegnato il “message stick”, il bastone tradizionale degli aborigeni con scritto “La Nazione Dorowà augura al Papa un sicuro e fortunato viaggio attraverso questa terra”. In onore del Papa sono state anche compiute tipiche danze aborigene come segno di accoglienza di un amico. Gli anziani della comunità aborigena hanno poi simbolicamente affidato il Papa nelle mani dei giovani, per la festa di apertura della Giornata mondiale della Gioventù, che ha visto la partecipazione di quasi 200 mila ragazzi sul molo di Barangaroo nel Darling Harbour di Sidney. Migliaia di giovani erano sparsi anche nei dintorni del porto perché era stata esaurita la capienza massima della banchina messa a disposizione del Papa.
Benedetto XVI ha ringraziato calorosamente gli anziani degli aborigeni: “Sono profondamente commosso di trovarmi nella vostra terra, sapendo delle sofferenze e delle ingiustizie che essa ha sopportato, ma cosciente anche del risanamento e della speranza ora in atto, con legittimo orgoglio di tutti i cittadini australiani”. Rivolto al primo ministro Kevin Rudd e al Governatore Michael Jeffery, in occasione della cerimonia di benvenuto presso la “Government House” il pontefice ha espresso apprezzamento per la decisione del primo ministro australiano, il 13 febbraio scorso, giorno del suo insediamento, di presentare formalmente le scuse alla popolazione indigena per “le politiche di assimilazione” messe in atto dal governo australiano tra il 1910 e il 1970.
“Grazie alla coraggiosa decisione del governo australiano di riconoscere le ingiustizie commesse nel passato contro i popoli indigeni”, ha detto Benedetto XVI, “si stanno ora facendo passi concreti al fine di raggiungere una riconciliazione basata sul rispetto reciproco. Giustamente voi state cercando di colmare il divario fra australiani indigeni e non indigeni circa le aspettative di vita, i traguardi educativi e le opportunità economiche. Questo esempio di riconciliazione offre speranza in tutto il mondo a quei popoli che anelano a vedere affermati i loro diritti e riconosciuto e promosso il loro contributo alla società”.

Il Papa incontra gli aborigeni

I discendenti delle popolazioni indigene che abitavano l’Australia prima dell’arrivo degli europei sono ormai ridotti a 450 mila. Tra di essi vi è un significativo gruppo di aborigeni cattolici. Uno dei loro leader, Grame Mundine, racconta che “l’arrivo del Papa nella Baia di Sidney su una grande barca di proprietà della compagnia Captain Cook Cruise” aveva suscitato malumore nei gruppi aborigeni, perché sembrava richiamare l’arrivo delle navi del capitano Cook che colonizzarono nel XVIII secolo l’Australia cacciando gli aborigeni. “Si è deciso quindi che il Papa dovesse incontrare anzitutto i discendenti degli abitanti originari della zona i quali lo hanno invitato a salire sulla barca”, ha spiegato Mundine.
Rivolgendosi ai giovani giunti da oltre 170 Paesi del mondo, il Papa ha preso spunto dall’esperienza degli aborigeni per riflettere sull’emergenza ambientale: “Vi sono delle ferite che segnano la superficie della terra: l’erosione, la deforestazione, lo sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un insaziabile consumismo. Alcuni di voi giungono da isole-Stato la cui esistenza stessa è minacciata dall’aumento dei livelli delle acque: altri da Nazioni che soffrono gli effetti di siccità devastanti. La meravigliosa creazione di Dio viene talvolta sperimentata come una realtà quasi ostile per i suoi custodi, persino come qualcosa di pericoloso”.
Non soltanto l’ambiente naturale, ma anche quello sociale, “l’habitat che ci creiamo noi stessi”, ha continuato il Papa, “ha le sue cicatrici, ferite che stanno ad indicare che qualcosa non è a posto”. Tra queste ferite, Ratzinger ha elencato “l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale, presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento”.
Benedetto XVI ha indicato ai giovani la strada per sanare queste ferite: “Le preoccupazioni per la non violenza, lo sviluppo sostenibile, la giustizia e la pace, la cura del nostro ambiente sono di vitale importanza per l’umanità. Tutto ciò non può però essere compreso a prescindere da una profonda riflessione sull’innata dignità di ogni vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, una dignità che è conferita da Dio stesso e perciò inviolabile. Il nostro mondo si è stancato dell’avidità, dello sfruttamento e della divisione, del tedio di falsi idoli e di risposte ipocrite e della pena di false promesse. Il nostro cuore e la nostra mente anelano ad una visione della vita dove regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l’identità sia trovata in una comunione rispettosa”.
Intanto ai circa 250 mila giovani che stanno ancora arrivando a Sidney da tutto il mondo, viene distribuita una “guida del pellegrino”, in tutte le lingue con indicazioni e suggerimenti per la permanenza nella città australiana e per partecipare agli eventi della Giornata mondiale della gioventù. Il libretto contiene anche una “guida del cattolico single” con una sorta di “decalogo” intitolato “custodisci la tua sessualità”. “Troppe persone lasciano che siano i propri ormoni o i propri istinti a decidere per loro. Ma pensaci un po’ … che tipo di vita sessuale vuoi davvero?”, domanda la “guida” ai giovani partecipanti alla Gmg. E prosegue: “Se desideri un matrimonio felice, profondo e fecondo devi cominciare a prepararti ora”. Queste alcune delle raccomandazioni: “Smetti di riempirti la testa di quella immondizia che ti propinano le riviste, la televisione e la pornografia. Esercitati spiritualmente, partecipa a ritiri e scegli una vita di preghiera. Ingrana la marcia, svelto! E comincia a frequentare altri atleti dello spirito come te. Prendi le distanze dalle persone che ti traviano. La società ti propone il preservativo e la pillola, mettendoti a rischio e isolandoti. L’unico vero modo di soddisfare l’intimità sessuale è custodire la tua sessualità. Dai, scegli il meglio. Lo sai che è così”.
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Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino: Mondadori riporta in edicola una sua testata storica, Epoca: da mercoledì 4 novembre 2009.

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