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Nella città di Candido Godoi il numero dei gemelli è il più alto del mondo. Forse perché, dopo la guerra, ci visse il dottor Mengele (Foto di Gabriele Galimberti)
Il cartello campeggia alto all’entrata del paese “Benvenuti a Candido Godoi, città dei gemelli”. Ogni due anni si tiene una festa dedicata ai gemelli, c’è perfino un museo a loro dedicato. Del resto di gemelli in questa cittadina sperduta nel sud del Brasile dove si vive per lo più di agricoltura, ce ne sono davvero tanti. Tra il 1960 e il 1990 la percentuale registrata è stata del 20%, ovvero due gemelli ogni cinque parti su un totale di seimila abitanti. E quasi tutti biondi e con occhi azzurri. Continua
Lui è uno degli ultimi cacciatori di nazisti rimasti. L’altro è la preda più grossa ancora libera. Il primo è uno storico che si è trasformato in un detective internazionale. Il secondo era un medico che ha scelto di diventare un assassino. Efraim Zuroff, direttore dell’ufficio israeliano del Centro Simon Wiesenthal, sarebbe ora vicino a catturare Aribert Heim, conosciuto come “Dottor Morte”, l’ex SS, che “prestò servizio” in tre campi di concentramento durante la Secondo Guerra Mondiale dove ha causato la morte di decine di internati.
Secondo Zuroff, il criminale austriaco, 94 anni di età, sarebbe nascosto tra il Cile e l’Argentina, ospite della figlia che da tempo vivrebbe in Patagonia. Panorama.it ha raggiunto Zuroff in Sudamerica, dove si trova per la sua “caccia”. Al telefono, l’uomo che riuscì a far catturare il croato Dinko Sakic, comandante del campo di sterminio di Jasenovac, non si sbilancia. “Abbiamo prove che si trovi in questa zona, ma non voglio dire altro”. Di Heim, il docente israeliano sa tutto: “A Mauthausen, per i suoi esperimenti, uccideva i prigionieri iniettando loro petrolio, o altre sostanze velenose. Praticava operazioni di amputazione degli arti senza anestesia per vedere quanto dolore un paziente poteva sopportare. Sono molte le testimonianze dei sopravvissuti dell’Olocausto che lo inchiodano”.
Catturato nel 1962 dalle autorità della Germania Federale, Aribert Heim fuggì prima che il processo iniziasse. Da allora, su di lui, si è saputo poco. Avrebbe passato un periodo nelal Spagna franchista dove sarebbe giunto grazie a Odessa, l’organizzazione di di ex SS fondata da Otto Skorzeny. Accanto a quello di Alois Brunner, il collaboratore di Adolf Eichmann, il nome di Heim è in testa alla lista dei “most wanted“. Sul suo capo pende una taglia di 315.000 euro.
“In giro ci sono altre centinaia di criminali nazisti - racconta Zuroff - Persone che, molto giovani, hanno fatto parte delle SS, della Wehrmacht, o dei battaglioni di polizia impiegati per i massacri, quelle che divennero le squadre della morte. Provengono da diversi paesi, e sono tutti coinvolti in eccidi di massa. Li stiamo cercando, uno a uno. Alcuni di loro vivono ancora in Europa. Molti altri, hanno fatto perdere le loro tracce”. Zuroff è un cacciatore di nazisti dal 1978, da quando accettò un incarico al Centro Simon Wiesenthal di Los Angeles.
Due anni dopo si trasferiva in Israele, dove collaborava con il dipartimento della giustizia per catturare i criminali nascosti negli Stati Uniti.
“Il mio metodo? È semplice. Prima faccio un’accurata ricerca storica negli archivi, poi passo all’attività di investigazione a livello planetario, per arrivare infine, all’inchiesta sul campo, una volta individuata l’area in cui si trova l’ex nazista. E poi, il compito più difficile. Convincere i governi dei paesi in cui risiedono gli i criminali di guerra, o i governi dove questi hanno commesso i loro assassini, a fare di tutto per catturarli”. Nato nel 1948 a New York, questo determinato signore di 60 anni sa bene di essere uno degli ultimi esemplari di una categoria destinata a scomparire. Ma la sua non è soltanto una lotta per consegnare ai tribunali degli efferati assassini. La sua è soprattutto una battaglia per sconfiggere il nemico più pericoloso: l’oblio. “Mi chiede perché è così importante per me quello che faccio? Le rispondo con una frase di Simon Wiesenthal: “Chi ignora i crimini del passato spiana la strada ai delitti del futuro”. La sua è una caccia alla ricerca della Verità e della Giustizia.
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Dopo l’Europa è il turno dell’America Latina, dove tanti criminali nazisti dopo la seconda guerra mondiale hanno trovato rifugio. L’Operazione Ultima Chance, lanciata nel vecchio continente nel 2002 dal Centro Simon Wiesenthal per stanare dietro compenso gli ultimi carnefici dell’Olocausto, non ha fatto in tempo ad arrivare nel continente latinoamericano che già si vedono i primi frutti. E un sospettato è stato localizzato nella provincia di Buenos Aires.
Intanto un numero di telefono cellulare (153-590-4100) e un indirizzo e-mail (operacionultimaoportunidad@gmail.com) sono stati messi a disposizione del pubblico. Tra gli obiettivi principali di questa versione latinoamericana della tradizionale caccia ai criminali nazisti da parte del Centro Wiesenthal la cattura di Aribert Heim, chiamato anche il “Dottor Morte” o “il Macellaio”, accusato di aver ucciso migliaia di persone su cui ha praticato esperimenti medici nel campo di concentramento Mauthausen. Il “Macellaio” si troverebbe a Puerto Montt, in Cile, dove risiede anche una delle sue figlie che, tuttavia, non ha mai fatto nulla per recuperare i due milioni di dollari che ancora oggi sono depositati su un conto corrente a Berlino intestato allo stesso Heim.
Chiunque darà informazioni utili alla cattura dei circa 300 criminali nazisti che dopo la Seconda Guerra Mondiale trovarono rifugio in Argentina, Cile, Brasile e Paraguay sarà ricompensato con 10mila dollari ma l’importo sale sino a 454mila dollari nel caso si arrivi alla cattura del Dottor Morte che oggi avrebbe 92 anni. Per ora l’Operazione Ultima Chance è stata presentata dal Centro Simon Wiesenthal in Brasile e in Argentina e nei prossimi giorni sarà il turno di Uruguay e Cile, dove si sta stringendo il cerchio attorno a Aribert Hein, il Macellaio di Mathausen alias Dottor Morte.
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