
Mitt Romney (Credits: Ansa/Shawn Thew)

Se le danno di santa ragione, sul posto di lavoro. Anzi. Sui jobs. Che Barack Obama non è riuscito a creare in questi anni, accusa Mitt Romney. Su quelli che l’ex governatore ha eliminato quando era alla guida della sua Bain Capital, ribatte la macchina di propaganda del presidente. Gli ultimi giorni della campagna elettorale sono tutti incentrati su questo tema. Continua

Benedetto XVI° e Barack Obama (Credits: Ansa/Chris Helgren)

Sembrava che le parti avessero trovato un’intesa, ma si trattava di una tregua prima della battaglia. Una guerra che può creare qualche significativo danno alla campagna elettorale di Barack Obama. Le più importanti istituzioni cattoliche americane tra cui L’Arcidiocesi di New York, quella di Washington, la prestigiosa Università di Notre Dame insieme ad un’altra quarantina di enti e organizzazioni, hanno avviato una causa legale contro l’amministrazione per la riforma sanitaria voluta dal presidente: nel mirino, in particolare, ci sono le norme che prevedono l’obbligo per un datore di lavoro di fornire ai loro dipendenti polizze mediche che comprendano anche la copertura per i contraccettivi. Continua

Mitt Romney (Credits: LaPresse/Gerald Herbert)

Nonostante la presenza del pediatra Doug Ross (alias George Clooney, se mai ci fosse bisogno di specificarlo, chi non ha visto E.R. alzi la mano) tra i grandi sostenitori di Barack Obama, i doctors americani non sembrano essere intenzionati a seguire in massa l’esempio del (finto) collega e si dividono su chi votare per la Casa Bianca. La loro scelta non dipende dall’indossare il camice (bianco), ma dalla specializzazione. Continua

(Credits: AP Photo/Virginia Mayo)
Il 20 e 21 maggio si tiene a Chicago il 25esimo summit della Nato. Tutti i big del mondo saranno presenti negli Stati Uniti, tra membri dell’Alleanza Nord Atlantica e osservatori esterni. Ed è già massima allerta per la sicurezza.
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(Credits: Ansa/Jay Carney)
“La preoccupazione americana sulla crisi economica dell’Europa è notevole ed è accresciuta dal conturbarsi della situazione greca. Sarà questo uno dei temi più trattati al G8 di Camp David“. Il professor Monti si fa portavoce di Obama. Una nota della Casa Bianca conferma che nella telefonata che c’è stata tra il presidente statunitense e il premier italiano, Obama ha ringraziato “per i significativi contributi dell’Italia alla Nato“. I due presidenti hanno poi parlato della “situazione economica attuale in Europa e si sono detti d’accordo sulla necessità di intensificare gli sforzi destinati a promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro”.
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(Credits: Ansa/Peter Foley)

Lo staff di Barack Obama contesta l’ultimo sondaggio del New York Times e della CBS News: il metodo con cui è stato effettuato è sbagliato. Non è un caso che siano state fatte queste critiche. La rilevazione indica che (in questo momento) a guidare la corsa per la Casa Bianca è Mitt Romney. E’ in vantaggio nei confronti del presidente (46 a 43). Continua

(Credits: AP Photo/Pablo Martinez Monsivais)
La copertina del settimanale americano Newsweek nell’ultimo numero mette una corona arcobaleno sulla testa di Barack Obama e lo definisce il primo presidente gay degli Stati Uniti. Un gioco, legato alla posizione del Capo della Casa Bianca che si è espresso in favore dei matrimoni gay. Ma c’è chi ipotizza, invece, che Barack sia il “primo presidente donna” degli Usa.
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Barack Obama e Al Pacino alla Casa Bianca (Credits: LaPresse/Susan Walsh)

Per Barack Obama, un Wall of Fame di attori di Hollywood (vedi l’ultima cena - raccolta fondi a casa di George Clooney). Per Mitt Romney, invece, una mitologica country rock band. Per il Presidente, il glamour (e i soldi) di Beverly Hills. Per il Candidato, la musica e i volti (televisivi) dell’America rurale. Si dice endorsement, si legge testimonial, si traduce, in genere, con un sacco di voti. Le Star si schierano in vista delle elezioni di novembre. Se Wall Street punta sull’ex governatore, la Mecca del Cinema vuole che non cambi l’attuale inquilino della Casa Bianca. Come quattro anni fa, forse solo con un pizzico di disincanto in più, i grandi nomi di Hollywood hanno deciso di appoggiare Obama. I 15 milioni di dollari raccolti nella serata organizzata da Clooney ne sono la prova. Continua
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