
(Credits: Epa/Ariel Marinkovic)
Los indignados più indignati del Sudamerica sono senz’altro gli studenti cileni che, da oltre 5 mesi, occupano regolarmente il centro di Santiago con scioperi e manifestazioni di ogni genere e grado. Attorno a loro, cosa che non accadeva dai tempi di Salvador Allende, los estudiantes sono riusciti ad ottenere l’appoggio di parte degli insegnanti e di molti operai del settore minerario.
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Cesare Battisti il 6 settembre 2011 a Cananeia, nel litorale di San Paolo dove si è trasferito (Ansa/Paulo Pinto)
Quattro mesi fa la sua scarcerazione, avvenuta come “atto di sovranità del Brasile”, aveva lasciato una scia di indignazione e amarezza in Italia. E il travagliato caso Cesare Battisti sembrava infine chiuso, per sempre. Ma ora si apre un nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria dell’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac): la procura di Brasilia ha chiesto l’annullamento del visto permanente concessogli e la sua immediata espulsione in Francia, da cui proveniva, Messico, o in qualunque altro Paese “accetti di riceverlo”. Continua

Camila Vallejo in prima pagina sui giornali di mezzo mondo (Credits: gpoo by Flickr)

A detta di Fernando Gabeira – attivista, politico e scrittore inviato nei giorni scorsi del quotidiano Estado de Sao Paulo a Santiago ma comunque uno che di rivoluzioni se ne intende se è vero che nel 1969 partecipò al sequestro dell’allora ambasciatore Usa in Brasile - “il Cile sta attraversando uno dei sui momenti più conturbati dalla caduta di Allende“. Continua

Indios del Mato Grosso (Credits: UN Photo/Joseane Daher)
Una giornata Onu interamente dedicata ai popoli indigeni. Nel cuore dell’estate il mondo celebra così i diritti degli indios. Secondo i dati forniti da Survival International nell’intero pianeta sono ancora molte e tribù che ancora non hanno avuto alcun contatto col mondo esterno. Molti di loro vivono in America Latina, alcuni a un centinaio di chilometri da une delle più importanti mete turistiche mondiali come il Machu Picchu, in Perù.
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Humala, a destra, con il presidente cileno Piñera (Credits: Gobierno de Chile)
“Ho messo in vendita un mese fa i miei sette appartamenti perché di Ollanta Humala non mi fido neanche un po’”. La decisione di questa imprenditrice italo-peruviana che chiameremo Pilar per tutelarne la privacy rende bene l’idea di come il nuovo presidente del Perù, che si insedia oggi, 28 luglio, rappresenti un vero e proprio spauracchio per le classi media e alta del Paese.
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Hugo Chávez e Dilma Rousseff (Credits: dilmarousseff by Flickr)
La presidente del Brasile Dilma Rousseff lo aveva invitato a curarsi in Brasile già qualche giorno fa. E adesso il suo collega venezuelano Hugo Chávez sembra non avere più dubbi. Andrà a San Paolo, ma non è stata ancora comunicata la data, all’ospedale Sirio-libanese per sottoporsi al ciclo di chemioterapia necessario per bloccare il suo cancro.
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(Credits: Ap Foto/Sham News Network)
“La situazione è ogni giorno più difficile. Scontri e violenze non accennano a diminuire, e la gente ha sempre più paura”. Il gesuita Paolo Dall’Oglio, autore del saggio Innamorato dell’Islam, credente in Gesù (Jaca Book), vive da trent’anni in Siria, nel monastero di Mar Musa, 80 km a nord di Damasco. Qui, sulla cima di una montagna nel deserto, guida una comunità nota per il dialogo tra culture e religioni, che nelle ultime settimane, mentre in tutto il Paese infuria la rivolta, continua ad accogliere giovani che salgono lassù per ritrovare speranza.
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La regina Silvia di Svezia (Credits: UN Photo/Sergey Bermeniev)
Ha approfittato di un suo viaggio ufficiale in Brasile per chiedere l’apertura di un’inchiesta sul presunto passato nazista del padre. La regina Silvia di Svezia vuole mettere fine così alle polemiche che nell’ultimo periodo hanno visto come protagonista l’oscuro passato di suo padre, il tedesco Walter Sommerlath, che negli anni Trenta e Quaranta visse tra Brasile e Germania, aderendo al partito nazista. Continua
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