Dopo anni di dibattiti sulle scarse risorse assegnate al Bilancio della Difesa proprio nel momento in cui i nostri militari vengono costantemente impiegati in operazioni oltremare e sul territorio nazionale, Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Capo dello Stato, Giorgio Napoletano, ha messo a punto un ampio pisano di ristrutturazione delle Forze Armate che prevede drastici tagli alle nostre forze armate.
Nei prossimi quattro anni i 190.000 militari italiani verranno ridotti a 141.000 con un taglio significativo a comandi, unità territoriali, scuole e altre strutture non operative e l’accentramento di molte competenze logistiche e amministrative, oggi presenti in ogni forza armata, in un unico sistema interforze. Per non impedire il ricambio e l’arruolamento di giovani reclute i massicci esuberi nel personale militare in servizio verranno risolti con ampi prepensionamenti. Del resto, con un bilancio per la Funzione Difesa inferiore all’1 per cento del Pil (contro una media europea dell’1,42 e una richiesta della Nato agli stati membri di stanziamenti pari al 2 per cento) non è più possibile mantenere forze militari che hanno una consistenza superiore a quelle britanniche che possono però contare sul triplo delle risorse finanziarie. Anche per questo con 190.000 militari in servizio l’Italia non è in grado di impiegarne nelle operazioni all’estero più di 10.000 e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa , ha già annunciato che probabilmente alcune missioni oltremare verranno tagliate salvaguardando e più importanti in Libano e Afghanistan.
A subire la maggiore riduzione sarà, l’Esercito che entro il 2012 scenderà da 112mila a 71.500 soldati, poco più della stessa consistenza di Aeronautica e Marina messe assieme. Il bilancio della Difesa per il 2009, che verrà presto discusso in Parlamento, prevede lo stanziamento di 20,294 miliardi di euro, cioè 838,1 milioni in meno rispetto al 2008. Ma questa voce include anche i fondi assegnati ai carabinieri mentre le risorse assegnate effettivamente alle forze armate sono quelle della Funzione Difesa, che prevede l’anno prossimo 14,3 miliardi di euro contro i 15,4 del 2008.
Una riduzione del 6,9 per cento che comporterà forti tagli alle esercitazioni, alle ore di volo dei velivoli e di moto per le navi ma anche agli investimenti per acquisire nuovi equipaggiamenti e armi. In aumento solo la voce retribuzioni che raggiunge il 66,7 per cento del totale dei fondi assegnati alle forze armate.
Proprio per riportare equilibrio e impedire che la Difesa diventi solo un pagatore di stipendi è stata pianificata una robusta riduzione degli organici che nei prossimi anni dovrebbero consentire di aumentare le risorse per addestrare ed equipaggiare i reparti pur senza aumentare il bilancio complessivo della Difesa.
- Venerdì 17 Ottobre 2008
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