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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Kim Jong-il (Credits: LaPresse)
La Corea del Nord per tre giorni consecutivi spara colpi di artiglieria verso un’isola del Sud, in un’area di confine in cui i due paesi sono ancora tecnicamente in guerra.
La televisione sudcoreana YTN ha denunciato venti attacchi, e la scelta di Pyongyang di imporre il divieto di navigazione nelle acque del Mar Giallo fino a marzo ha indotto alcuni analisti a pensare che questa decisione possa servire da copertura per prepararsi per nuovi attacchi o per un test missilistico. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
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La Corea del Nord sembra aver risolto il giallo della successione del Caro Leader con l’annuncio di una nuova festa nazionale. Quella in cui si celebra il compleanno del terzogenito Kim Jong-un. Continua
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Credits: bluryee, flickr
Lo storico grande magazzino svedese PUB (l’acronimo indica le iniziali del fondatore, Paul Urbanus Bergström) ha cambiato idea: i tre imprenditori che volevano lanciare la moda coreana (del Nord) in Europa, hanno saputo dai manager di PUB che i tempi non sono più maturi per mettere in vendita i jeans della Noko, prodotti proprio nel regno comunista di Kim Jong-il. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
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- Kim Jong-il (Credits: La Presse)
Le evoluzioni dello scenario nordcoreano seguono trame così intricate da risultare di difficile comprensione a chi non le monitora costantemente. Dopo essersi rifiutata in più occasioni di tornare al tavolo a Sei per riprendere i colloqui sul processo di denuclarizzazione della penisola, il regime coreano ha comunicato di essere disposto a considerare lo smantellamento del suo arsenale solo all’interno di un dialogo a due Pyongyang-Washington: un rifiuto lo convincerebbe a continuare gli esperimenti. Continua
05/08/2008 - Le giornaliste americane Euna Lee e Laura Ling, arrestate nel marzo scorso, nei pressi del confine tra Cina e Corea del Nord - mentre realizzavano un servizio sui profughi nordcoreani in Cina - e condannate a 12 anni di reclusione, sono state graziate dal presidente nordcoreano Kim Jong Il, in occasione della visita di Bill Clinton al regime di Pyongyang.

AP Photo/Xinhua, Zhang Binyang

Kim Yong Il
La Corea del Nord continua a sfidare il mondo. Pyongyang ha effettuato un nuovo lancio di missile a corto raggio, all’indomani del lancio di altri due, minaccia una risposta militare alla Corea del Sud dopo la decisione di Seul di aderire alla Proliferation Security Initiative (Psi). Tutto questo mentre i satelliti spia americani hanno accertato che è ripartito l’impianto nucleare -2. L’agenzia sudcoreana Yonhap, citando una fonte anonima del governo di Pyongyang, ha riferito che il lancio del nuovo missile a corto raggio è avvenuto dalla costa orientale verso il Mar Giallo.
Il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, citando una fonte anonima del governo di Seul, ha riferito che un satellite spia statunitense ha rilevato vapore uscire da un impianto nucleare a Yongbyon, generati dalla struttura di lavorazione del plutonio che si trova a 80 chilometri da Pyongyang. La Corea del Nord aveva già annunciato di aver riavviato le operazioni di ritrattamento del combustibile atomico a Yongbyon, in segno di protesta verso la condanna dell’Onu per il lancio del missile-satellite effettuato il 5 aprile scorso, che secondo i servizi Usa e sudcoereani era pero’ il test di un nuovo missile nucleare.
L’ultimo atto della sfida al mondo è la dichiarazione di Pyongyang non sertirsi più legata all’armistizio del 1953, siglato alla fine della guerra di Corea. La notizia ù stata diffusa dalla Kcna, l’agenzia ufficiale del regime. E’ la risposta alla decisione del vicino di aderire all’iniziativa lanciata nel 2003 da George W. Bush per interdire il trasferimento di tecnologie e armi di distruzione di massa. Il regime di Kim Jong-il ha diramato una nota per avvertire che risponderà “immediatamente e con forti misure militari” ad una eventuale decisione del Sud di fermare e ispezionare navi nordcoreane.
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Doppia sfida di Pyongyang alla comunità internazionale: nella stessa giornata il regime nordcoreano ha compiuto il secondo test nucleare della sua storia e effettuato il lancio di tre missili con una gittata di 130 chilometri. E’ stato lo stesso governo di Kim Jong-il ad annunciare di aver condotto un test atomico piu’ potente di quello dell’ottobre 2006 che scatenò l’indignazione e la preoccupazione del mondo intero. Da quando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva inasprito le sanzioni contro il regime in seguito al lancio di un missile balistico in grado di raggiunger il territorio statunitense, la Corea del Nord minacciava al ripresa degli esperimenti nucleari. “Il test sotterraneo è stato condotto con successo” si legge in una nota dell’agenzia ufficiale Kcna, “e fa parte delle misure per rafforzare in ogni modo il potere di deterrenza nucleare”.
Poche ore dopo dal poligono di Musudan-ri, lo stesso dal quale partì il 5 aprile scorso il missile balistico Taepodong 2, sono stati sparati tre missili terra-aria a corta gittata.
Secondo il ministero della Difesa russo, la potenza dell’esplosione, registrata 80 chilometri a nordovest della citta’ di Kilju, e’ stata tra i dieci e i venti chilotoni, cioe’ tra dieci e venti volte la potenza del test dell’ottobre 2006. L’esplosione ha provocato un sisma di 4,5 gradi sulla scala Richter, decisamente piu’ violento di quello di 3,6 gradi del 2006 e quindici chilometri piu’ a nordest. “Il test” si legge nella nota del governo di Pyongyang, “e’ stato condotto a un livello piu’ alto in termini di tecnologia impiegata nel controllo e di potenza esplosiva. Il risultato permette di risolvere in modo soddisfacente i problemi che erano sorti sul fronte scientifico e tecnologico nell’ulteriore sviluppo di armi e tecnologie nucleari”. Il regime definisce il successo del test “una fonte di ispirazione per l’esercito e il popolo della Repubblica” e “un contributo alla difesa della sovranita’ del Paese e del socialismo per garantire la sicurezza e la pace nella penisola coreana e nella regione”.
Fonti Usa hanno rivelato che il regime di Pyongyang ha dato a Washington un preavviso di meno di un’ora e non ha fatto alcuna richiesta. Il test è stato condannato da tutta la comunita’ internazionale. La Cina ha fatto sapere di essersi opposta con fermezza e la Russia ha espresso forte preoccupazione. Obama ha detto che “Il tentativo della Corea del Nord di sviluppare ordigni nucleari e il programma missilistico balistico rappresentano una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali”.
Il Giappone invita la Corea del Nord a tornare al tavolo a Sei per riprendere i colloqui sul processo di denuclearizzazione della penisola coreana, mentre comincia a profilarsi l’ipotesi di un dialogo diretto tra Washington e Pyongyang per far progredire le trattative.
“Il modo più ragionevole di ascoltare l’opinione pubblica internazionale è tornare al dialogo a Sei”, ha detto il capo di gabinetto Takeo Kawamura, in relazione alla fase di stallo (se non di rottura come annunciato da Pyongyang) dei negoziati che coinvolgono le due Coree, Cina, Giappone, Usa e Russia. Kawamura ha spiegato di non conoscere i propositi del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che ha accennato alla possibilità di colloqui diretti con la Corea del Nord per realizzare un importante passo avanti nelle trattative.
“Non conosco le intenzioni degli Usa - ha rilevato ancora - ma la base di riferimento dovrebbe essere il dialogo a Sei”. In ogni caso, hanno riconosciuto fonti del governo di Tokyo, l’obiettivo di Pyongyang è di avere una trattativa diretta con gli Usa per negoziare aiuti e concessioni e raggiungere, come rilanciato in giornata dalla propaganda dei media ufficiali del regime comunista, ‘il grande obiettivo del 2012′: un’economia prospera e un prestigio internazionale forte e autorevole, il regalo promesso da Kim Jong-il, il ‘caro leader’, in occasione del centenario della nascita di suo padre, Kim Il-sung.
Proprio oggi la Corea del Nord ha festeggiato con grandi e solenni manifestazioni pubbliche i 97 anni della nascita del ‘presidente eterno’ nonché fondatore della Repubblica Popolare, scomparso nel 1994. La ricorrenza, un momento di raccoglimento e di celebrazione dell’orgoglio nazionale da parte dell’ultimo regime stalinista, ha assunto maggiore rilevanza in base alle ultime sfide lanciate alla comunità  internazionale da Pyongyang dopo la dichiarazione di condanna unanime (ma meno severa di una risoluzione) del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il lancio del missile-satellite del 5 aprile.
Dopo aver rivendicato il carattere ‘pacifico’ del lancio del suo satellite per le tlc Kwangmyonsong-2, dichiarato ‘inutili’ i colloqui a Sei e annunciato la ripresa dei programmi nucleari come reazione alle decisioni del Palazzo di Vetro, la Corea del Nord ha ordinato agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di rimuovere i sigilli e le telecamere dall’impianto nucleare di Yongbyon e di lasciare il Paese “quanto prima”.
La condanna del Consiglio di Sicurezza, che Giappone e Stati Uniti volevano fosse una risposta ‘esemplare’ nella forma di una nuova risoluzione osteggiata invece da Cina e Russia, contiene elementi che hanno provocato “la inusuale e quanto mai dura” reazione di Pyongyang, come notato dal governo di Seul. Il Consiglio, in altri termini, avvierà aggiustamenti ad alcune clausole sulle sanzioni contenute nella risoluzione 1718 del 2006, configurando l’ipotesi di stretta su alcune aziende nordcoreane che potrebbero vedere congelati i propri beni posseduti all’estero.
Kim Jong-il, leader della Corea Del Nord
Per ora “Rocket man” ha vinto: l’uomo dei missili, il presidente nordcoreano Kim Jong-il, è riuscito a diffondere l’allarme nella comunità internazionale. Pyongyang ha definito il lancio del nuovo razzo strategico “un successo” (anche se per il regime comunista si è trattato solo di un vettore che doveva mettere in orbita un satellite per le telecomunicazioni). Secondo l’agenzia stampa della Corea del Nord Kcna, il lancio “è avvenuto alle 11.20 del mattino, mentre il satellite è entrato in orbita due secondi dopo le 11.29 del mattino”. Secondo il ministero della Difesa nipponico, il razzo ha oltrepassato il territorio giapponese “senza che sia stato necessario intercettarlo”: la prima parte è caduta nel Mar del Giappone, 280 chilometri ad est della costa nipponica. Quanto alla seconda sezione, il ministero ne ha seguito il tragitto verso il Pacifico, fino a 2.100 chilometri di distanza dalla terra ferma e poi lo ha perso. Giappone e Corea del Sud hanno condannano duramente l’azione del regime comunista e, d’intesa con gli Usa, hanno chiesto e ottenuto la convocazione d’urgenza del Consiglio di sicurezza (le ore 15 di oggi, le 21 in Italia), “per consultazioni” in relazione alla questione “non proliferazione/Corea del Nord”.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che si tratta di “una chiara violazione delle norme dell’Onu” e che Pyongyang “si è ulteriormente isolata dalla comunità delle nazioni”. Il capo di Stato degli Usa si trova a Praga per il vertice Usa-Ue: ha sottolineato che lo sviluppo del programma missilistico nord coreano “pone una minaccia alla sicurezza della regione del nord-est asiatico e alla pace e sicurezza internazionali”. Ma da Praga Obama lancia una nuova, più ambiziosa battaglia: smantellare gli armamenti atomici dal mondo. Dalla piazza centrale della capitale ceca proporrà misure per “ridurre e in futuro eliminare gli arsenali nucleari, fermare la proliferazione delle armi nucleari e impedire che i terroristi acquisiscano armi o materiali nucleari”. E non a caso Obama ha detto che il lancio conferma l’agenda di una “non proliferazione nucleare”. La storica iniziativa, anticipata da fonti della Casa Bianca, era già stata preannunciata dallo stesso Obama a Strasburgo, a margine del vertice della Nato, dinanzi a una folta platea di studenti francesi e tedeschi.
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, si è rammaricato che la Corea del Nord abbia deciso di procedere al lancio del razzo, auspicando tuttavia la ripresa del “dialogo a Sei” (i negoziati sul disarmo nucleare di Pyongyang cui partecipano Usa, le due Coree, Russia, Giappone e Cina), per “ricostruire la fiducia e il ripristino del dialogo”. E mentre anche l’Unione europea condanna “fermamente” il lancio, Mosca e Pechino invitano tutte le parti alla “calma” e alla prudenza, in modo che non si inneschi un’escalation di tensione nella penisola coreana.
Kim Jong-il, leader della Corea Del Nord
Torna l’incubo dei razzi lanciati dalla Corea del Nord: Pyongyang ha annunciato che i preparativi del suo missile-satellite sono completi al punto che “sarà lanciato presto”. Sono le ore 10 del mattino (le ore 3 di notte in Italia): il Giappone, un paio d’ore dopo, annuncia e poi annulla la comunicazione d’allerta sull’avvenuto lancio che dice di essere partita per errore. La Casa Bianca monitora le installazioni militari. Il presidente Barack Obama sta seguendo “molto, molto da vicino” quanto sta accedendo nella Corea del Nord, ha detto un funzionario dell’amministrazione Usa. Obama ha definito “una provocazione” il tentativo della Corea del Nord di lanciare il missile, sottolineando che sarebbe “una violazione” delle risoluzioni dell’Onu. Secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap, che cita fonti vicine alla presidenza, il lancio del missile-satellite da parte della Corea del Nord non sarebbe stato effettuato oggi a causa del maltempo: “Pensavamo che il lancio potesse avvenire oggi, ma evidentemente le condizioni meteo nella regione della base potevano non essere favorevoli”, riferisce la fonte.
Nel primo giorno utile per mandare in orbita il suo razzo (il periodo finirà l’8 aprile) non mancano gli elementi di forte tensione: il regime comunista, tramite l’agenzia di stampa Kcna, spiega che “i preparativi per il lancio del Kwangmyongsong-2, satellite sperimentale per le tlc (che Usa, Corea del Sud e Giappone ritengono essere il test di un missile a lunga gittata, il Taepodong-2, capace di montare una testata nucleare, ndr), attraverso il razzo Unha-2, sono stati completati nella base sulla costa orientale della Repubblica popolare democratica di Corea”. Il governo nipponico, alle ore 12.16 (le ore 5.16 in Italia), rilascia una nota sull’avvenuto lancio, salvo rettificare dopo pochi minuti che le informazioni sul decollo erano “errate” e che “la partenza del razzo non è stata confermata”. La tv pubblica nipponica Nhk interrompe la programmazione per annunciare il lancio. Spiega in termini imbarazzati l’errore e dice di aver ricevuto la comunicazione via Em-Net, nuovo sistema tecnologico d’allerta per i casi d’emergenza: l’input parte dai satelliti spia ed e’ trasmesso a cascata al ministero della Difesa, al governo, fino ai media e alle amministrazioni locali. La stessa unità di crisi presso l’ufficio del primo ministro avvia le procedure per chiarire le cause dell’errore. La fascia oraria del primo giorno, intanto, si avvia alla fine: Pyongyang aveva comunicato che avrebbe fatto l’operazione di giorno, dalle ore 11 alle 16.
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