
Truppe francesi in Afghanistan (Credits: Sirpa Terre)
La Francia farà rientrare in patria entro la fine di ottobre 200 militari dall’Afghanistan nel quadro dei piani previsti per il ritiro graduale entro il 2014 del contingente impegnato nel Paese. Lo ha annunciato il colonnello Thierry Burkhard, portavoce delle forze armate francesi, sottolineando che gli ordini dell’Eliseo prevedono che un migliaio dei circa 3.500 soldati francesi presenti in Afghanistan (altri 500 circa sono schierati in una base logistica in Tagikistan e a bordo di una nave nell’Oceano Indiano) vengano rimpatriati entro la fine del 2012.
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(Credits: Pio Herat)
Due cerimonie, una nella base alleata di Camp Arena e l’altra in quella delle truppe afghane Camp Zafar, hanno ufficializzato il passaggio delle responsabilità della sicurezza a Herat tra il contingente italiano e le forze afghane. Una transizione che nel mese di luglio riguarderà sette tra distretti e province afghani; aree per lo più tra le meno turbolente del Paese asiatico ma anche la città di Laskar Gah, capoluogo della provincia di Helmand (roccaforte storica dei talebani insieme a Kandahar) dove ci si attende che le forze di Kabul debbano affrontare il test più importante.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Ansa)
Non sono ancora noti i dettagli ma è certo che i tagli alla spesa pubblica colpiranno pesantemente anche la Difesa e a quanto sembra verranno lasciati intatti solo i finanziamenti per le missioni all’estero, 1.5 miliardi di euro nel 2009 che diventeranno presumibilmente quasi 2 miliardi quest’anno a causa dell’aumento dei costi della missione afghana dovuto all’invio dei rinforzi.
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Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Decolleranno il 4 novembre dalla base aerea di Istrana (Treviso) i 4 cacciabombardieri AMX del 51° e 32° Stormo che l’’Italia ha deciso di inviare in Afghanistan per rimpiazzare i 2 jet Tornado schierati nel Paese asiatico da un anno nel quale hanno effettuato 350 sortite per un totale di circa 900 ore di volo. Gli AMX, appartenenti alla versione aggiornata Acol opereranno in Afghanistan dall’aeroporto di Herat ma avranno ‘i medesimi compiti di ricognizione aerea” ricoperti finora dai Tornado”. Continua
Un filo rosso dall’Abruzzo al Libano. È stata intitolata alle vittime del terremoto la strada, ripristinata dal contingente italiano, che collega le cittadine di Al Mansouri e Shamaa. La principale via che le unisce, circa tre chilometri, è stata restituita alla popolazione l’11 aprile e si chiamerà “L’Aquila”. Era stata danneggiata durante la guerra del 2006.
I lavori, durati circa un mese, sono stati coordinati dalla Cellula di cooperazione civile-militare del contingente italiano e sono stati finanziati con fondi messi a disposizione dall’Italia per aiutare le popolazioni del Sud del Libano.
Il sindaco di Shamaa, Abdul Kader Saffeidine, ha espresso solidarietà al popolo italiano per la tragedia che ha colpito l’Abruzzo e ha voluto che la strada venisse intitolata alla città de L’Aquila, per sottolineare quanto sia importante, dopo eventi catastrofici come i terremoti, guadagnare fiducia e iniziare prima possibile la ricostruzione.
I caschi blu italiani attualmente impegnati in Libano sono circa 2.100 e svolgono operazioni di pattugliamento, attività congiunte con l’esercito libanese, bonificano le aree con ordigni inesplosi e controllano la Blue Line, la linea armistiziale che determina il confine tra Libano e Israele. Sotto il comando italiano ci sono anche militari provenienti da Francia, Ghana, Corea del Sud, Malesia, con all’interno una componente del Brunei e un distaccamento della Slovenia.
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