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Il cadavere di un uomo di una trentina d’anni è stato ritrovato in un villaggio sciita, in Bahrein, nella zona dove venerdì notte si era tenuta una manifestazione contro il Gran Premio di Formula 1 a Manama.
- Sabato 21 Aprile 2012
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Bahrein

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Il cadavere di un uomo di una trentina d’anni è stato ritrovato in un villaggio sciita, in Bahrein, nella zona dove venerdì notte si era tenuta una manifestazione contro il Gran Premio di Formula 1 a Manama.

(Credits: Epa/Mazen Mahdi)
Scontri e proteste in Bahrein. Non accennano a tornare a casa migliaia di manifestanti che per tutta la notte hanno riempito le strade dei villaggi sciiti alla periferia della capitale Manama. La parola d’ordine è boicottare il Gran Premio di Formula 1, in programma il 22 aprile. La polizia risponde con pallettoni e lacrimogeni.

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Dopo la “decapitazione” dei vertici di Radio Eco Mosca, che si sono macchiati di aver parlato in sfavore dello zar Vladimir Putin, si sono nuovamente riaccesi i riflettori sulla libertà di stampa in Russia, a poco meno di un mese dalle elezioni presidenziali del 4 marzo.
Il 2011 verrà ricordato come l’anno della Primavera Araba. Rivolte con effetto domino sono scoppiate nei Paesi islamici, a cominciare dalla Tunisia, dove la morte di Mohamed Bouazizi, che si è dato fuoco per protestare contro il regime di Ben Alì, ha in breve portato alla caduta del raìs. Così pure in Egitto, dove dopo le manifestazioni di protesta e le violenze di massa in Piazza Tahrir, Hosni Mubarak ha rassegnato le dimissioni.
Cattive notizie per gli sciiti del Golfo: nonostante sia stato avviato il dialogo nazionale, la monarchia sunnita del Bahrein sta assoldando centinaia di mercenari pachistani di etnia baluci per mettere a tacere le istanze di democrazia e riforma nel piccolo arcipelago a maggioranza sciita, dove ha sede la V Flotta statunitense che ha il compito di “contenere” l’Iran e assicurare il passaggio delle petroliere attraverso lo stretto di Hormuz.
In Bahrein l’opposizione ha accettato di partecipare al dialogo nazionale, pur nella consapevolezza di poter ottenere ben poco rispetto alle richieste iniziali. Secondo il Financial Times la decisione è stata presa su consiglio della diplomazia statunitense e di quella britannica perché non ci sarebbero altre opportunità all’orizzonte: di fronte alla repressione di regime nei confronti degli sciiti, non ci sono alternative.
Ieri, mentre il presidente statunitense Barack Obama teneva il suo discorso, le autorità iraniane richiamavano due navi cariche di dimostranti che avrebbero voluto mostrare la loro solidarietà agli sciiti del Bahrain, perseguitati dalla dinastia sunnita al-Khalifa e dai loro agguerriti mercenari.

(Credits: Epa/Mazen Mahdi)
Il Bahrein è un caso – eclatante – dei due pesi e due misure dell’Occidente. Stati Uniti in testa. Se in Libia la comunità internazionale ha deciso di intervenire, in questo piccolo arcipelago del Golfo è scattata la mattanza, sotto lo sguardo distratto dell’Occidente.
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