Il piano da 700 miliardi di dollari appena approvato dalla Camera per salvare l’economia americana ha percorso in pochi minuti il rettilineo della Pennsylvania Avenue che separa il Congresso dalla residenza del presidente degli Stati Uniti: Bush era in attesa nell’Ufficio Ovale, con la penna già in mano ansioso di incassare prima possibile un raro successo della sua amministrazione in questo crepuscolo della sua permanenza alla Casa Bianca.
Un successo agrodolce per Bush. Il presidente americano, che fino a poche settimane fa continuava a professare un solitario ottimismo sulla robustezza dell’economia americana ha dovuto arrendersi alla evidenza. Con una inversione di rotta a 180 gradi ha cominciato a minacciare catastrofi se il Congresso non avesse approvato a tempo record il piano di salvataggio messo freneticamente a punto dal suo ministro del Tesoro Henry Paulson.
Ed è un successo agrodolce per Bush perché l’intervento massiccio del governo per salvare con i soldi del contribuente i predatori di Wall Street dai pasticci combinati con i “mutui facili” è totalmente opposto alla filosofia dell’inquilino della Casa Bianca di intervento minimo nelle operazioni dei mercati finanziari. Ma Paulson l’ha convinto che il rischio del non intervento era troppo grosso stavolta: bisognava togliere rapidamente dal sistema finanziario il “veleno” dei mutui a super-rischio se si voleva evitare un devastante effetto domino.
Oggi, pochi minuti dopo la sofferta approvazione della Camera, che aveva già bocciato il piano il 29 settembre, Bush è uscito nel giardino della Casa Bianca per elogiare “lo spirito di cooperazione tra il Congresso e la mia amministrazione” che ha portato alla rapida approvazione di un piano che “ha mostrato al mondo che gli Stati Uniti intendono stabilizzare i loro mercati finanziari e mantenere un ruolo di guida nella economia globale”. Bush ha ammonito che l’impatto del piano sulla economia Usa “non sarà immediato”. Ma ha anche espresso la speranza che il denaro pubblico che sarà impiegato per acquistare i beni a rischio possa essere in futuro, almeno in parte, recuperato quando i beni acquisiti aumenteranno il loro valore.
L’approvazione del piano, al termine di una battaglia serrata che ha visto anche un drammatico appello televisivo di Bush alla nazione ed una insolita riunione alla Casa Bianca con la partecipazione dei due candidati alla presidenza, rappresenta comunque un agognato successo per un presidente che lascerà in eredità al suo successore due guerre (in Iraq e Afghanistan) ed una crisi economica dal futuro ancora molto incerto. Per Bush, giunto a livelli record di impopolarità, tenuto a distanza dai candidati repubblicani che devono sottoporsi al giudizio degli elettori a novembre, ormai rassegnato a non veder concluso entro il suo mandato lo storico accordo di pace tra israeliani e palestinesi in cui sperava, anche il successo agrodolce del piano salva-Wall Street è un evento degno di una rara celebrazione.
- Venerdì 3 Ottobre 2008
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