
Barack e Michelle Obama incontrano Benedetto XVI (Credits: Ansa/Chris Helgren)

Se c’era una causa in grado di riunificare sotto lo stendardo del GOP le disperse e divise armate repubblicane, fino a ieri impegnate nella lotta fraticida delle primarie ma ora pronte a combattere di nuovo insieme una battaglia contro il comune nenico Barack Obama, era quella che lo stesso presidente ha involontariamente offerto ai suoi rivali, commettendo un maldestro errore politico, foriero di possibili, gravi ripercussioni sull’andamento della sua campagna elettorale. Continua

(Credits: Ansa)
Great to see you, my friend. Barack Obama accoglie il Presidente del Consiglio alla Casa Bianca con toni da compagno di scuola. Che bello vederti, amico mio. E quando poi lo congeda, dopo quasi due ore di incontro privato nello Studio Ovale (il doppio del previsto) e venti minuti di conferenza stampa (non prevista), gli mette affettuosamente tutte e due le mani sulle spalle.
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Un ribelle siriano ferito a Idlib, Siria (AP Photo)
Un “atroce bagno di sangue”, così Barack Obama ha condannato la cruenta repressione in Siria, parlando dopo il colloquio con il premier italiano in visita negli States.
Un gruppo di attivisti segnala, nella sola giornata di ieri, almeno 110 vittime per il bombardamento - per il sesto giorno consecutivo - delle forze del presidente siriano Bashar al-Assad sulla città assediata di Homs. Continua

Mario Monti e Barack Obama (Credits: LaPresse/Pablo Martinez Monsivas)

L’endorsement di Barack Obama nei confronti di Mario Monti non poteva essere più convinto e pieno. Se alla vigilia dell’incontro alla Casa Bianca si poteva intravvedere una convergenza di interessi e strategie tra gli Usa e l’Italia per uscire dalla crisi economica, dopo il faccia a faccia di quaranta minuti in Pennsylvania Avenue si può parlare quasi di feeeling tra i due protagonisti. Continua

Barack Obama di fronte al National Prayer Breakfast di Washington (Ansa/Epa/Chris Kleponis)
Mario Monti è atterrato a Washington intorno alle 22,30 ora locale (le 4,30 in Italia) per una visita di due giorni, accompagnato dal ministro degli Esteri Giulio Terzi. Il premier incontrerà oggi il presidente degli Stati Uniti Barack Obama dopo una serie di incontri al Congresso.
“Un meeting importante”, ha detto Tommy Vietor, alto funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale americano. “Ci sono importanti questioni economiche da discutere”. Continua

Manifestazione del Tea Party a Washington (Credits: LaPresse/Jacquelyn Martin)

Doveva essere uno dei protagonisti delle primarie repubblicane del 2012 e invece, alla fine (o meglio, già all’inizio), si è ritrovato in un ruolo da comprimario, anche se non così marginale nello sviluppo della trama, una parte che gli permette comunque di lasciare una traccia della sua presenza nella pellicola. The Tea Party is dead, it’s gone, ha detto Chris Littleton, il co-fondatore dell’Ohio Liberty Council, uno dei gruppi più importanti affiliati al movimento. Il Tea Party è morto, secondo questo suo leader, ucciso dalla sua incapacità di agire con efficacia all’interno del processo per la nomination. Continua

Rick Santorum (Credits: LaPresse/ Charles Rex Arbogast)

Se non è un vero e proprio terremoto politico, la vittoria di Rick Santorum nei due caucus in Colorado e in Minnesota e nelle primarie non ufficiali del Missouri è sicuramente un evento in grado di scompigliare le carte della corsa alla nomination repubblicana. Una tripletta inaspettata. Un’affermazione così solida nei numeri da rimettere in discussione alcune di quelle che fino a ieri sembravano delle certezze: l’Inevitabilità del candidato Mitt Romney (che dopo queste tre sconfitte è ancora considerato il frontrunner, ma è molto, molto indebolito) e il nome del suo rivale (che era Newt Gingrich, ma il cui posto sembra essere preso ora proprio dall’ex senatore della Pennsylvania). Continua

Rick Santorum e Mitt Romney (Credits: LaPresse/Paul Sancya)

Che per Mitt Romney l’avversario da battere nei caucus in Minnesota e in Colorado si chiami Rick Santorum, lo si è capito quando la squadra elettorale dell’ex governatore è ritornata a cercare con insistenza e gran lena atti o dichiarazioni considerabili “compromettenti” dell’ex senatore della Pennsylvania. Frecce da mettere nella faretra e tirare nelle ultime ore della campagna elettorale in questi due Stati, come poi è avvenuto. Continua
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