
Militari nella Prefettura di Ganzi (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Capire cosa stia davvero succedendo nel Sichuan non è facile. Le ricostruzioni diffuse dall’agenzia di stampa cinese Xinhua naturalmente non coincidono ne’ con quelle dei rappresentanti del Governo tibetano in esilio ne’ con quelle di molte Ong che vantano contatti affidabili anche nelle aree più instabili della Repubblica popolare. I primi raccontano di essere stati costretti ad aprire il fuoco contro “una folla scalmanata che, senza ragione, ha assaltato munita di pietre e coltelli negozi e stazioni di polizia nella prefettura del Ganzi”, la porzione del Sichuan più vicina al Tibet e, proprio per questa ragione, abitata da una significativa minoranza buddista. Le versioni delle Ong parlano invece di un attacco violento e ingiustificato della polizia cinese ai danni di un gruppo di manifestanti sorpresi a distribuire volantini “sovversivi” Continua

L'immolazione della suora buddista Palden Choetso (Credits: (AP Photo/Students For A Free Tibet via APTN)

Nyage Sonamdrugyu, 42 anni, domenica mattina all’alba si è tolto la vita dandosi fuoco. Un atto disperato che lo accomuna a quello compiuto da altri quindici, tra fedeli e religiosi buddisti, che in poco meno di un anno hanno scelto di protestare contro un’occupazione cinese sempre più inumana e intollerabile rinunciando alla loro stessa vita. Due appena due giorni prima, nel Sichuan, prefettura di Aba. Continua

(Credits: AP Photo/Muzaffar Salman)
Un rapporto delle Nazioni Unite presentato ieri a Ginevra e stilato da una commissione indipendente rende noto che, nel reprimere il dissenso, le forze di sicurezza siriane hanno commesso “crimini contro l’umanità. In modo sistematico, anche contro minori che sono stati uccisi, torturati e vittima di abusi sessuali.
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- farian
- Martedì 29 Novembre 2011

Femminicidio, ovvero l’uccisione da parte dei partner di mogli e compagne. Da oggi in Perù è un reato a tutti gli effetti, punibile con una pena di minimo 15 anni di reclusione. Una novità eccezionale per un Paese tra i più violenti nei confronti delle donne e supermaschilista in cui la media degli omicidi da parte di mariti assassini si aggira sui dieci al mese, con il record di 64 donne ammazzate in famiglia solo quest’anno. Continua

Il 'Fratello numero due' Noun Chea (Credits: AP Photo/Heng Sinith)

Trent’anni dopo il genocidio che ha decimato quasi un quarto della popolazione cambogiana, i tre alti dirigenti del regime di Pol Pot, Nuon Chea, Khieu Samphan e Ieng Sary, tornano in tribunale per essere finalmente giudicati. Chi non è riuscto ad andare a Phnom Penh per assistere di persona al processo lo sta seguendo minuto per minuto in televisione. Rivivendo, a causa delle testimonianze dei tre protagonisti, gli anni più bui del regime dei Khmer rossi, quelli in cui persero la vita 2,5 milioni di persone. Continua

I novant'anni del Partito comunista cinese (AP Photo/Eugene Hoshiko)

Guo Huojia e Li Youzhou sono i primi politici cinesi eletti regolarmente senza il sostegno dell’unità comunista del loro villaggio. E moltro probabilmente per questa ragione non riusciranno mai a portare avanti il programma che li ha resi così popolari nel corso della loro rivoluzionaria campagna elettorale.
Guo Huojia ha 59 anni e viene da Xintiandi, Li Youzhou ne ha 37 ed è residente a Xiaxi. Sono nati e cresciuti in questi due microscopici villaggi del Guangdong dove, oggi, sperano di riuscire a cambiare qualcosa. Promuovendo il vero interesse degli abitanti, non quello di Pechino. Continua

(Credits: AP Photo/Bullit Marquez)

La televisione di stato del Myanmar ha annunciato che il governo libererà domani 6.359 prigionieri, pur senza precisare se in questo corposo gruppo di amnistiati verranno inclusi anche i 2.000 detenuti politici attualmente rinchiusi nelle carceri del regime.
La Commissione nazionale per i diritti dell’Uomo, istituita lo scorso mese dal governo birmano, aveva richiesto dalle pagine di un quotidiano nazionale la liberazione dei “prigionieri di coscienza“, per convincere la comunità internazionale che il Myanmar è determinato, oggi, ad approvare importanti riforme e, perché no, indurla a revocare le sanzioni economiche e politiche Continua

(Credits: Ng Han Guan/AP Photo)

In Cina è arrivato il momento di discutere di privacy e riservatezza. In un Paese che storicamente non è mai stato molto attento al rispetto dei diritti dell’individuo, il progresso economico e il conseguente benessere hanno dato il via a un pubblico dibattito su temi nuovi, di interesse della borghesia emergente. È un dibattito che spesso si volge in rete, dove i cinesi trascorrono un tempo in molti casi superiore rispetto a quello speso da noi occidentali.
A innescare la polemica sulla tutela della riservatezza delle persone è stato un episodio curioso e, a suo modo, anche un po’ piccante, Continua
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