
(Credits: Ap Foto/Kin Cheung)
Aumenta il numero delle sedie che resteranno vuote a Oslo il 10 dicembre prossimo, in occasione della cerimonia della consegna dei premi Nobel. Oltre a Pechino, hanno accolto l’invito a boicottare l’evento contro l’assegnazione del premio per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo altri 18 paesi. Anche l’Onu si sfila e immediatamente si accende la polemica e piovono accuse sul Palazzo di Vetro.
Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Pechino, supporter con i cartelli: "Celebriamo la vittoria del Nobel di Liu Xiaobo" (Credits: Ap Photo/Vincent Yu)
La Cina aspettava da tempo l’assegnazione di un premio Nobel è ha ricevuto oggi il peggiore che le potesse capitare: quello per la pace, che non è andato a uno dei volti noti del partito per la capacità con cui la Repubblica popolare è riuscita a rimanere fedele all’idea di ’sviluppo pacifico’ in patria e nella regione, ma al più noto dei dissidenti orientali, Liu Xiaobo. Continua

Hong Kong, attivisti davanti al Ministero degli Esteri cinese (Ansa/EPA/YM YIK)
L’assegnazione del Nobel per la Pace all’attivista cinese Liu Xiaobo, oltre ad aver infastidito non poco il governo di Pechino, ha dato un sussulto negli animi degli attivisti d’Oriente. FOTO

(Credits: Epa/Ym Yik)
Il premio Nobel per la Pace 2010 va all’attivista cinese Liu Xiaobo. Nel 1989 aveva 34 anni ed era professore di Letteratura e Filosofia all’università di Pechino. Fu tra gli ultimi a lasciare piazza Tienanmen, dopo essersi speso con le autorità per negoziare la vita degli studenti che protestavano per la riforma della Repubblica Popolare cinese e le cui voci furono drammaticamente soffocate nel sangue dai carri armati dell’Impero Celeste.
Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Liu Xiaobo (Credits: LaPresse)
Gli Stati Uniti non sono i soli ad aver deciso di cambiare la “strategia cinese”. Sta forse per finire l’era dei compromessi perché l’Occidente vuole tornare in prima linea anche nella battaglia per il rispetto dei diritti umani in Cina? Continua
Gli ultimi commenti