
(Credits: Ansa)
Le prime indiscrezioni già ieri, poi ancora altri rumors nella tarda mattinata, sempre sui media sudanesi o diramate dal Sudan Media Centre, un’agenzia indipendente vicina ai servizi di sicurezza di Khartoum. Quindi la conferma, per bocca dello stesso leader di Emergency Gino Strada: Francesco Azzarà, il cooperante italiano collaboratore dell’organizzazione non governativa rapito in Darfour ad agosto, è stato liberato. La comunicazione, rivela Strada, è giunta direttamente dalle massime autorità sudanesi. “E’ libero e sta bene“, ha detto raccogliendo, a sua volta, le rassicurazioni delle autorità di Nyala.
Continua

Soldati dell'esercito sud sudanese ad Abyei (Credits: AP Photo/UNMIS, Tim McKulka)

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha, con un comunicato, duramente criticato sia il governo sudanese di Karthoum che le autorità del Sud Sudan, vicino all’indipendenza del 9 luglio.
La situazione nella zona di confine di Abyei viene definita ”estremamente pericolosa”.
Continua
- giamp
- Martedì 24 Maggio 2011

Omar Hassan al-Bashir, al centro e il Presidente del Sud Salva Kiir Mayardit (Credits: Philip Dhil/Epa)

Il Sud Sudan sarà uno stato indipendente. È ufficiale. I risultati comunicati a Juba il 7 febbraio sono univoci: il 98,83% dei sudanesi del Sud vuole l’indipendenza da quello che fino ad oggi è stato il Paese più grande dell’Africa. L’ufficializzazione dei risultati ha raccolto il plauso internazionale: “Questo è un momento storico per il Sudan”, ha commentato Catherine Ashton, responsabile per la politica estera dell’Unione Europea.
Continua
- giamp
- Mercoledì 9 Febbraio 2011
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 30 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

Profughi africani chiedono asilo in Israele (Credits: Anna Momigliano)
Trafficanti di uomini senza scrupoli che trasportano come bestie, e facendosi pagare profumatamente, disperati in fuga da Paesi come l’Eritrea il Sudan, la Somalia e l’Etiopia. Obiettivo: raggiungere Israele, isola di relativa stabilità, attraverso l’Egitto o Gaza.
Dietro questo traffico di uomini, donne e bambini, oltre ai mafiosi di turno, ci sono anche organizzazioni islamiste come Hamas e i Fratelli Musulmani, che vanno così a rimpinguare il loro budget. Insomma: denaro sporco derivato dal traffico di esseri umani che va a finanziare attività terroristiche. Continua

Il Presidente sudanese Omar al-Beshir a Kharthoum (Credits: Afp Photo/Ebrahim Hamid)
La ”sharia”, la legge islamica, diventerà ”l’unica fonte della Costituzione” nel caso in cui il sud separasse dal nord in seguito al referendum del 9 gennaio. Lo ha detto il presidente del Sudan Omar el Bashir in un recente discorso pubblico.
Continua
- giamp
- Martedì 21 Dicembre 2010

Da sinistra, il leader del Jem Khalil Ibrahim e il fratello (Credits: AP Photo/Maneesh Bakshi)
180 soldati dell’esercito sudanese, originari del Darfur, hanno disertato per raggiungere i gruppi ribelli della loro regione. Lo ha riferito Ahmed Hussein, il portavoce del Movimento per la giustizia e l’uguaglianza, il Jem (Justice and Equality Movement): “Circa 180 soldati hanno raggiunto il nostro movimento”.
“I militari sono di base a Edd el-Fursan (nel sud del Darfur) e originari della tribù arabe di Bani Halba”. L’esercito sudanese non ha finora commentato la delicatissima notizia.
Proprio mentre si avvicina l’importante scadenza elettorale (il 9 gennaio il referendum per l’indipendenza del sud Sudan), Karthoum deve infatti fronteggiare la possibilità che il fronte in Darfur si riapra violentemente.
Il Jem, il più importante e forte gruppo ribelle della regione sta in queste settimane cercando di convincere i leader arabi locali di unirsi alla lotta: “Abbiamo contattato diversi gruppi… vedremo la risposta nel corso dei prossimi giorni. Ma già, possiamo dire che abbiamo un forte sostegno presso gli arabi del sud Darfur”, ha affermato Ahmed Hussein, convinto che nelle prossime settimane le autorità sudanesi cercheranno di “liquidare” la ribellione, prima del 9 gennaio.
L’eventuale indipendenza del sud Sudan potrebbe infatti incoraggiare i gruppi ribelli del Darfur a riprendere le armi per arrivare anch’essi alla seccessione e dare nuova linfa alla lotta. Nel frattempo continua il giallo sui proitettili cinesi trovati in Darfur.
L’ultimo rapporto del Comitato di Esperti, che monitora il rispetto dell’embargo Onu (datato 2005) al Darfur è ora sulla scrivania della Commissione per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo il documento, tra le violazioni commesse dal governo di Khartoum, c’è il trasferimento non autorizzato di materiale militare e truppe in Darfur.
Fonti diplomatiche Onu citate dall’agenzia Reuters dicono che le conclusioni della commissione metteranno in serio imbarazzo la Cina, che nega di aver saputo che le armi fornite al Sudan sarebbero state usate in Darfur e che ha cercato nei giorni scorsi di impedire la pubblicazione del rapporto.
Il documento spiega che i marchi ritrovati sulla maggior parte dei 18 tipi di proiettili ritrovati sulle scene di attacchi contro le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana/Onu (missione Unamid) indicano che sono stati fabbricati in Cina.
Secondo alcuni diplomatici Onu, la Cina ha sostenuto che anche fabbricanti non cinesi avrebbero potuto usare marchi come quelli documentati dagli esperti, che però hanno a loro volta fornito altre prove che mettono in dubbio le spiegazioni cinesi.
Il rapporto dice anche però che gli stessi esperti non hanno prove che la Cina abbia trasferito munizioni al governo di Karthoum o ad “altri attori” sapendo che sarebbero state trasferite in Darfur.
Dopo aver protestato contro la pubblicazione del rapporto, la Cina ha comunque promesso di indagare sulle modalità con le quali le munizioni sono finite in Darfur. Karthoum ha invece fatto sapere che farà dichiarazioni solo dopo la pubblicazione del rapporto stesso.
- giamp
- Sabato 30 Ottobre 2010

Omar al Bashir (Credits: AFP/Ebrahim Hamid)
Mentre la scadenza del referendum sull’indipendenza del Sud Sudan del 9 gennaio si avvicina, si rincorrono dichiarazioni politiche di segno opposto da parte della dirigenza sudanese.
Tre giorni fa il ministro della Difesa sudanese, Abdul-Rahim Hussein, aveva ipotizzato uno slittamento della data, se non venissero risolte le questioni ancora pendenti fra il governo di Khartoum e le autorità del Sudan meridionale.
Continua
- giamp
- Giovedì 21 Ottobre 2010

Soldati della missione UNAMID in Darfur (Credits: Afp Photo/Ashraf Shazly)
Il Sudan continua a a essere una polveriera. La Corte Penale Internazionale il 12 luglio scorso aveva emesso un mandato d’arresto internazionale nei confronti del presidente sudanese al-Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità per le atrocità commesse in Darfur.
Continua
- giamp
- Lunedì 30 Agosto 2010
Gli ultimi commenti