All’indomani della conclusione della conferenza di Durban, giunge inatteso il proclama del Canada che, per bocca del suo ministro dell’ambiente Peter Kent, annuncia il suo ritiro formale dal protocollo di Kyoto.
- Martedì 13 Dicembre 2011
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All’indomani della conclusione della conferenza di Durban, giunge inatteso il proclama del Canada che, per bocca del suo ministro dell’ambiente Peter Kent, annuncia il suo ritiro formale dal protocollo di Kyoto.

(Credits: Epa/Shawn Thew)
Giro di vite di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada su Teheran. In seguito all’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) che lancia l’allarme sulle mire nucleari dell’Iran, i tre Paesi hanno deciso di inasprire le sanzioni economiche, colpendo il commercio estero dello Stato persiano e una lista nutrita di banche e persone fisiche. Oggi decide l’Europa. Ma Russia e Cina sono su posizioni diverse.

Militari olandesi in Afghanistan (foto Gianandrea Gaiani)
La caduta del governo olandese presieduto da Jan Peter Balkenende e il ritiro delle truppe dall’Aja dall’Afghanistan entro la prossima estate allarmano la Nato. Continua
Torero incornato a Lisbona
Credits: Epa/Antonio Cotrim
07/08/09 - A Lisbona, Portogallo, un torero viene incornato durante una corrida in onore degli immigrati nell’arena di Campo Pequeno.
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1.452 chili di cocaina sequestrati a Panama
Credits: AP Photo/Tito Herrera
07/08/2009 - La polizia panamense ha sequestrato 1.452 chili di cocaina lungo la via principale della capitale, in un’operazione che si è chiusa con 5 arresti. Nella foto, i pacchetti di cocaina sequestrati, esposti per la stampa nel quartier generale della polizia di Panama.
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In giro per il mondo con Google
Credits: AP Photos/Jacques Brinon
07/08/2009 - Arthur Poirier lavora per Google: con il suo triciclo dotato di telecamera, riprende le strade di Parigi, che finiranno poi su Street View Maps. Insieme a lui stanno girando per Parigi anche due persone a piedi, per riprendere le immagini delle zone accessibili ai soli pedoni.
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Chi sarà Miss Universo?
Credits: AP photo/Miss Universe Organization
07/08/2009 - È attesa per il prossimo 23 agosto la serata finale del concorso di bellezza che incoronerà la 58esima Miss Universo. A fare da sfondo alla manifestazione, la Paradise Island delle Bahamas. Nella foto, da sinistra: Dominique Peltier, Miss Bolivia 2009; Estibaliz Pereira Rabade, Miss Spagna 2009; Ada Aimee De la Cruz, Miss Republicca Dominicana 2009; Michelle Rouillard, Miss Colombia 2009 e Larissa Costa, Miss Brasile 2009.
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Sorteggi a Nyon per la Europe League
Credits: AP Photo/Keystone, Salvatore Di Nolfi
07/08/2009 - A Nyon, in Svizzera, hanno avuto i sorteggi per determinare le sfide che vedranno contrapporsi nei Play-Off le squadre impegnate nella Champions League 2009/10. La Fiorentina sfiorerà lo Sporting Lisbona.
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La danza del fuoco a Bali
Credits: Ansa/Epa/Olivier Matthys
07/08/2009 - A Ubud (Bali), in Indonesia, durante un rituali di escorcismo contro la possessione di spiriti malvagi, alcuni ragazzi si muovono a ritmo di danza, scalzi, intorno e attraverso il fuoco.loro stato di trans dopo aver finito la loro performance.
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Il tifone Morakot arriva nelle Filippine
07/08/09 - Il Tifone Morakot, che già ha investito la Cina, Taiwan e Hong Kong, arriva nella Filippine. Due persone sono morte e più di 15.000 sono state coinvolte dagli effetti di questo potenete fenomeno atmosferico.
Nella foto, a Manila Bay dei ragazzi cercano oggetti preziosi tra i rifiuti gettati a riva dalla onde.
Credits: Ansa/Epa/Francis R. Malasig
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Grandi incendi in British Columbia: già evacuate 17.000 persone

Credits: AP Photo/The canadian Press - Darryl Dyck
05/08/09 - Restano indomati gli incendi che da alcuni giorni stanno divorando le foreste della British Columbia (Canada). In questa foto, i piloti di elicotteri impegnati nelle operazioni anti-incendio osservano il tragico spettacolo del fuoco.
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“Fuoco amico” uccide 3 bimbi e un uomo a Kandahar

AP Photo/ Allauddin Khan
05/08/09 - Un raid aereo delle forze internazionali contro covi dei Talebani nella provincia meridionale di Kandahar, in Afghanistan, è costato la vita ad almeno quattro civili, tra i quali tre bambini. “Gli elicotteri hanno iniziato a colpire il villaggio di Kohat intorno all’una di notte” - ha spiegato Haztat Mohammad, un abitante del villaggio, fornendo il bilancio delle vittime, tutte appartenenti alla stessa famiglia.
In segno di protesta, un centinaio di persone del villaggio del distretto di Arghandab si è diretto a Kandahar, con i corpi delle vittime, per denunciare l’incidente.
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Managua festeggia Santo Domingo

AP Photo/Esteban Felix
05/08/09 - Santo Domingo di Guzman è stato un missionario, protettore e difensore degli schiavi, vissuto fra il 1170 e il 1221. Popolarmente conosciuto come Minguito, è il patrono di Managua, in Nicaragua. Per festeggiarlo, la popolazione locale viene coinvolta in una processione, alla quale molti partecipano con costumi tradizionali. I due uomini nella foto hanno ricoperto il loro corpo con olio riciclato.
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Resta grave la disoccupazione in Cina
AP Photo/Andy Wong
05/08/09 - Resta alta la percentuale dei disoccupati in Cina, nonostante i segnali di recupero economico avuti nel primo semestre 2009.
Nuovi posti di lavoro sono stati creati soprattutto grazie a finanziamenti statali (4.000 miliardi di yuan - circa 400 miliardi di euro), ma ciò non ha assorbito la disoccupazione conseguente alla chiusura di decine di migliaia di fabbriche, soprattutto nel Guangdong, a causa del crollo delle esportazioni, cui la gran parte delle ditte cinesi sono orientate.
Gran parte dei nuovi posti di lavoro sono quindi collegati alle grandi opere finanziate dallo Stato e potrebbero venire meno alla fine di tali lavori. Chi ha mantenuto il posto di lavoro, inoltre, ha spesso dovuto accettare diminuzioni delle ore di lavoro e del relativo salario
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Un film racconta la virta di Rebiya Kadeer

AP Photo/David Crosling
05/08/09 - Rebiya Kadeer, leader della minoranza musulmana degli Uighuri - coinvolti in recenti scontri etnici nella regione cinese dello Xinjiang - ha parlato oggi alla stampa a Melbourne, in Australia, partecipando al Melbourne International Film Festival, dove verrà proiettato un documentario sulla sua vita.
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Corano e fucile per i “ragazzi difficili” di Grozny
Credits: Ansa/Epa/KAZ
BEK VAKHAYEV
05/08/09 - Le autorità politiche e militari al potere in Cecenia hanno pensato a una soluzione formativa peculiare, a base di armi e disciplina, per i “ragazzi difficili” di Grozny, segnalati dalla polizia per i loro comportamenti o per particolari problemi sociali: un campo estivo lungo un mese fatto di ordini, divisa, studio del Corano, lezioni di storia e addestramento militare.
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“Due al prezzo di uno“: non è una promozione, ma una nuova normativa approvata dall’Agenzia dei Trasporti canadesi che impone alle compagnie aeree nazionali di mettere a disposizione due posti in aereo per tutte quelle persone che, per problemi di sovrappeso, occupano più di un sedile. L’Agenzia del Trasporti ha deciso di adottare questa normativa per evitare che le compagnie nazionali continuino a far pagare agli obesi due biglietti al posto di uno, giustificando questa procedura proprio con la necessità di mettere loro a disposizione un sedile in più. Air Canada, Air Canada Jet e West Jet, giudicando eccessivamente penalizzante la disposizione dell’Agenzia dei Trasporti, a maggio scorso hanno fatto appello alla Corte Federale per far valere i propri diritti, e dopo aver aver perso la causa si sono presentati al cospetto della Corte Suprema. Tuttavia, anche in questo caso il giudice non ha dato loro ragione, ribadendo la necessità di applicare il principio “una persona un biglietto”. La nuova normativa si applica per ora solo sui voli nazionali. Bisognerà vedere se, da oggi, anche i passeggeri non in sovrappeso avanzeranno il diritto ad avere due posti a disposizione… semplicemente per stare più comodi durante il volo.

Clarview Crips, Crazy Dragons Killers, Indian Posse. La lista potrebbe continuare per decine di righe. Ma non siamo dentro un film d’avventura. Questa è realtà, anche se si fa fatica a immaginare che sia la realtà quotidiana di un paese conosciuto in tutto il mondo per la civiltà della sua gente e per le possibilità che ancora offre a migliaia di emigranti ogni anno. Il Canada, secondo il dipartimento di Public Safety del governo, è infatti al secondo posto dopo gli Stati Uniti per numero di gang presenti e relative attività criminali con più di 400 bande. Un problema che sta diventando un’emergenza. Di questi giorni a Montreal è il dibattito sulla possibilità o meno di istituire una taskforce predisposta esclusivamente all’argomento come già è stato fatto, e con successo, nell’anglofona Toronto. Come a Los Angeles e a Chicago, nelle più importanti metropoli del paese il cui simbolo resta pur sempra la pacifista foglia d’acero si comincia a morire sulla strada. Nel 2005 il massacro più feroce. Quello di Yorke Street a Toronto, dove per uno scontro tra bande rivali in pieno giorno nella via dello shopping perse la vita una ragazza che per caso passava di lì.
Ma a colpire l’opinione pubblica è il fatto che a farsi la guerra tutti i giorni e a dividersi cospicue fette di criminalità siano ormai giovani dai quindici anni in su, canadesi a tutti gli effetti, anche se con origine miste: filippini, cinesi, haitiani. Ma anche tantissimi nativi, discendenti di quegli indiani che abitavano il Canada prima ancora dell’arrivo degli Europei. Native Sindicate, Indian Posse, questi i nomi delle loro gang, altri ancora non sono riusciti neanche a darsi un nome. Però ci sono e colpiscono. La più famosa è quella che ha base sia a Toronto che a Montreal, gli Hells Angels, i suoi adepti girano solo in moto, spacciano droga, commerciano armi e ammazzano senza pensarci tanto sopra. La regione dell’Ontario ha stanziato l’equivalente di più di ottocentomila dollari Usa per prevenire e controllare il fenomeno nei prossimi due anni. Montreal spera di avere presto gli stessi strumenti.
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“Gli hippy avevano proprio ragione”. È ironico ma coglie nel segno Mark Moford, editorialista del San Francisco Chronicle: dal bisogno di energia pulita al desiderio di coltivazioni biologiche, dal parto naturale alla medicina alternativa, tutto era stato già “teorizzato” dai figli dei fiori. Sarà anche per questo che, negli ultimi tempi, le comuni sopravvissute nel continente americano stanno catalizzando l’attenzione dei media. Soprattutto quelle canadesi e soprattutto da quando si è diffusa la notizia che per entrare nella comune più famosa del Paese, Morninglory Farm, non solo bisogna iscriversi a una lista d’attesa, ma anche pagare 5 mila dollari se si è tra i fortunati a far parte della fattoria.
Inaugurata nel 1969, fa perno intorno a Rob Anderman, uno dei fondatori e l’unico ad abitare ancora lì oggi, con moglie e tre figli. Barba e capelli lunghi come ogni hippy che si rispetti, ha trasformato con gli anni la comune in un’oasi ecologica all’interno di un parco dell’Ontario: non ci sono telefoni né televisori ma solo computer portatili perché consumano poco, non fa uso di energia elettrica bensì di pannelli solari. Quasi tutti i residenti coltivano un orto ma non solo: la fattoria produce e distribuisce anche moltissimi prodotti ecologici, a cominciare dai biscotti Cool Hemp.
Accanto alla più nota e organizzata Morninglory Farm esistono in Canada e negli Stati Uniti altre oasi felici di questo tipo e piccole fattorie votate a stili di vita sostenibili che distribuiscono anche i prodotti coltivati. Non è un caso se il Canada sia stato definito anche “Paese degli hippy“, persio dall’autrice – canadese – di “No Logo” Naomi Klein. Sarà perché il Paese è storicamente attento alle tematiche ambientaliste ma anche perché gli ultimi governi sono spesso andati incontro a certe battaglie sostenute dai figli dei fiori. Per esempio approvando leggi meno dure nei confronti del consumo di maijuana.
LEGGI ANCHE: Parla il guru degli hippy canadesi
“Ma allora davvero ci considerano la nazione degli hippy?”: sembrano sorpresi Christina e Robbie Anderman, tra i fondatori della Morninglory Farm, quando discutono dello spazio che la stampa sta dedicando alle comuni canadesi. Nel loro buen retiro nell’Ontario, sono più che raggiungibili perché laptop e connessione non sono stati messi al bando. Li si scopre così molto meno “sulle nuvole” di quanto ci si possa immaginare: figli dei fiori sì, ma sprovveduti no. Lavorano i campi, seguono con attenzione ciò che succede nel mondo, fanno networking con le altre comuni del Paese e s’impegnano a diffondere i princìpi in cui credono. “Un momento, però: è vero che i media del nostro Paese usano toni molto più positivi quando parlano degli hippy rispetto ai loro colleghi negli Stati Uniti”.
Qual è il motivo, a vostro parere?
Una politica più attenta a tematiche quali pace con la p maiuscola e ambiente.
Che sono poi i vostri princìpi. Ma non vi sembra che abbiano attecchito poco nel mondo? In fondo le comuni come le vostre non sono poi molte.
Beh, dipende dalla sua definizione di “molte”. Consiglio dare un’occhiata al sito delle Intentional Communities: in Canada sarebbero più di 70, tra cooperative urbane e rurali.
Sono le stesse di 40 anni fa, quando voi fondaste Morninglory Farm?
Forse poco meno, ma il declino che hanno subìto fino a 15 anni fa ha invertito la rotta e da tempo ormai hanno ricominciato a prosperare.
Hanno cambiato faccia nel corso degli anni?
Si basano su una gestione con i piedi molto più piantati a terra, perché gli idealisti si sono presto scontrati con gli inverni gelidi, le punture di insetti e le sfide della vita di ogni giorno.
Avete rapporti con le altre comuni?
Certo, spesso ci spostiamo per incontrarci anche di persona e in generale c’è molta cooperazione. Noi frequentiamo soprattutto DragonFly, una comunità a circa un’ora dalla nostra: viviamo insieme eventi come i circoli femminili della Luna Nuova (Woman’s New Moon circles in inglese, n.d.r), organizziamo danze e feste in occasione della costruzione di nuove case.
Non è troppo difficile vivere ogni giorno con le stesse persone, per di più estranee?
Assolutamente no. Prima di diventare membro permanente, ogni persona deve vivere da noi per un anno consecutivo, in modo da affrontare tutte le stagioni e capire così se sia davvero in grado di affrontare le difficoltà di vivere in una fattoria. Ma non dimenticate che la nostra è una proprietà di oltre 40,4 ettari sulla quale sorgono nove fattorie: spesso ci capita di non vedere delle persone per settimane, tanto da sentirne la mancanza e andarle a cercare.
Di tecnologia, invece, non sentite la mancanza?
Siamo così felici di respirare aria fresca e di sentire gli uccellini cantare! E siamo orgogliosi di aver cresciuto tre figli senza televisione, insegnando loro a essere creativi e a imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.
Eppure anche voi avrete bisogno del vile denaro. Vendere i prodotti delle vostre fattorie è un business sufficiente?
Diciamo abbastanza. La maggior parte di noi ha però anche lavori extra, come un po’ tutti gli agricoltori canadesi. La nostra famiglia in particolare ha un mercato piuttosto buono con i prodotti Cool Hemp.
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