
(Credits: Zhang Guojun/Xinhua)

Anche Pechino inizia ad avere il problema dei bambini di strada, e per evitare che le città della Repubblica popolare diventino troppo pericolose, il governo ha deciso di responsabilizzare i funzionari locali anche su questo problema. Da oggi, infatti, se nelle aree urbane verrà riscontrato un aumento nel numero di criminali giovanissimi saranno i rappresentanti del partito a pagarne le conseguenze. Continua

(Credits: Zhang Guojun/Xinhua)

Fino a qualche giorno fa sembrava avessero avuto successo le proteste con cui numerosissimi genitori cinesi hanno cercato di sensibilizzare il governo spingendolo ad aiutarli nella ricerca dei figli scomparsi. Probabilmente rapiti da trafficanti di neonati pronti a tutto pur di garantirsi una fonte di guadagno sicura, rivendendoli a coppie senza figli alla disperata ricerca di un erede maschio. O, ancora peggio, ad altri criminali interessati ad acquistare ragazzini da impiegare nelle fabbriche o bambine da trasformare in prostitute o spose per le famiglie rurali. E’ difficile calcolarne i numeri, ma un stima basata su un documentario della Tv inglese parla di 70 mila bambini l’anno rapiti nelle strade.
E invece la polizia di Liaocheng, nello Shandong, si è ritrovata costretta a restituire 29 bambini dello Yunnan, dello Sichuan e dello Shandong alle famiglie che li avevano “acquistati” illegalmente Continua
Dal braccialetto del futuro al cellulare d’ultima generazione, fuori oggetti di alto design dentro micidiali armi da difesa. Sono stati presentati all’Exposec di San Paolo in Brasile, la più importante fiera dell’America latina dedicata alla sicurezza personale, in una parte del pianeta in cui la criminalità sfiora cifre da brivido, con 250 mila morti l’anno per tutto il continente sudamericano. E adesso arrivano sul mercato globale.
Gli oggetti presentati in Brasile lascerebbero di stucco perfino James Bond. Il più discusso e anche il più rivoluzionario è un telefonino dal look apparentemente innocuo. Si chiama Titan, pesa solo 110 grammi ma dentro è una vera e propria bomba ad orologeria. In caso di difesa, infatti, basta azionarlo e toccare con la sua punta l’aggressore. L’oggetto da telefonino si trasforma, così, in un’arma choc capace di dare una scossa fino a 100 mila volts.
BX Cobra, invece, interamente made in Colombia, è il primo robot creato esclusivamente per vigilare durante la notte in banche e uffici. Il suo punto di forza sono due sensori capaci, in caso di presenze indesiderate, di scatenare una vera e propria guerra a colpi di fumogeni. Il costo si aggira sui 25 mila dollari americani. Ma chi vuole può anche limitarsi a prenderlo in affitto. Il costo è poco più di 3000 dollari al mese.
Ma sicurezza personale significa anche difendersi da se stessi, soprattutto alla guida. In Brasile è stato, così presentato anche lo Sleep Alarm, un auricolare supertecnologico contro i colpi di sonno in macchina. Ogni volta che registra, infatti, un movimento brusco della testa del conducente è in grado di emettere un allarme sonoro di 5 decibel e se si vuole anche una vibrazione. L’utilità è enorme, il costo ridicolo. 30 reais, poco più di 10 euro. Inutile dire che è stato il pezzo che è andato più a ruba.

Quando spicca il volo assume le sembianze di un uccello. Si chiama Elsa ed è un modellino largo un metro e lungo sessanta centimetri che rischia di dividere l’opinione pubblica francese. Non tanto per le sue doti tecnologiche (può volare autonomamente per quaranta minuti e sino a 500 metri di altitudine), bensì per la sua vocazione. L’oggetto di tutte le contese è infatti una mini telecamera in grado di riprendere sia di giorno che di notte fatti e misfatti umani nel giro di due chilometri quadrati. Star assoluta del salone francese Minipol dedicato alla sicurezza interna degli Stati, Elsa nasconde dietro il suo acronimo l’incarico di dover rafforzare le misure di sorveglianza sulle grandi manifestazioni e i tumulti urbani simili a quelli che si sono verificati nelle periferie francesi in novembre 2005. Il ministro degli Interni d’Oltralpe, Michelle Alliot-Marie, ha giustificato la sua ammirazione nei confronti di Elsa con la necessità di “dover continuamente migliorare i sistemi di informazione e di comunicazione per resistere alla criminalità”. Seguendo le orme del Belgio e del Regno Unito, le autorità francesi hanno avviato una prima fase sperimentale nel dipartimento della Seine-Saint-Denis (periferia nord di Parigi), noto per essere stato l’epicentro delle rivolte urbane del 2005. Una volta saputi gli obiettivi del progetto (tra cui quello di consegnare Elsa ai commissariati di polizia giudicati a rischio), i sindaci locali hanno denunciato “la stigmatizzazione dei quartieri difficili”.
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