
Resti dell'aereo
DIARIO DAL WEB - É giallo sulla morte del presidente polacco Lech Kaczynski. Nella cabina di pilotaggio del Tupolev 154 caduto il 10 aprile scorso a Katyn, in Russia, causando la morte del presidente e degli altri 95 passeggeri, c’erano due estranei. Continua

(Foto Ansa/EPA/TVN24)
Il presidente della Polonia Lech Kaczynski è morto oggi, dopo che il suo aereo con a bordo 132 persone è precipitato vicino all’aeroporto di Smolensk, nella Russia occidentale, dove era diretto. Lo hanno detto le autorità, per le quali nessuno è sopravvissuto allo schianto.
Il governatore della banca centrale, Slawomir Skrzypek, e diversi membri del governo erano tra i passeggeri del Turpolev Tu-154. FOTO

Queste le immagini shock che la Infraero, la compagnia governativa brasiliana preposta a gestire gli aeroporti commerciali del Paese, ha reso pubbliche poche ore fa. Dalle varie telecamere posizionate sulla pista di Congonhas e comparando con altri atterraggi si può notare come l’Airbus della Tam viaggiasse ad una velocità almeno quattro volte superiore a quanto previsto dagli standard di atterraggio. Alla fine, sulla sinistra, la terribile esplosione che ha trasformato l’aereo in una palla di fuoco e ucciso oltre 250 persone.

da San Paolo del Brasile
L’11 settembre di San Paolo arriva con l’happy hour. Sono le sette meno un quarto di martedì sera nel quartiere Planalto Paulista, a poche centinaia di metri dall’aeroporto di Congonhas, nel bel mezzo della metropoli più popolosa del Sud America. I bar sono pieni di gente, impiegati soprattutto, ma anche colletti bianchi e segretarie appena uscite dagli uffici che, prima di rincasare e aspettando che passi l’ora di punta del traffico sorseggiano chi una caipirinha chi una Brahma, una delle marche di birra storiche del Brasile. Le strade, al solito, sono intasate. Anche avenida Roberto Marinho, vicino alla Bandeirantes, sbocco naturale in quella zona della città per prendere la Marginal, quella che noi in Italia chiameremmo la Tangenziale. Piove ininterrottamente da un paio di giorni. All’improvviso un boato che per Andrea Perez, una delle tante abitanti del quartiere che hanno la veranda vista aeroporto, è stata “come l’esplosione di una bomba nucleare”. Qualcosa di molto simile a un fuoco gigante cui hanno fatto seguito varie altre esplosioni. È stato orribile”. Lei lo racconta sul sito di Uol Noticias che, immediatamente, ha aperto un canale privilegiato per chi avesse informazioni e fotografie su quella che sarà ricordata come la più grande tragedia della storia dell’aeronautica brasiliana. Lei come altre centinaia di abitanti del quartiere Planalto Paulista è esasperata per avere la “veranda su Congonhas”.
Poco più lontano, nel quartiere di Moema, la famiglia Novellino sta per sedersi a tavola per la cena. Nell’attesa Rafael, il capo famiglia, sta guardando su SportTv il riassunto di una giornata trionfale per i colori verde-oro ai Giochi Panamericani, con due ori nella ginnastica e, soprattutto, la vittoria della 4×200 stile libero. Sconfitti per la prima volta nella storia gli Stati Uniti, una goduria che merita la poltrona del pater familias. All’improvviso le trasmissioni vengono interrotte da un’edizione straordinaria. Sono da poco passate le sette di sera, l’ora dell’happy hour per ogni paulistano che si rispetti, compreso Rafael che ha appena aperto una bottiglia di Luigi Bosca “reserva”, vino argentino di buon livello.
Da Rio a San Paolo, dai Panamericani a Congonhas, il contrasto è brutale. Davanti ai Novellino, così come a milioni di famiglie nel paese, scorrono le immagini di ciò che subito ai più sembra solo l’ultimo film di Bruce Willis ma che, invece, è la cruda realtà: un aereo della compagnia TAM si è infilato in un edificio-deposito della stessa TAM, sullo sfondo la conchiglia di un distributore della Shell, tutt’intorno fiamme alte almeno una trentina di metri. “Sono vivo per miracolo”, urla un taxista ai microfoni della televisione Globo. “Passavo di lì e, all’improvviso, l’esplosione… e un secondo dopo un pneumatico dell’aereo per poco non colpisce il parabrezza…”. “La gente ha paura. Sono già tre aerei che cadono qui. Questo è il risultato che si ha quando si consegna una pista non terminata”, denuncia a Uol Noticias Cristina Nicolini, che vive proprio nell’avenida Washington Luiz dove ci sono distributore e deposito, nella via dove l’aereo si è schiantato dopo aver tentato inutilmente di atterrare.
Stamattina qui a San Paolo continuano i lavori di recupero delle vittime da parte dei pompieri (per ora si parla di circa 200 -250 morti) e degli eventuali superstiti ma, dopo la proclamazione di tre giorni di lutto nazionale da parte del presidente brasiliano Lula, la comunicazione della lista delle vittime presenti sull’aereo da parte della TAM e la riapertura parziale dell’aeroporto di Congonhas, mass-media e gente comune cominciano a interrogarsi su come sia potuto accadere.
Ciò che si evince è che mai come in questo caso si può parlare di tragedia annunciata. Innanzitutto già cinque mesi fa il procuratore regionale Sérgio Monteiro Madeiros aveva diramato un comunicato stampa in cui annunciava i gravi pericoli di incidenti a Congonhas. Inoltre, ed è il particolare più grave che sta emergendo, la copertura della pista dell’aeroporto, recentemente ristrutturata, era stata consegnata senza i collaudi in caso di pioggia e, ma queste al momento sono solo voci, senza gli sgocciolatoi per smaltire l’acqua accumulata sull’asfalto. Infine, qualche minuto fa, le televisioni brasiliane hanno mandato in onda la registrazione del dialogo tra il capitano dell’aeronave schiantatasi e la torre di controllo da cui si evince che “a causa della forte pioggia” il consiglio dato dal controllore di volo prima della tragedia ai piloti era stato quello di “atterrare con maggior anticipo sulla pista”. Errore umano, rottura dei freni, pista non collaudata o fatalità che sia stata e mentre le varie istituzioni preposte alla sicurezza dei voli si stanno già palleggiando le responsabilità, la domanda che tutti si pongono in Brasile stamane è: “A chi toccherà la prossima volta?”.
LEGGI ANCHE: Brasile: si schianta un airbus della Tam
Il VIDEO servizio:
AGGIORNAMENTI sul disastro ed elenco delle vittime, forniti dalla compagnia aerea Tam.
SCHEDE sull’incidente: Airdisaster.com e Aviation Safety.
La MAPPA del luogo dell’incidente.
La GALLERY

La GALLERY
Potrebbero arrivare fino a 250 i morti provocati dalla sciagura aerea avvenuta la sera di martedì 17 all’aeroporto “Congonhas” di San Paolo del Brasile, il più trafficato del Paese, dove un Airbus A320 della compagnia Tam Airlines in atterraggio ha proseguito la corsa oltre la fine della pista, andando a schiantarsi contro un grande hangar appartenente alla stessa società, adiacente a una stazione di rifornimento carburante.
A bordo del velivolo proveniente dalla città di Porto Alegre, più a sud, c’erano complessivamente 176 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio, ma ulteriori vittime si sono avute a seguito dell’impatto dell’aereo al suolo.
“Mi è stato riferito che la temperatura all’interno del velivolo è di 1.000 gradi, quindi sono praticamente nulle le possibilità che vi siano sopravvissuti”, ha detto il governatore dello stato di San Paolo, Jose Serra. L’Unità di Crisi della Farnesina sta verificando l’eventuale coinvolgimento di italiani.
Secondo le ricostruzioni, il pilota ha perso il controllo proprio al momento del contatto con il suolo, reso scivoloso dalla pioggia battente e dall’assenza sulla pista dei canaletti di scolo: l’Airbus è finito al di fuori della pista, ha compiuto una sorta di piroetta su se stesso ed è piombato su un viale sottostante, ingombro di veicoli nell’ora di punta serale; quindi è andato a schiantarsi contro una stazione di servizio e contro un adiacente terminal, dove numerosi addetti erano intenti al lavoro, per esplodere infine in una gigantesca palla di fuoco.
Sono proprio la violenza e la stessa ampiezza della deflagrazione, e del rogo che ne è seguito, a rendere al momento ancora incerto il bilancio definitivo della tragedia. Testimoni oculari hanno raccontato di aver visto l’enorme sagoma del velivolo passare ad altissima velocità sopra alle loro teste, mentre stavano percorrendo in auto il viale; poi hanno assistito impotenti allo schianto.
Il presidente brasiliano Luiz Ignacio Lula da Silva ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Quella di Congonhas è la seconda grave sciagura aerea che ha colpito il Brasile in meno di un anno e sottolinea le crescenti difficoltà del settore dell’aviazione civile nel paese sudamericano. Nello scorso settembre, un Boeing 737 della Gol Airlines entrò in collisione con un piccolo aereo nei cieli della foresta pluviale amazzonica. In quell’occasione l’aereo della Gol si schiantò, con un bilancio di 154 vittime.
Le immagini del disastro fanno il giro del mondo e riportano alla terribile estate 2005 quando una drammatica serie di incidenti aerei si verificò da una parte all’altra del pianeta. In Italia, tuttavia, è difficile non riandare con la memoria al disastro dell’8 ottobre 2001, quando un aereo della Sas si schiantò, a causa di un’intrusione in pista, sull’edificio per lo smistamento bagagli dell’aeroporto di Milano Linate, causando 118 vittime.
Il VIDEO servizio:
AGGIORNAMENTI sul disastro ed elenco delle vittime, forniti dalla compagnia aerea Tam.
SCHEDE sull’incidente: Airdisaster.com e Aviation Safety.
La MAPPA del luogo dell’incidente.
Qui la GALLERY
Gli ultimi commenti