
Femminicidio, ovvero l’uccisione da parte dei partner di mogli e compagne. Da oggi in Perù è un reato a tutti gli effetti, punibile con una pena di minimo 15 anni di reclusione. Una novità eccezionale per un Paese tra i più violenti nei confronti delle donne e supermaschilista in cui la media degli omicidi da parte di mariti assassini si aggira sui dieci al mese, con il record di 64 donne ammazzate in famiglia solo quest’anno. Continua

Cecilia Merchán, la prima firmataria della legge sull'aborto (Credits: Cecilia Merchán)
Un passo storico dopo vent’anni di silenzio assoluto sul tema dell’aborto. La Commissione per la legislazione in materia penale della Camera argentina ha infatti approvato per la prima volta una normativa che legalizza l’interruzione della gravidanza nelle prime 12 settimane. Con 7 voti a favore e 5 contrari è stato così approvato il progetto di legge della deputata Cecilia Merchán, vicina alla presidenta Cristina Fernández de Kirchner e da sempre in prima fila nella difesa dei diritti delle donne. Continua

Bambine indiane (Credits: Frank May/La Presse)

Per anni sono state chiamate “Nakusa” o “Nakoshi“, che in lingua marathi, quella del Maharashtra, lo stato che ha come capitale Mumbai, significa “non voluta”, “indesiderata“. Poi, finalmente, il governo locale ha deciso di spendersi in prima persona per far capire alle famiglie che le bambine non possono essere considerate “elementi inutili della popolazione“, ma hanno la stessa dignità di ogni altro indiano. Indipendentemente dalla casta di appartenenza. Continua

Donne iraniane in protesta contro il velo (Credits: Ansa)
Mentre i media discutono del dibattito sul velo nella Repubblica Islamica, un volume di recente pubblicazione mi fa pensare ad altre questioni, legate ai diritti delle donne che un certo tipo di uomini ha sempre voluto contrastare. State a sentire.
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- farian
- Mercoledì 27 Luglio 2011

Donne in Malesia (Credits: Marco Cerbo)

“La felicità di un matrimonio è direttamente proporzionale all’appagamento sessuale del marito“: da qualche tempo ci credono anche 800 donne della Malesia, che hanno deciso di iscriversi al “Club delle mogli obbedienti“, nato in Giordania ma diffusosi rapidamente soprattutto nei paesi islamici del Sudest asiatico, Malesia e Indonesia, e a Singapore. Al momento la neonata organizzazione conta appena un migliaio di iscritti, ma il club punta ad aprire al più presto nuove sedi anche in Europa: l’obiettivo è aiutare le donne a capire come “essere sottomesse e rendere felici i mariti in camera a letto”, contribuendo in questo modo a mantenere l’armonia all’interno della famiglia e nella società. Continua

(Credits: AP Photo/Hassan Ammar)
In futuro le donne saudite avranno il diritto di voto nelle elezioni municipali. Ieri il Consiglio di Shura (parlamento) ha approvato con 81 voti a favore e 37 contrari, il progetto di legge relativo al diritto per le donne di votare nelle elezioni municipali. La legge non entrerà però in vigore nelle municipali previste per il 29 settembre ma in quelle successive.
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- farian
- Mercoledì 8 Giugno 2011

(Credits: Epa/Yahya Arhab)
Lo Yemen è da sempre il Paese delle spose bambine ma, per una serie di ragioni, le proteste arabe di questi mesi stanno rivoluzionando anche la condizione femminile.
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(Credits: Epa/Dai Kurokawa)

In Giappone la situazione sembra essere sul punto di precipitare, non solo perché il governo è stato costretto a portare a 7 il livello di rischio radiazioni delle centrali di Fukushima, da quando nuovi incendi e scosse sismiche hanno rallentato di nuovo le operazioni di messa in sicurezza degli impianti. Ma anche perché indipendentemente dall’evoluzione della questione nucleare, oggi sempre meno scontata e più preoccupante, la società si trova ad affrontare una serie di emergenze e problemi nuovi, senza l’adeguata esperienza per farlo. Continua
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