Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Ufficio PI RC-West)
L’Italia forse armerà i suoi cacciabombardieri in Afghanistan ma al Vertice Nato di Lisbona del 19 novembre cercherà di strappare agli alleati il ritiro più rapido possibile del contingente militare da Herat. Almeno questa è l’impressione che si ricava dalle ultime dichiarazioni del ministro della Difesa Ignazio La Russa.
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(Credits: Epa/Humayoun Shiab)
Dal presidente afgano Hamid Karzai arriva la conferma che sono in piedi - e procedono - rapporti “ufficiosi e personali” con i talebani. La rivelazione, dopo la ridda di voci dei giorni passati, arriva davanti alle telecamere del Larry King Show per la Cnn.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Soldati americani in Afghanistan ispezionano il luogo di un attentato kamikaze (Credits: Epa/Humayoun Shiab)
In Afghanistan, forse, qualcosa si muove. E’ il generale David Petraeus, alla testa dei 150 mila militari alleati a sottolineare sviluppi positivi senza nascondere un moderato ottimismo. “L’andamento della guerra è passato nuovamente dalle mani dei talebani a quelle della Nato” aveva detto pochi giorni or sono al quotidiano francese Le Figaro.
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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama, Joe Biden e David Petraeus (Credits: LaPresse )
I suoi libri sono attesi con il dovuto timore da ogni inquilino della Casa Bianca. Bob Woodward, un monumento vivente del giornalismo, il cronista che insieme a Carl Bernstein scoprì e raccontò l’affare Watergate, ha l’abitudine di sfornare un libro “scomodo” per ogni presidente da trenta anni a questa parte. Lo fece con Richard Nixon; lo ha fatto poi con George H.Bush, Bill Clinton e infine con George W. Bush. Barack Obama non poteva essere non essere incluso nella lista. Continua
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"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits : LaPresse)
La rimozione, quasi due mesi or sono, del generale Stanley McChrystal al comando delle forze alleate in Afghanistan, non sembra aver risolto i dissidi negli Usa tra leadership politica e militare. Anche il nuovo comandante, il generale David Petraeus, non condivide la decisione del presidente Barack Obama di iniziare il ritiro delle truppe Usa già nel luglio 2011 e ha dato il via a una campagna mediatica tesa a far conoscere il suo punto di vista.
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Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Soldati americani e afghani al fronte (Credits: LaPresse)
Almeno sulla carta l’esercito afghano ha raggiunto i 134 mila effettivi previsti dal piano di potenziamento varato due anni or sono e il primo a complimentarsi con Kabul è stato il comandante delle forze alleate, generale David Petraeus.
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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama annuncia la nomina di David Petraeus (Credits: Ansa)
Venti minuti di colloquio, milleduecento secondi di faccia a faccia per spiegargli le ragioni per cui lo rimuoveva dall’incarico. Lui, il generale ribelle, si era presentato con la lettera di dimissioni in tasca già firmata. L’altro, il presidente, doveva decidere se accettarle o respingerle. Barack Obama ha fatto un passo in più: lo ha licenziato. Continua
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il generale David Petraeus parla all'università di Princenton. Credits: LaPresse
Lui si schernisce, smentisce, non conferma. Lui afferma che è già felice di servire il suo paese nel modo in cui lo ha fatto in questi anni. Lui dice di non essere in gara. Si, lui può dire quello che vuole, ma non sono pochi coloro che vedrebbero volentieri David Petraeus alla Casa Bianca nel 2012. Continua
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