
(Credits: Ansa/Archivio Usa)

Chi non ha mai sognato di poter origliare i discorsi fatti nello studio Ovale della Casa Bianca? La JFK Presidential Library and Museum di Boston ha diffuso le registrazioni degli ultimi giorni di John F. Kennedy, poco prima del tragico assassinio di Dallas. Il presidente è preoccupato per la guerra in Vietnam e non solo.
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(Credits: Ansa/DSK)
Dagli orrori di Abu Ghraib e Bagram in Iraq, alle tecniche di tortura utilizzate a Guantanamo per estorcere le confessioni dei detenuti accusati di essere legati a cellule terroristiche. Fino agli inizi del Novecento, quando Franklyn Delano Roosevelt difese l’esercito americano, accusato di abusare fisicamente dei prigionieri filippini. La storia delle torture a stelle e strisce ha origini lontane nel tempo.
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(Credits: Epa/irb)
Dopo aver condannato una quindicina di persone per spionaggio a favore degli Stati Uniti e di Israele, ora la magistratura iraniana ha dato avvio al processo nei confronti del ventottenne Amir Mirzai Hekmati. Passaporto statunitense e origini iraniane, il giovane è accusato di collaborare con il governo americano e di essere una spia al servizio della Cia.
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- farian
- Mercoledì 28 Dicembre 2011

Cacciabombardieri statunitensi F-15 in azione in Afghanistan (US DoD)
Questa volta i rapporti tra Islamabad e l’Occidente sembrano davvero gravemente compromessi. La battaglia combattuta il 26 novembre da talebani e truppe alleate e afghane nella provincia di frontiera del Kunar ha determinato l’ennesimo sconfinamento dei velivoli statunitensi che hanno attaccato due postazioni del Frontier Corps pakistano uccidendo 24 soldati ferendone altri 13. Una battaglia dalla dinamica tutta da chiarire sia perché in passato diverse fonti avevano dimostrato che i paramilitari pakistani spesso aiutano i talebani o combattono addirittura al loro fianco sia perché fonti militari a Kabul hanno confermato che jet ed elicotteri hanno bombardato le postazioni dalle quali proveniva il fuoco diretto contro le truppe alleate.
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Barack Obama (Credits: LaPresse/Pablo Martinez Monsivais)

C’era solo un nome su quella lista: era quello di Anwar al Awlaki, l’Imam del Terrore. Il drone sparato in Yemen contro la macchina sulla quale viaggiava l’erede di Osama Bin Laden l’ha depennato dall’elenco dei cittadini americani da eliminare perchè affiliati al network di Al Qaeda. Continua

(Credits: Ap Photo/SITE Intelligence Group)
Anwar al Awlaki, l’imam del terrore nato negli Stati Uniti, è rimasto ucciso stamattina durante un raid in Yemen. Ne ha dato notizia il ministro della Difesa yemenita. Per ora nessun commento da parte di Washington, ma in molti credono ci sia lo zampino della Cia.
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Ground Zero (Credits: LaPresse)

Qualche giorno fa Leon Panetta l’aveva detto: “La minaccia di un altro attacco terroristico in grande stile negli Stati Uniti è molto reale“.

Il Segretario alla Difesa, in visita a Ground Zero con il sindaco Michael Bloomberg per un sopralluogo in vista delle celebrazioni per il Decimo Anniversario, ha detto quello che l’amministrazione (ma anche molti analisti e specialisti) ripetono da tempo: Al Qaeda non è più forte come dieci anni fa, ma è ancora in grado di colpire e fare male. Continua

Il Premier cinese Wen Jiabao insieme al Primo Ministro pakistano Yousuf Raza Gilani (Credits: AP Photo/Jason Lee, Pool)

Dopo l’annuncio, ieri, della cattura di un importante leader di Al Qaeda, Younis al Mauritani, e di due suoi collaboratori, Abdul Ghaffar Al Shami e Messara Al Shami, il Pakistan sembra aver recuperato in parte l’intesa con gli Stati Uniti, venuta meno a maggio dopo l’accusa di “complicità verso il terrorismo” o, in alternativa, di incapacità dei servizi segreti e delle forze armate in occasione del blitz che ha portato alla cattura e all’uccisione di Osama Bin Laden, cui è seguita, dopo qualche mese, la decisione americana di sospendere gli aiuti militari a un ”alleato strategico ma sempre meno affidabile”. Continua
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