
Barack Obama e Benjamin Netanyahu (Credits: Ansa/Moshe Milner)
Oramai è rimasta soltanto l’America. Al Consiglio di Sicurezza, l’organo esecutivo (e il più potente) delle Nazioni Unite, tutti gli altri membri principali sono d’accordo sul condannare gli insediamenti israeliani in territorio palestinese. A cominciare dalle quattro nazioni europee che fanno parte del Consiglio, e che in passato erano state più caute a pronunciarsi contro le politiche di Gerusalemme. Continua

Scontri dopo il rogo della moschea a Qusra (Credits: AP Photo/Nasser Ishtayeh)
Violenza che chiama violenza. In queste ore il Nord d’Israele – una parte del Paese dove per anni arabi ed ebrei hanno convissuto relativamente in pace – sta scivolando in una spirale di vendette che rischia di essere senza precedenti. Almeno se è vero, come sospetta la polizia israeliana, che il recente incendio di una moschea in Galilea sarebbe il frutto di una campagna di rappresaglie ordita dalla frangia più estremista dei coloni. Continua

Obama all'Onu (Credits: Mary Altaffer/AP/LaPresse)
Da un lato le critiche di Europa e Stati Uniti alle colonie, dall’altro il sostegno delle potenze economiche emergenti Cina, India e Brasile allo Stato Palestinese. Sono giorni molto difficili per Israele, sempre più isolata dal punto di vista internazionale, che ormai sembra preparata a subire uno schiaffo morale alle Nazioni Unite. Infatti venerdì mattina (verso le 10, ora americana) il Consiglio di Sicurezza si riunisce per una prima discussione sulla domanda presentata dai Palestinesi, che chiedono di essere riconosciuti come Paese membro dell’Onu e, dunque, come nazione indipendente. Continua

La colonia di Modiin Illit, in Cisgiordania (Credits: AP Photo/Nasser Ishtayeh)
Non piacciono a nessuno (tranne forse a questo governo israeliano) e di certo non aiutano il processo di pace (ammesso che di processo di pace si possa parlare, visti i tempi). Ma, se vogliamo affrontare la questione seriamente, dobbiamo ammettere che non sono l’ostacolo principale. Possono essere uno degli ostacoli ma, credetemi, ci sono questioni molto più serie da affrontare. Sto parlando degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, o meglio delle colonie ebraiche nelle zone adiacenti a Gerusalemme Est. Un argomento che si trascina da anni, ma su cui è importante ritornare ora che si sta aprendo in dibattito in vista del voto dell’Assemblea Generale Onu, che il prossimo 20 settembre potrebbe sancire la dichiarazione di indipendenza unilaterale di uno Stato palestinese. Continua

(Credits: Washington Institute)
Perdonatemi se rischio di sembrare ripetitiva. Del resto, quando si tratta di conflitto israelo-palestinese, e di tutti i tentativi di processo di pace che ci sono stati, è da circa vent’anni che si parla sempre delle stesse questioni. Non è questa la sede di enumerarle tutte (minimo servirebbe un tomo in stile volume della Treccani, altro che blog!), ma certamente avrete notato che tra quelle che ricorrono spesso nel dibattito ci sono espressioni come “confini per un futuro Stato palestinese” e “ritorno ai confini del 1967.” Se n’era discusso, recentemente, in occasione del discorso di Barack Obama. Che, appunto, facendo riferimento ai confini del 1967, tanto aveva fatto infuriare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
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Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 30 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

Abu Mazen: niente negoziati se le colonie vanno avanti (Credits: AP/Gregorio Borgia)
“I negoziati non andranno avanti“. Questa è la ferma risposta di Abu Mazen, presidente dell’Autorità nazionale palestinese davanti alla decisione israeliana di non proseguire il congelamento delle colonie nei Territori occupati. Continua
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 30 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

Un giovane colono nell'insediamento di Ariel (Credits: AP Photo/Ariel Schalit)
E così Netanyahu ci riprova. Il premier israeliano ha ripresentato davanti ai suoi ministri un nuovo piano di congelamento degli insediamenti. Obiettivo: fare contenta l’amministrazione americana e riprendere il dialogo diretto con i palestinesi. Continua
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 30 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

Obama e Netanyahu (credits: AP Photo/Pablo Martinez Monsivais, file)
Negli Usa i Democratici hanno perso le elezioni di Medio Termine. Visto da Israele, resta da chiedersi se questa sconfitta di Obama potrà avere qualche conseguenza nelle relazioni tra Washington e Gerusalemme. Continua
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