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(Credits: Epa/Facundo Arrizabalaga)

Murdoch contro Obama. Il tycoon australiano attacca il presidente Usa a mezzo Twitter, e con lui tutta la sua Amministrazione, colpevole - secondo il magnate - di sostenere i colossi della Silicon Valley nell’affossare la legge anti-pirateria, in questo momento in discussione alla Camera dei Rappresentanti.
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(Credits: AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Vladimir Putin, lo zar indiscusso di Russia, potrebbe restare al potere fino al 2024. Il 4 marzo del prossimo anno sarà eletto nuovamente presidente, dopo un’interruzione di quattro anni con la qualifica di premier. Ma chi è veramente Vladimir Putin e qual è il suo segreto per essere tanto amato a Mosca, e non solo, visto che che nel 2007 Time Magazine gli ha reso onore assegnandogli il titolo di uomo dell’anno?
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(Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Un altro passo indietro per la libertà di stampa in Cina, dove le condizioni per chi lavora nel mondo dell’informazione sono già molto precarie: basti pensare che quest’anno due giornalisti sono scomparsi, tredici arrestati (portando il totale dei detenuti a trenta) e altri undici licenziati per quello che avevano scritto. Ora, due fra i principali quotidiani di Pechino sono passati al diretto controllo del locale ufficio di propaganda. Si tratta del Beijing News e del Beijing Times, che sino ad ora erano stati gestiti da due gruppi editoriali privati, il Guangming Daily e il People’s Daily, e che ora saranno sottoposti direttamente al governo e al Partito.
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Al centro, nei manifesti per celebrare l'anniversario del partito, il leader Jiang Zemin (Credits: UPI/BIGPICTURESPHOTO.COM)

Perché i cinesi non possono sapere se è morto Jiang Zemin? Dopo tutto è stato Segretario generale del Partito comunista cinese dal 1989 al 2002 e presidente della Repubblica dal 1993 al 2003. E Xi Jinping, il leader destinato a sostituire l’attuale Presidente Hu Jintao, è proprio uno dei suoi pupilli.
E invece nulla da fare. Continua

(Credits: Ansa/Alessandro Di Meo)
Che cosa hanno colpito i due Tornado italiani decollati in direzione di Misurata con funzioni di attacco: “Non ritengo sia necessario fornire queste informazioni“. Comincia con queste parole l’intervista al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, realizzata da Maurizio Caprara sul Corriere della Sera. Niente male per il ministro che a gennaio, dopo la morte del caporale Matteo Miotto in Afghanistan, aveva accusato i militari di nascondergli le notizie affermando di voler comunicare con la massima trasparenza.
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Il logo di Google (Credits: Robert Scoble by Flickr)
Brasile batte Libia 398 a 199. No, non stiamo parlando dell’improbabile punteggio di una partita di cricket ma di censura. Al primo posto dei Paesi in cui Google ha subito il record di blocchi c’è infatti, per quanto incredibile possa sembrare, proprio il Paese del samba governato negli ultimi anni da una sinistra moderata assurta spesso a modello nella vecchia Europa.
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Proteste in Piazza Tiananmen (Credits: AP Photo/Elizabeth Dalziel)

Perché Pechino non vuole parlare dell’Egitto? La verità è che i quotidiani della Repubblica popolare hanno raccontato delle proteste che hanno infiammato questo paese evitando accuratamente di commentarle o di esprimere un giudizio su uno dei presidenti più contestati del momento, Hosni Mubarak.
La paura principale della classe politica del paese è che i cinesi possano essere in qualche modoinfluenzati dalle opinioni di Pechino sulle riforme pretese dagli egiziani, o, ancora peggio, possano farsi suggestionare dall’utilità di manifestazioni di questo tipo. Continua
- Tags: Bao Pu, censura, Cina, dissidenti, hong-kong, Hu-Jintao, libertà di informazione, libertà-di-espressione, orientexpress, Wen-Jiabao, Yu Jie
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Ritratto di Wen Jiabao e Hu Jintao tra le macerie del Sichuan (Credits: LaPresse)
Hong Kong sfida di nuovo il regime di Pechino, e pubblica il secondo libro contro il regime: ‘China’s Best Actor: Wen Jiabao’ (Wen Jiabao: il migliore attore cinese). Nel 2009 l’editore Bao Pu (figlio del noto dissidente Bao Tong, agli arresti domiciliari da circa dieci anni) ha pubblicato le memorie di Zhao Ziyang sulla repressione di Piazza Tiananmen, un testo che non ha risparmiato nessuno tra i leader dell’epoca e che ha infastidito Pechino a tal punto da decidere di bloccare Bao Pu nella pubblicazione di un secondo libro di memorie, quelle di Li Peng, il ‘macellaio di Tiananmen’, accusato di aver ordinato il massacro del 1989.
Oggi Bao Pu ha messo sul mercato un testo scritto dal dissidente Yu Jie che elenca tutti i difetti del premier in carica, e Pechino non è riuscito a fermarlo. Continua
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