
A causa di un utente che sul account segnalava i vari punti del Paese in cui la Polizia organizza i suoi posti di blocco, il governo brasiliano ha denunciato Twitter. “Danneggia i nostri sforzi nella lotta alla guida in stato di ebbrezza e all’eccesso di velocità”, si legge nel testo della causa depositata in tribunale.
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Alcuni degli 11mila poliziotti militari in sciopero (Credits: Fotos Gov/Ba by Flickr)
Sono giorni drammatici quelli che un intero stato brasiliano, Bahia, conosciuto nel mondo per le sue spiagge tropicali e un Carnevale tra i più variopinti del Paese sta vivendo. La capitale Salvador è in stato di guerra, le strade sono deserte, risuona solo l’eco delle sirene e delle pallottole. Succede infatti che uno sciopero decretato dalla polizia militare bahiana sei giorni fa per migliorare le condizioni salariali - lo stipendio medio di un poliziotto di prima nomina si aggira sui 1.500 reais, circa 700 euro in uno Stato divenuto carissimo - abbia messo in ginocchio la capitale, levando così il freno ad una criminalità spietata che non attendeva altro. Continua

(Credits: Oxfam international)

La recessione e le turbolenze finanziarie non hanno fatto impazzire soltanto lo spread, hanno fatto aumentare anche le ineguaglianze sociali all’interno del G20. Al club per altro appartengono anche paesi la cui economia è in uno stato di salute decisamente migliore di quello della vecchia Europa. Ma i poveri continuano a rimanere troppo poveri e i ricchi troppo ricchi. Continua

Kim Jong Un (Credits: North Korean Tv)
È designato a succedere al padre, Kim Jong-Il, appena scomparso in seguito ad un attacco cardiaco secondo quanto hanno riferito le fonti ufficiali. Gli occhi del mondo sono dunque puntati tutti su di lui, Kim Jong-un, di cui poco finora si è saputo ma su cui stanno trapelando notizie che in alcuni casi hanno dell’incredibile. Come per esempio il fatto di aver viaggiato con un’identità falsa con il nome inventato di Joseph Pak e un passaporto brasiliano. Continua

Ordine e progresso, il motto della bandiera brasiliana (Credits: zak mc by Flickr)
Da molti è stato già soprannominato “il nuovo bengodi“. In un mondo che finanziariamente sembra andarsene in pezzi, il Brasile - grazie al suo Pil record di +7,5% nel 2010 e ad una crescita esponenziale - si è trasformato negli ultimi mesi in una calamita straordinaria che attrae un nuovo, fortissimo flusso di immigrazione, aumentato nell’ultimo anno addirittura del 52%. Continua

(Credits: AP Photo/Felipe Dana)
Dopo la spettacolare invasione della Rocinha, la favela più celebre e popolosa di Rio, il Brasile comincia a ragionare sul da farsi. Già, perché se è un dato al momento incontrovertibile che, almeno sinora, tutto è “filato liscio” - e che per occupare quest’area di 95 ettari quadrati che negli anni si era trasformata in un covo di narcos ci sono volute solo poche ore - è chiaro a tutti che la lotta alla criminalità organizzata e ai cartelli della droga in Brasile è appena agli inizi. Continua

(Credits: Epa/Ariel Marinkovic)
Los indignados più indignati del Sudamerica sono senz’altro gli studenti cileni che, da oltre 5 mesi, occupano regolarmente il centro di Santiago con scioperi e manifestazioni di ogni genere e grado. Attorno a loro, cosa che non accadeva dai tempi di Salvador Allende, los estudiantes sono riusciti ad ottenere l’appoggio di parte degli insegnanti e di molti operai del settore minerario.
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Cesare Battisti il 6 settembre 2011 a Cananeia, nel litorale di San Paolo dove si è trasferito (Ansa/Paulo Pinto)
Quattro mesi fa la sua scarcerazione, avvenuta come “atto di sovranità del Brasile”, aveva lasciato una scia di indignazione e amarezza in Italia. E il travagliato caso Cesare Battisti sembrava infine chiuso, per sempre. Ma ora si apre un nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria dell’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac): la procura di Brasilia ha chiesto l’annullamento del visto permanente concessogli e la sua immediata espulsione in Francia, da cui proveniva, Messico, o in qualunque altro Paese “accetti di riceverlo”. Continua
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