
(Credits: AFP Photo/Deshakalyan Chowdhury)
di Mimmo Lombezzi
“Tre anni dopo rivivo quell’orrore ogni notte. Riconobbi il commerciante che per primo mi ha stuprata, ma le autorità non hanno fatto nulla”. In una parrocchia di Bubaneshwar, nello stato indiano dell’Orissa, una ragazza scoppia in lacrime: “Quando gli Indù vennero a casa nostra e picchiarono mio nonno e mia nonna io protestai: ‘perché picchiate degli anziani?’. Risposero: ‘Abbiamo dato un ultimatum ai tuoi parenti, ma non hanno obbedito’. E mi trascinarono verso la foresta. Si beffavano di me dicendomi: ’se ora ti violentiamo in 25 che farai? Chiami i nonni?’. E io: ‘Che cosa vi ho fatto? Perchè mi fate questo?’. ‘Il problema - dissero - è che i tuoi hanno disobbedito: gli avevamo dato tre giorni per convertirsi all’Induismo‘”.
Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Cina: una chiesa a Wenqiao (Credits: LaPresse)
Il partito comunista cinese ha un nuovo approccio nei confronti della religione: Pechino ha iniziato a sovvenzionare la costituzione di chiese e seminari e a permettere una sostanziale libertà di culto a tutti quei cristiani che si riuniscono nelle chiese autorizzate dallo Stato. E mentre nel paese le chiese spontanee continuano ad essere osteggiate, alcune fabbriche sembrano seguire l’esempio di Pechino e iniziano a prestare meno attenzione alla religione degli operai.
Molto diverso è invece il caso di Boteli Valve Group, un’azienda di Wenzhou che ha fatto del Cristinaesimo il proprio cavallo di battaglia. Continua

Il patriarca russo Kirill
Di Francesco Bigazzi - da Mosca
* Intervista integrale dell’amplio estratto pubblicato sul numero di Panorama in edicola
Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, rivolgendosi direttamente al Papa di Roma, fa presente che per tutti i cristiani sono maturi i tempi per una risposta alla sfida epocale già in atto nel mondo: la sua secolarizzazione definitiva o il suo recupero alla fede.
Il Patriarca Kirill, dotato di una profonda fede e di altrettanta determinazione, in questa intervista sottolinea che le due Chiese, se esse operano concordemente, possono costituire un baluardo contro le minacce del relativismo e dell’ateismo, dell’edonismo e consumismo sfrenati e del diffuso degrado morale. Continua
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto
Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).

La Corte Europea ha detto no ai crocefissi nelle aule scolastiche italiane e una sentenza ordina di toglierli perché “limitano la libertà religiosa”. Il Vaticano ovviamente protesta e invita i cristiani ad alzare la voce. E tutti i politici del Bel Paese diventano improvvisamente difensori della Chiesa e dei suoi simboli. Continua
- farian
- Mercoledì 4 Novembre 2009
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Cristiani sudcoreani
Mentre nel Vecchio Continente attraversa da decenni una fase di crisi, per il Cristianesimo la nuova frontiera sembra proprio essere l’Estremo Oriente. Dopo i successi registrati in Paesi come le Filippine, è ora in Corea del Sud che la diffusione del Vangelo sta conoscendo un’affermazione dietro l’altra, tanto che ormai un terzo della popolazione si dichiara cristiana. Più di quanti non aderiscano al Buddhismo, che pure era stato introdotto nel Paese quasi tremila anni fa. Continua
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto
Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi)
Agli inizi di luglio l’egiziana Marwa Sherbini è stata pugnalata a morte in un tribunale tedesco, perché cercava giustizia e indossava il velo. Il suo assassino è un tedesco di origine russa. Continua

Dalla ri-pubblicazione in Danimarca delle vignette contro Maometto all’uscita di un cortometraggio violentemente antimusulmano (Fitna) in Olanda, fino al battesimo iper-mediatizzato di Magdi Allam. A sorpresa, smentendo i profeti di sventura, le gratuite “provocazioni” europee contro la religione islamica sono state lasciate cadere nel vuoto. Ne è convinto Christopher Dickey, editorialista del Newsweek, che rivela, in un articolo destinato a far discutere, come tra i musulmani stiano prendendo il sopravvento le voci che puntano sul dialogo anziché sullo scontro di civiltà.
I segnali che vanno in questa direzione, a fronte di un mondo cattolico passato all’offensiva, sarebbe molti, almeno secondo il newsmagazine Usa: in Turchia il partito islamico di governo, l’Akp, ha deciso di sostenere le scuole coraniche che danno una lettura modernizzante e dialogante del Libro Sacro. Il re saudita Abdullah, considerato fino a ieri uno dei finanziatori occulti del terrorismo, ha appena fatto rimuovere oltre mille mullah radicali. In Libano lo stesso Ayatollah Fadlallah, noto come il “teologo” di Hezbollah, ha invitato i fedeli a rispondere alle “aggressioni occidentali” con mezzi squisitamente legali. Ma la sorpresa viene dalla reazione insolitamente mite al battesimo di Allam, un giornalista - scrive Dickey - “che ha fatto carriera descrivendo quella islamica come una religione terroristica”. Una conversione inutilmente spettacolare, sembra dire Dickey, che ora rischia ora di esporre le minoranze cristiane a pericolose ritorsioni nei Paesi arabi. “A meno - conclude il Newsweek - che il mondo musulmano non decida di voltare davvero pagina”. Cosa che, a quanto scrive l’editorialista, starebbe puntualmente avvenendo. Dimostrando come, questa volta, sono i dirigenti musulmani ad aver dato prova di maggior senso di responsabilità di molti cristiani, che, in un momento così delicato dello scontro tra le due più grandi religioni monoteiste del pianeta, trovano comodo soffiare sul fuoco dell’odio reciproco, anziché ritrovare le perdute ragioni del dialogo inter-religioso.
E secondo voi le cose stanno come scrive il Newsweek? Il FORUM
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