
Agente cinese brucia la droga confiscata (AP Photo/EyePress)

Dodicimila persone dietro le sbarre in pochi giorni. 12.125, per la precisione. Lo ha comunicato il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese ieri, rivelando i risultati di una colossale operazione di polizia che non sembra avere precedenti. Per trovare un numero di arresti paragonabile, bisogna risalire ai rastrellamenti nazisti – che però poco hanno a che vedere con le normali attività di polizia – oppure al fermo negli Stati Uniti di quasi dodicimila manifestanti nel 1971, quando l’Amministrazione Nixon decise di usare il pugno di ferro verso le proteste del “May Day“ contro la guerra in Vietnam Continua
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: AP Photo/Amir Shah)
La Russia torna in Afghanistan, ma questa volta con il pieno appoggio di Stati Uniti e Nato. Mosca ha più volte garantito che non intende unirsi ai contingenti internazionali a guida Nato che combattono nel conflitto afgano, ma la lotta alla droga resta per la Russia un obiettivo prioritario e al tempo stesso un valido pretesto per mantenere una forte presenza militare in Asia centrale. La Russia aveva più volte accusato gli alleati di non combattere seriamente la produzione di oppio e il traffico di droga in Afghanistan.
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(Credits: Valerie Everett by Flickr)
Centinaia di tonnellate di foglie di coca in attesa di un destino che ancora non è chiaro. Succede in Bolivia che attraverso il suo presidente índio Evo Morales da tempo vive una strana contraddizione. Da un lato il Paese riconosce addirittura nella costituzione il valore delle foglie come sacre per la popolazione ma allo stesso tempo si è impegnato, con l’aiuto degli Stati Uniti, a distruggere quelle che invece vengono usate dal narcotraffico per produrre droga.
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La pagina del sito FBI dedicata alla segnalazione di Ignacio ‘Nacho’ Coronel Villareal. Si noti il ‘Deceased’ aggiunto dopo l’operazione dell’esercito messicano
Venerdì scorso Ignacio
“Nacho” Coronel Villareal è stato ucciso soldati dell’esercito federale messicano durante uno scontro a fuoco alla periferia della città di
Guadalajara.
Nel corso dell’operazione in cui è stato arrestato anche il suo vice Iran Francisco Quinonez Gastelum, Nacho avrebbe opposto resistenza alla cattura e aperto il fuoco contro i militari, uccidendone uno e ferendone un altro. Continua

Muro crivellato di colpi dai narcos (Credits: TheGirlsNY)
E’ il decimo giornalista prima sequestrato e torturato e poi barbaramente ucciso dall’inizio dell’anno. Il Messico continua a contare i suoi morti in una guerra spietata dove sono le disumane leggi del narcotraffico a farla da padrone. Continua


(Credits: Eros Hoagland/Redux)
di Stella Pende con Nicola Ostano
Il gruppetto festante di turisti sbircia dai finestrini dell’auto rottame che si arrampica come una vecchia sdentata fra le case dei narcotrafficanti. «Vedete, è proprio davanti a quell’insegna della Coca-Cola crivellata dai proiettili che il boss del comando Vermelho ha folgorato con il lanciafiamme Paulo o Caschiouro, comandante degli Amigos dos amigos»: l’autista Chris racconta così e mima per l’occasione anche il pum pum della sparatoria, avvenuta nel 2006 tra i feroci spacciatori della favela di Rosinha, la più mortale di Rio de Janeiro. Continua

(Credits: EPA)
Da asset sul libro paga della Cia negli anni Settanta, con un salario medio di 100mila dollari l’anno, a wanted esclusivo dal 1989, con tanto di numero di telefono diffuso dai principali network statunitensi affinché chiunque lo vedesse ne segnalasse la presenza alle autorità. Continua

Una banconota da 100 reais (Credits: liisie! by Flickr)
Il Brasile è il regno perfetto del riciclaggio. Continua
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