
El Pais : Un paese pieno di lussi ma senza latte
Il presidente venezuelano Hugo Chávez sostiene di aver fondato il socialismo del ventunesimo secolo. Ma sostiene anche che la proprietà privata non corre alcun rischio. Questa è solo una delle più vistose contraddizioni del Venezuela dacché ha vinto le elezioni del 1998. I grandi centri commerciali e i ristoranti più cari di tutta Caracas sono sempre pieni. In qualsiasi negozio si possono comprare le ultimissime novità tecnologiche. Però sul mercato è difficile trovare latte, zucchero e uova. Centinaia di donne si siliconano il seno ma la sanità pubblica è in uno stato disastroso. E anche parte di quella privata. Nei quartieri poveri della capitale…
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El Mundo: Hallo, populismo
Prima paracadutista, poi rivoluzionario boliviano e infine presidente della Repubblica che lui stesso si propone di rifondare mettendo una statua di Simón Bolívar in tutti gli angoli del Venezuela.
Vita per immagini di Hugo Chavez su El Mundo (Spagna)
El Universal: “A Caracas festeggeremo il Natale”
L’urlo di vittoria non si è fatto attendere facendo irruzione (…) nel pesante silenzio calato fino a mezzanotte nelle strade della città. Al timore, e alla quasi certezza di una frode ha fatto seguito l’incredulità di fronte ai primi sms che nella notte annunciavano la vittoria, poi risate, lacrime di allegria, abbracci, musica. La speranza è tornata a Caracas.
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El Clarin: Dieci elezioni in dieci anni
In una decade di chiamata alle urne Hugo Chávez non aveva mai perduto un’elezione. Sembrava che corresse sempre con il vento in poppa quando c’erano le elezioni. Ha affrontato tre presidenziali e in tutte e tre ne è uscito vittorioso. Nel 1998, vinse con il 56,2 %. Tornò a vincere nel 2000, cuando ottenne il 59,7%. Alla fine ottenne uno schiacciante 62,8% lo scorso anno. Contando il voto di ieri sono cinque i referendum celebrati in Venezuela negli ultimi dieci anni
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Il testo della riforma costituzionale in pdf

La eco data sui mass-media italiani alla presunta intenzione di Chávez di cambiare nome alla capitale del Venezuela Caracas ha lasciato letteralmente basito chi, come il sottoscritto, vive in America latina dove nessuno dei media nazionali e internazionali ne ha parlato. E, anzi, avendo seguito integralmente la puntata numero 291 di Aló Presidente – ovvero una sorta di Domenica In dove Chávez in versione Pippo Baudo tesse le laudi della sua revolución bolivariana - è vero il contrario. Alle 16 di domenica 26 agosto, infatti, l’ex tenente-colonnello dei paracadutisti ha detto testualmente: “Caracas continuerà a chiamarsi Caracas: abbiamo solo proposto di mettere per iscritto nella nuova Costituzione che è la culla del “Libertador” Simón Bolívar e del Guaraira Repano, il nome indigeno del Monte Ávila, la grande montagna a sud della quale si estende Caracas”. Per rendersene conto, del resto, è sufficiente avere la pazienza salomonica di ascoltare le sei ore della registrazione della puntata numero 291 di Aló Presidente… A dimostrazione che la notizia del cambiamento del nome di Caracas come riportato da molti giornali italiani è una bufala a scoppio ritardato c’è l’assenza della stessa news su qualsivoglia mezzo stampa straniero, compresi quelli venezuelani di opposizione a Chávez se si esclude un articolo de El Universal, vecchio di dieci giorni e smentito domenica scorsa - proprio il giorno in cui la notizia usciva solo in Italia - dallo stesso presidente venezuelano durante la già citata puntata numero 291 di Aló Presidente.

Il commissario ai trasporti di Londra Peter Hendy è in questi giorni in Venezuela per rifare il look ai mezzi pubblici di Caracas. Insieme al suo staff studierà la mappa della capitale venezuelana, incrocerà le varie linee degli autobus e del metrò e proporrà la sua ricetta per risolvere i problemi di quella che è una delle città più trafficate del mondo, come ammette persino il sito della Radio ufficiale del governo bolivariano.
Caracas si ispirerà così a Londra per il suo nuovo piano del traffico, come stabilito da un accordo di cooperazione tra la compagnia petrolifera venezuelana PDVSA e la capitale britannica.
Del resto il sindaco della capitale britannica Livingstone, detto Ken “il rosso” per le sue simpatie politiche di estrema sinistra, doveva pur sdebitarsi con Hugo Rafael Chávez Frías per il petrolio da lui vendutogli a prezzo scontatissimo lo scorso febbraio e che, da quattro mesi, sta facendo circolare gli autobus della capitale britannica a un costo ridotto…Per capire cos’è il traffico di Caracas guardate anche questo video.
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