
Un jet AMX in volo sull'Afghanistan (Credits: Pio Rc West)
L’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa, si era piegato alle resistenze del Parlamento e nel novembre 2010 ritirò la proposta avanzata alle Camere di consentire ai 4 cacciabombardieri AMX italiani schierati in Afghanistan di utilizzare le bombe contro i talebani. Una decisione che avrebbe sanato l’assurdità di un provvedimento che limitava l’impiego dei jet alla ricognizione o consentiva in caso di emergenza per le truppe a terra di effettuare pericolosi passaggi a bassa quota sparando con i cannoncini. Ci siamo occupati a più riprese di questo tema che contribuiva all’ipocrisia generale che spesso pervade le nostre “missioni di pace” anche perché non si è mai capito il divieto di impiegare bombe e missili per Amx e aerei teleguidati Predator quando in Afghanistan gli italiani utilizzano già mortai da 120 millimetri ed elicotteri Mangusta armati di missili Tow.
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(Credits: Epa/Manu Brabo)
In un mese di guerra alla Libia noi europei abbiamo collezionato una serie indimenticabile di figuracce, da una linea politica traballante all’incapacità militare di vedersela con un dittatore difeso da un esercito da operetta, dalle incertezze su come e se aiutare militarmente i ribelli al voltafaccia di fronte all’emergenza profughi.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Ricordate la polemica sollevata dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, con la proposta di armare i quattro i jet AMX italiani di bombe per allinearli agli altri aerei da guerra alleati schierati in Afghanistan? Tanto rumore per nulla perché la Difesa sembra aver deciso di non cambiare nulla, lasciando cioè ai cacciabombardieri italiani la possibilità di fare solo i ricognitori o, in caso di emergenza, di rischiare di farsi abbattere da un kalashnikov talebano per mitragliare a bassa quota con il cannoncino come facevano 70 anni fa gli aerei della Seconda Guerra Mondiale.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Gianandrea Gaiani)
Una tempesta in un bicchier d’acqua. Si è risolto in un flop il dibattito parlamentare sulla missione in Afghanistan nel quale si doveva discutere sulla possibilità di dotare di bombe gli aerei della nostra Aeronautica.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Gianandrea Gaiani)
Il dolore per la morte del tenente Alessandro Romani e il ferimento del caporalmaggiore Elio Rapisarda, colpiti venerdì in Afghanistan dal fuoco talebano, rischia di mettere in secondo piano due aspetti fondamentali per comprendere il contesto bellico nel quale operano i militari del contingente italiano.
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Lacrime nella stazione della metropolitana Park Kultury (EPA/SERGEI CHIRIKOV)
Giorno di lutto oggi a Mosca, all’indomani del duplice attentato terroristico che ha colpito la metropolitana della capitale.
Club e ristoranti hanno annullato gli spettacoli in programma, le tv hanno cancellato i programmi di intrattenimento e pubblicità, mentre le bandiere statali e della città di Mosca sono state abbassate a mezz’asta. LE FOTO

Evacuazione da Park Kultury (AP Photo/Misha Japaridze)
A distanza di sei anni, è tornato a colpire il terrorismo nella stazione della metro di Mosca, probabilmente con l’impronta del separatismo caucasico. Due donne kamikaze si sono fatte esplodere in altrettante stazioni della metropolitana della capitale russa nell’ora di massima affluenza. Almeno 37 persone sono morte e decine sono rimaste ferite. Le autorità hanno detto di aver già ritrovato i resti delle due kamikaze, “che probabilmente arrivavano dal Caucaso del Nord”.
Ancora non c’è stata rivendicazione, ma le autorità hanno subito puntato l’indice sull’indipendentismo islamico caucasico. E mentre il bilancio rischia di aggravarsi, perché almeno una trentina di feriti sono in gravissime condizioni, Vladimir Putin ha avvertito: “Annichiliremo i terroristi”. Le esplosioni sono avvenute a quaranta minuti l’una dall’altra, quando la città era nel pieno del traffico mattutino: la prima alle 07:56 ora locale, l’altra alle 08:38.
LE FOTO

Unità cinofile della polizia francese perlustrano i grandi magazzini “Printemps” Photo Ap
Cinque ordigni esplosivi in un grande magazzino, un tempio dello shopping nel centro di Parigi, “Printemps”, in Boulevard Haussmann. Senza innesco. Una rivendicazione che lascia molti dubbi: “il fronte di liberazione dell’Afghanistan”. E una minaccia terrificante: “Se le truppe francesi non saranno ritirate dall’ Afghanistan entro febbraio 2009 faremo sul serio”. Spaventare la capitale francese, questo l’obiettivo dei terroristi. La carneficina non sarebbe avvenuta “era dinamite priva del meccanismo per innescare l’esplosione” informano le autorità francesi, ma la paura rimane. Gli esplosivi sono stati scoperti stamane dopo l’avvertimento di una lettera all’agenzia Afp. Nel documento si parlava di tre bombe, due nel bagno al piano maschile e una in quello delle donne, che “esploderanno se non saranno tolte entro mercoledì”. I cani della polizia ne hanno trovate cinque. “La prossima volta non avvertiremo” minacciano i misteriosi terroristi che parlano di “vostro grande magazzino capitalista” nel foglio. La lettera è stata spedita lunedì da un ufficio postale della Villette, nella periferia parigina. La ministra dell’interno Michelle Aillot Marie ha invitato a “fidarsi poco” delle prime indicazioni: “Il periodo è simbolico” ha detto, “per molti gruppi antagonisti”. Il presidente Nicolas Sarkozy ha fatto appello alla “prudenza nelle reazioni” al potenziale attentato. Le modalità non inducono gli investigatori a pensare a un gruppo legato alla rete Qaedista: gli avvertimenti non fanno parte del loro modus operandi. Secondo le prime ipotesi rilanciate dai siti francesi potrebbe trattarsi di gruppi più locali, magari originati nelle turbolente banlieues della capitale francese.
Lo scorso 18 agosto, però, in un video rivendicativo dell’imboscata in cui rimasero uccisi 10 soldati francesi in Afghanistan, un capo militare talebano, Farouq Akhoun Zadeh, ammoniva: “La prossima volta ci faremo sentire a Parigi”.Intanto nel primo pomeriggio “Printemps” ha riaperto i cancelli: lo shopping pre-natalizio deve andare avanti.
Il VIDEO servizio:
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