- Tags: Bao Pu, censura, Cina, dissidenti, hong-kong, Hu-Jintao, libertà di informazione, libertà-di-espressione, orientexpress, Wen-Jiabao, Yu Jie
-
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Ritratto di Wen Jiabao e Hu Jintao tra le macerie del Sichuan (Credits: LaPresse)
Hong Kong sfida di nuovo il regime di Pechino, e pubblica il secondo libro contro il regime: ‘China’s Best Actor: Wen Jiabao’ (Wen Jiabao: il migliore attore cinese). Nel 2009 l’editore Bao Pu (figlio del noto dissidente Bao Tong, agli arresti domiciliari da circa dieci anni) ha pubblicato le memorie di Zhao Ziyang sulla repressione di Piazza Tiananmen, un testo che non ha risparmiato nessuno tra i leader dell’epoca e che ha infastidito Pechino a tal punto da decidere di bloccare Bao Pu nella pubblicazione di un secondo libro di memorie, quelle di Li Peng, il ‘macellaio di Tiananmen’, accusato di aver ordinato il massacro del 1989.
Oggi Bao Pu ha messo sul mercato un testo scritto dal dissidente Yu Jie che elenca tutti i difetti del premier in carica, e Pechino non è riuscito a fermarlo. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Giovani partecipanti a un concorso di bellezza in Cina (Credits: LaPresse)
‘Sarei potuto diventare una star, ma l’episodio che celebrava il mio trionfo è stato censurato perché…in quanto straniero non potevo uscire con la ragazza (cinese, ndr)’. Così racconta Benjamin Haas, giornalista di Foreign Policy, la sua divertentissima (dis)avventura da concorrente in una trasmissione cinese.
Feicheng Wurao, in italiano ‘se sei quella giusta’, è uno show televisivo che è stato lanciato a gennaio nella Repubblica popolare ed ha avuto sin dalla prima serata un successo strepitoso. La sigla iniziale delle trasmissione è tra le suonerie per cellulari più scaricate dai cinesi, e nei blog le scelte e gli atteggiamenti dei concorrenti generano dibattiti infiniti. Feicheng Wurao è la copia esatta dello show inglese Take Me Out (portami fuori), con una sola differenza: gli stranieri non possono partecipare. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Un mazzo di fiori sul logo di Google nel piazzale del quartier generale dell'azienda a Pechino (Credits: AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)
Google ha cambiato idea? Il mercato cinese è troppo redditizzio e non vale la pena abbandonarlo? Forse. Ma senza piegarsi troppo al diktat di Pechino, dice. Anzi, mente. Purtroppo. Come probabilmente alcuni lettori ricorderanno, a marzo il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Da allora, chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione ‘più libera’ di Google in Cina, quella di Hong Kong. Questo, naturalmente, non significa che negli ultimi cinque mesi i cinesi abbiano potuto navigare liberamente in rete ma, più semplicemente, che da un momento all’altro non è stato più Google-Cina ad autocensusarsi per non indispettire Pechino ma la Cina a bloccare come meglio ha creduto le pagine di Google-Hong Kong che non voleva fossero disponibili per gli internauti della Repubblica popolare.
E oggi cosa è cambiato? David Drummond, capo dell’ufficio legale dell’azienda americana, ha annunciato che ‘nei prossimi giorni Google accoglierà gli utenti cinesi su una nuova pagina’. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Pechino: il congresso del Pcc
In Cina non ci sarà una seconda edizione del caso Zhao Ziyang: le memorie del ‘macellaio di Tiananmen’, l’ex primo ministro che è sempre stato accusato di aver ordinato il massacro del 1989, non saranno più disponibili nelle librerie di Hong Kong. Ne’ domani ne’ mai. Continua

Cina: censurate anche le telefonate (Credits: LaPresse)
DIARIO DAL WEB - Il controllo capillare della stampa, della televisione e di tutto quello che passa attraverso la rete non basta più. Per tenere monitorato quello che succede nella Repubblica popolare e per evitare la fuga di “segreti di stato” Pechino ha deciso di interferire anche nelle telefonate dei cinesi. Continua

Nessun problema coi vecchi telefoni messicani (Credits: Esparta by Flickr)
È stato davvero un brutto risveglio per tutti coloro che in Messico usano il cellulare come strumento essenziale per il lavoro e la vita privata. Decine di milioni di utenti infatti si sono ritrovati dall’oggi al domani con il telefonino disattivato.
Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Gli uffici di Google in Cina (Credits: LaPresse)
Panorama.it è venuto in possesso della circolare di istruzioni riservate diramata dalle
autorità cinesi ai gestori di siti internet per
censurare le notizie relative a Google. Abbiamo tradotto per voi
l’originale.
Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Fiori davanti al quartier generale di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)
Che Pechino sia rimasta stizzita dalla decisione di Google di abbandonare la Repubblica popolare non è una novità. Il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione “più libera” di Google in Cina. Questo non significa che i cinesi avranno libero accesso alle pagine di Google Hong Kong. Continua
Gli ultimi commenti