TGCOM News
Calcioscommesse, indagato anche Bobo Vieri Criscito salta gli Europei, Bonucci resta azzurro - Nel mirino un'organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri. Coinvolti a vario titolo nomi eccellenti del calcio italiano - Inchiesta "Last Bet" a Cremona: eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare, dieci per calciatori . A Mauri e Milanetto contestata l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

Panorama.it

Mondo

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker

Leggi tutte le notizie su:


droga

Il Brasile? Un paradiso per riciclare il denaro

OkNotizie

Tweet

  • Tags: armi, Brasile, droga, FATF, Financial Action Task Force, GAFI, latinoamericana, Lula, narcotraffico, riciclaggio
  • Un commento
Paolo Manzo, giornalista , vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri.
Leggi gli altri post »
Una banconota da 100 reais (Credits: liisie! by Flickr)

Una banconota da 100 reais (Credits: liisie! by Flickr)

Il Brasile è il regno perfetto del riciclaggio. Continua

  • paolo.manzo
  • Mercoledì 17 Febbraio 2010

Cattelan? No, Tijuana

OkNotizie

Tweet

  • Tags: droga, Messico, narcos, tijuana
  • 3 commenti
 Rosarito highway, vicino a Tijuana

Rosarito highway, vicino a Tijuana

Appeso, come monito, lungo un ponte della vecchia autostrada che dal Messico porta agli Stati Uniti. Livido, nudo e senza organi genitali. Un tipico regolamento di conti tra bande di Narcos. Così le autorità locali hanno ritrovato qualche settimana fa il corpo martoriato di Rogelio Sanchez, un funzionario corrotto dello Stato messicano della Baja California che - secondo la polizia - vendeva patenti falsificate ai corrieri della droga di Tijuana. Continua

  • giovanni.fasanella
  • Giovedì 19 Novembre 2009

Foto - Scontri tra narcos e polizia a Rio de Janeiro 17 morti

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Brasile, droga, narcos, Rio-De-Janeiro, traffico-di-droga
  • 4 commenti
Scontri tra narcos e polizia a Rio de Janeiro: 17 morti

Scontri tra narcos e polizia a Rio de Janeiro: 17 morti

Hanno provocato almeno 17 morti gli scontri tra bande di narcotrafficanti e forze di sicurezza avvenuti tra sabato e domenica a Rio de Janeiro. Lo ha reso noto ieri sera la polizia della metropoli carioca. Guarda la fotogallery

  • redazione
  • Lunedì 19 Ottobre 2009

India occidentale: il paradiso dello sballo low cost

OkNotizie

Tweet

  • Tags: droga, india-occidentale, sballo
  • 2 commenti

Drug shop

Hashish, marjuana, cocaina, chetamina, ecstasy ed MDMA. A prezzi nettamente più bassi di quelli praticati nelle principali “piazze europee”. Per centinaia di forzati occidentali dello “sballo”  la middle west coast indiana è diventata una specie di supermarket degli stupefacenti a cielo aperto, un paradiso della droga low cost con le autorità locali che chiudono un occhio e i poliziotti locali che semplicemente lasciano fare. Niente di più facile comprare la “merce” da queste parti. Basta fare una passeggiata sul lungo mare, dove  i locali in cerca di business facili “abbordano” sistematicamente chiunque gli capiti a tiro. Dopo un veloce gioco di sguardi e un paio di cenni il gioco è fatto: uno sguardo alla merce, spesso nascosta all’interno dei costumi da bagno, e una rapida trattativa sul prezzo. Lo zelante pusher sparisce rapidamente per andare a caccia di altre prede. Inutile cercare di ritrovarlo dopo l’acquisto, si saranno volatilizzati.  Il sistema più sicuro, si fa per dire,  passa invece  attraverso la compravendita in negozio lungo le main street dei numerosi villaggi disseminati lungo la costa. Basta rivolgersi ai commercianti delle  traballanti bancarelle poste ai lati delle strade che espongono articoli per consumatori abituali di sostanze stupefacenti.  Tra grandi sorrisi e promesse di ottima qualità il cliente viene inviato ad entrare all’intero del negozio dove il venditore comincia a tirare fuori da cartoni e borsette ogni tipo di sostanza dettagliando provenienza, peso e costi. Qui si ragiona in rupie indiane, la valuta corrente, che per intenderci ha la seguente quotazione: 1 euro=63 rupie. (Giusto per avere un’idea del market locale tenete presente che 1 litro di latte e un piatto di riso costano circa 20 rupie cad). Il “menù” tipico nei drug store va dalle 1000 rupie (14 euro ca) per 10 grammi di Hasish o Marijuana alle 3500 rupie (50 euro ca) per un grammo di cocaina (la metà circa di quanto costi in Italia). L’MDMA, il principio attivo dell’ectasy, costa 3500 al grammo, mentre una pillola di ecstasy costa 600 rupie (8 euro ca). 10 ml chetamina liquida, una potente e pericolosissima droga per cavalli, costa 300 rupie (4 euro ca), mentre un grammo di chetamina in polvere viene 700 rupie (10 euro ca).

Il commerciante-pusher precisa sempre che la coca arriva dal Sud America, mentre MDMA e ecstasy arrivano dall’Inghilterra, motivo per il quale sono così dispendiose. Hashish e Marijuana invece provengono rispettivamente dal Nord e dal Sud dell’India. Tutti i prezzi possono essere trattati in funzione della quantità acquistata e per essere certi della “purezza” delle sostanze. C’è anche chi chiede di sniffare qualche riga di powder o di calarsi un pezzetto di acido prima di  acquistare. Inutile dire che questi negozianti ogni giorno fanno affari d’oro e quasi sempre sono i più ricchi del quartiere. Tutto questo sotto lo sguardo indifferente delle autorità. Basti pensare che ai tavoli dei ristoranti e nei pub sulla spiaggia sono molti i giovani che “rollano” liberamente  mentre bevono un succo di frutta o mangiano qualcosa. Se si venisse fermati e trovati in possesso di sostanze proibite la soluzione  - ti spiegano  - è a prova di bomba: aprire il portafoglio, tirare fuori qualche rupia e allungarla ai poliziotti.  E se qualcosa andasse storto?

  • elisabetta.tomasone
  • Giovedì 26 Marzo 2009

Afghanistan: la guerra dell’oppio contro narcos e talebani

OkNotizie

Tweet

  • Tags: droga, eroina, oppio
  • Lascia un commento

Contadino, Jurm, Afghanistan settentrionale
Contadino, Jurm, Afghanistan settentrionale

LEGGI ANCHE: Viaggio all’origine del mito - Il rapporto 2007 Onu sulla droga

È una guerra nella guerra quella in atto tra la polizia antidroga, sostenuta da alcuni contingenti militari alleati, e le milizie di narcotrafficanti legate ai talebani ai quali forniscono non meno di 100 milioni di dollari all’anno in cambio di protezione armata. Se, come ritengono molti analisti, il 2009 sarà l’anno decisivo per la guerra in Afghanistan una battaglia importante per attribuire la vittoria o la sconfitta sarà quella combattuta nei campi di oppio.

Dopo le prime timide azioni della polizia antidroga di Kabul, quest’anno è scesa in campo la Nato, o almeno alcuni Paesi, per contrastare i narcos afghani. Al vertice di Budapest dell’ottobre 2008 la Nato ha infatti approvato l’estensione dei bersagli militari anche alle basi, alle milizie e alle raffinerie utilizzate per trasformare l’oppio in droga. Una decisione contestata però da quasi tutti i partners europei, inclusa Germania, Spagna e Italia, che hanno ottenuto che la scelta di combattere i narcos sia lasciata a ogni singolo stato membro la libertà di scelta. A combattere con le armi la
produzione di oppio e il traffico di droga sono in realtà gli stessi contingenti che combattono i talebani senza limitazioni, cioè statunitensi, canadesi e soprattutto britannici, schierati questi ultimi nella provincia di Helmand dove viene prodotta oltre la metà dell’oppio afghano soprattutto nella valle del fiume Helmand dove i canali d’irrigazione realizzati dagli americani negli anni ‘60 (nell’ambito di un programma di cooperazione allo sviluppo) sono oggi utilizzati per coltivare oppio.

Produzione in calo. L’Afghanistan produce il 93 per cento dell’oppio mondiale anche se negli ultimi due anni è stato registrato un forte calo delle superfici coltivate con un meno 19 per cento nel 2008 che dovrebbe consolidarsi anche nel 2009 secondo il ministro afgano per la lotta ai narcotici, il generale Khoaidad. La riduzione è dovuta a diversi fattori: aumento della repressione, siccità e crollo del 20 per cento del prezzo dell’oppio e crescita del prezzo del grano che favorisce colture diverse dall’oppio. Secondo il rapporto dell’Agenzia dell’ONU contro la Droga e il Crimine, nel 2008 gli introiti dei contadini che hanno coltivato i papaveri sono scesi di un quarto, a 730 milioni di dollari, rispetto all’anno precedente, così come è sceso il valore dell’esportazione di oppio, morfina ed eroina, passato in 12 mesi da quattro a 3,4 miliardi di dollari.

Per il Dipartimento del National Drug Control Policy , organo della Casa Bianca, le aree coltivate a papavero sono scese in Afghanistan del 31 per cento tra il 2006 e il 2008. Oggi 18 delle 34 province afgane sono prive di coltivazioni di oppio, in particolare quelle del nord e del nord est mentre la produzione si concentra ancora nelle aree a forte presenza dell’etnia pashtun, la stessa che alimenta e sostiene le milizie talebane. Helmand, Kandahar, Nimroz sono le province meridionali che forniscono la massima produzione di oppio, non a caso situate lungo il confine con la Tribal Area pakistana che costituisce la retrovia dei talebani e attraverso la quale viene smerciato gran parte dell’oppio. Nell’Afghanistan Occidentale, posto sotto il comando delle forze italiane, la produzione è concentrata nella provincia di Farah e in alcune aree pashtun della provincia di Baghdis.

Le vie dell’oppio. Da qui il raccolto viene esportato attraverso il Turkmenistan e l’Iran, passaggio quasi obbligato insieme ad alcune repubbliche asiatiche ex sovietiche per l’oppio e la droga diretti in Europa attraverso la Turchia. Intorno ai campi di papavero e ai centri di raffinazione del sud è già iniziata una sanguinosa battaglia combattuta senza esitazioni da ambo le parti. Il 16 marzo un kamikaze vestito da agente afghano si è fatto esplodere davanti al comando della polizia antidroga di Laskargha, a Helmand, uccidendo otto civili e poliziotti. Un attentato che secondo Daoud Ahmadi, portavoce del governo afghano, “dimostra ancora una volta il legame fra talebani e la mafia della droga”.

Il 25 febbraio nella stessa provincia gli agenti afghani, addestrati dagli specialisti della Drug Enforcement Agency statunitense, con il supporto dei soldati dell’esercito nazionale stavano distruggendo le coltivazioni nel distretto di Nadalid, quando un gruppo di militanti ha aperto il fuoco. Nello scontro 18 narcos e due soldati sono rimasti uccisi. I dati ufficiali riferiscono che da febbraio solo a Helmand sono già stati distrutti centinaia di ettari di campi di oppio. Il colpo più grosso lo hanno però messo a segno 700 Royal Marines britannici che tra il 6 e l’11 febbraio hanno scatenato l’operazione Diesel nella Valle del Sangin sequestrando e distruggendo quattro raffinerie e un carico di oppio del valore di 50 milioni di sterline (circa 54 milioni di  euro). Nei giorni scorsi, per la prima volta, le forze di polizia antidroga afghane, pachistane e iraniane hanno condotto un’operazione congiunta per chiudere i passaggi di frontiera utilizzati dai trafficanti.

  • gianandrea gaiani
  • Martedì 17 Marzo 2009

L’agenda del 2009: dieci punti da affrontare

OkNotizie

Tweet

  • Tags: africa, Barack Obama, droga, elezioni, Giappone, hiv, India, Iran, iraq, Israele, Kosovo, Messico, mutui, Russia, toyota, Usa, Zimbabwe
  • Un commento

Il presidente iraniano Maohmoud Ahmadinejad

Il presidente iraniano Maohmoud Ahmadinejad

Gli attacchi di Mumbai aprono nuovi scenari per le elezioni del Parlamento in India. E la paura può giocare un ruolo di primo piano. Il partito conservatore Bjp può soffiare sul fuoco dell’insicurezza, alimentato dalla tensione con il Pakistan. Allo stesso tempo, Nuova Delhi può contare sugli accordi con gli Stati Uniti per intensificare la repressione di quei nuclei del terrorismo islamico che ha come punto di riferimeno Karachi. E in caso di guerra la minaccia interna più pericolosa, secondo il primo ministro Manmohan Sigh, sarebbero i guerriglieri maoisti: secondo gli esperti, però, un eventuale movimento di truppe costerebbe tre miliardi di dollari alle forze armate indiane. Forse una cifra troppo elevata per un 2009 che annuncia una crisi economica, anche per uno Stato con un prodotto interno lordo in rapida crescita.

La crisi dell’auto annuncia un nuovo periodo nero per il Giappone? La Toyota annunciato per la priva volta un bilancio in passivo, anche se di poco. Altre imprese hanno iniziato a tagliare la produzione e i posti di lavoro. Sollevando il timore del ritorno di una spirale di riduzioni dei prezzi che ha colpito il Paese per sette anni, dal 1999 al 2006. Fiducia in calo, spese in contrazione, sviluppo che rallenta. Con effetti profondi sulla vita delle famiglie. E la crisi economica peggiora le prospettive: la banca centrale giapponese, a differenza della Fed americana e della Bce europea, non può tagliare un costo del denaro che è già vicino allo zero. Il 2009, quindi, potrebbe riservaree amare soprese.

Curare l’aids con rimedi tradizionali: nello Zimbabwe è stata la politica sanitaria ufficiale fino a poche settimane fa. E in pochi mesi ha portato a 350mila morti. Se l’orientamento dello Stato sudafricano ora è cambiato radicalmente (il ministro è stato sostituito), la diffusione dell’hiv resta un’emergenza nell’Africa meridionale. In Zambia il 15% degli adulti è sieropositivo. Ma alcuni Paesi hanno adottato programmi all’avanguardia: il Malawi, una nazione che confina con lo Zimbabwe, distribuisce grautitamente i farmaci antivirali. Eppure è proprio in quest’area che la politica estera dell’amministrazione Bush si è impegnata con ingenti finanziamenti, in collaborazione con le associazioni filantropiche. E secondo la Banca mondiale, le organizzazioni private investiranno nei prossimi anni miliardi di dollari per contrastare la diffusione di malattie diffuse nel continente: malaria, colera, tbc. Una scelta che potrebbe determinare una svolta rispetto all’intervento delle istituzioni internazionali.Per gli investigatori dell’antidroga degli Stati Uniti, il Messico ha sostituito la Colombia nel traffico di sostanze stupefacenti nel Nord America. Nel 2008 sono state più di 5mila le vittime negli scontri tra cartelli criminali per il controllo del mercato della droga: 1500 in una città al confine con il Texas, Juarez. La frontiera diventa quindi un’area a rischio che richiama l’interesse di organizzazioni malavitose sempre più agguerrite nei commerci illegali con gli Usa. Ma di recente, a causa del rallentamento della locomotiva americana, sono aumentati i migranti clandestini che ritornano in Messico per sfuggire alla disoccupazione. Alimentando il richio di nuove tensioni sociali.

Dall’era post Saddam all’era post Stati Uniti: gli iracheni a gennaio andranno al voto per le elezioni provinciali. Non si è ancora spenta l’eco del gesto del giornalista Muntader al-Zaidi che ha lanciato le sue scarpe contro il presidente americano Geroge W. Bush. Un episodio che ha diviso l’opinone pubblica. Ma potrebbe anche tornare a vantaggio dell’attuale premier, Nuri al-Maliki: nel processo in tribunale potrebbe prendere le difese del reporter iracheno e guadagnare popolarità. Andranno alle urne 17 milioni di persone.

Si tratta del quarto Stato più corrotto del mondo, indicato dai rapporti delle organizzazioni internazionali come un corcevia del traffico di droga e di armi: il Kosovo è un banco diprova per la politica dell’Unione europea nei Balcani. Con Eulex i Paesi Ue hanno inviato una missione per controllare i primi passi dello Stato che ha dichiarato l’indipendenza quest’anno. Ma secondo il Wall street journal il leader dei kosovari, Hashim Tachi, è anche sospettato di aver preso parte a commerci illegali.

Secondo gli analisti la crisi iniziata con la bolla dei mutui americani è più grave della Grande depressione del 1929. La reazione a catena iniziata nel mercato immobiliare ha coinvolto le banche, determinando il fallimento di prestigiosi istituti di credito come Lehman Brothers. E, allo stesso tempo, l’amministrazione Bush ha varato piani di salvataggio con lauti finanziamenti: una scelta impensabile fino a qualche mese fa. La locomotiva amercina, però, sembra ancora inceppata e i posti di lavoro continuano a diminuire. Se da un lato nei primi mesi del 2009 la crisi potrebbe diventare ancora più profonda trascinando anche altri Paesi, dall’altro gli sforzi internazionali di trovare una strategia comune per affrontarla si intensificheranno. Ma gli occhi saranno puntanti anche sul nuovo presidente Usa, Barack Obama.

Rifugiati, confini, Gerusalemme: Tzipi Livni, leader di Kadima, centro, vuole affrontare questi nodi aprendo un confronto con l’Anp di Abu Mazen e approfittando dell’occasione rappresentata dall’elezione di Obama. Al contrario Benjamin Netanyahu, alla guida del partito di destra Likud, vorebbe congelarle sine die, rifiutando qualsiasi concessione. Le elezioni di febbrario per il Palamento potrebbero essere decisive negli sviluppi con la questione palestinese: i sondaggi più recenti (ma precedenti all’offensiva di Gaza) rivelano un vantaggio per il Likud, anche se la guerra sembra aver ridato qualche punto di popolarità alla Livni e a Barak, il ministro della Difesa laburista. Se vincesse la destra, gli spiragli per la trattativa, comunque, dovrebbero restringersi ulteriormente.
Teheran è una spina nel fianco per gli Stati uniti. Ma potrebbe contribuire a stabilizzare gli equilibri in Medio Oriente. Nel 2009 il presidente Barack Obama dovrà affrontare un tavolo di trattativa ampio. Negli ultimi anni l’Iran ha fatto molti passi in avanti nel programma nucleare, ma sempre senza riconoscimenti da parte delle Nazioni Unite: gli Usa, invece, potrebbero riuscire a diminuire la pressione internazionale. Contemporaneamente, Teheran potrebbe giocare un ruolo decisivo in Medio Oriente, soprattutto nel processo di pace in Palestina, allentando i finanziamenti ad Hmas e Hezbollah. Alta tensione tra Russia e Ucraina: Mosca chiede 1,4 miliardi di euro per le forniture di gas non ancora pagate. Altrimenti taglierà i rifornimenti a partire dal primo gennaio. Per Kiev le cattive notizie non finiscono qui: il prezzo del gas potrebbe raddoppiare. Una trattativa che preoccupa l’Europa perché la maggior parte del metano che arriva dalla Russia passa attraverso l’Ucraina. Ma è un braccio di ferro che probabilmente anticipa un calo dei prezzi previsto per il 2009. E inciderà negativamente sulle casse dei giganti dell’energia russi.

  • luca.delloiacovo
  • Mercoledì 31 Dicembre 2008

Sudafrica: “sballare” con le pillole anti-aids

OkNotizie

Tweet

  • Tags: africa, droga, Sud-Africa
  • Lascia un commento

Tooli Nhlapo è l’autrice di un ‘documentario televisivo shock’ andato in onda sull’emittente sudafricana South African Broadcasting Corporation, che ritrae giovani ragazzi in uniforme scolastica mentre sbriciolano e si fumano pillole anti-aids. Quest’indagine l’ha letteralmente sconvolta. Parla incredula alla BBC e racconta dei teenagers intervistati fuori dalla scuola: “Quando ho chiesto loro di spiegarmi perché si divertivano a farlo, mi hanno detto che li aiutava a rilassarsi e a dimenticare i loro problemi”. Poi continua: “Chi mi ha parlato con più franchezza era un ragazzo di soli 15 anni. Il più vecchio ne aveva 21″.

Con le loro divise impeccabili, i teenagers sudafricani escono da scuola, si spartiscono i medicinali e poi si appartano per fumarli. Tritano le pillole e a volte le mischiano insieme ad antidolorifici o a marijuana. Anche i pazienti affetti da hiv, spesso le fumano. Questi farmaci, normalmente, servono a stimolare il sistema immunitario dei sieropositivi e a ritardare l’insorgenza dell’aids. “Appena guardi questi ragazzini, pochi secondi dopo essersi drogati, ti sembra che appartengano ad un altro mondo - spiega Nhlapo. Dicono cose senza senso”. L’effetto dei medicinali è allucinogeno.

I giovani che fumano queste sostanze sanno bene dove andare a trovarle: nei luoghi in cui si riforniscono i malati. Se hanno soldi comprano le pillole, altrimenti le rubano. D’altronde le medicine retrovirali sembrano facili da trovare in Sud Africa: le rivende il personale addetto all’assistenza dei malati. Oppure gli stessi sieropositivi che rinunciano alle cure in cambio di denaro. Quando Tooli Nhlapo ha girato il documentario, molti pazienti affetti dal virus dell’hiv si sono lamentati di non riuscire ad avere le medicine e di essere obbligati a mettersi in coda e ad attendere a lungo. Un fenomeno drammatico che si è diffuso rapidamente, sconfinando certe aree circoscritte e diventando un vero e proprio problema nazionale.

In Sud Africa muoiono di Aids (o malattie ad esso legate) 800 persone al giorno. Le risposte del Governo sono considerate insufficienti e sono state più volte criticate. L’ex Ministro della salute Manto Tshabalala-Msimang aveva suggerito dei trattamenti “tradizionali” in sostituzione alle medicine retrovirali, spingendo i sieropositivi ad incrementare l’utilizzo di aglio, limoni e barbabietole. Anche la posizione dell’ex presidente Thabo Mbeki non ha favorito l’utilizzo di medicinali pesanti per combattere l’Aids, considerato scientificamente conseguenza di un’infezione virale. La sua politica è stata attaccata dopo la morte di 330,000 pazienti sieropositivi. Barbara Hogan è diventata dallo scorso settembre il Ministro della Salute del Sud Africa e le speranze in un nuovo approccio per abbattere una delle piaghe più tristi del Paese sono tornate a crescere. La Gran Bretagna ha già stanziato un fondo importante per la lotta contro l’Aids in Sud Africa.

  • silvia dogliani
  • Sabato 20 Dicembre 2008

Messico: la guerra dei narcos

OkNotizie

Tweet

  • Tags: droga, guerra, Messico, narcos
  • 2 commenti

In Messico, tutti parlano di guerra “de los cuernos de chivos”. La guerra delle corna di vacca, un nome che potrebbe far pensare ai toreri e alle corride. Ma la guerra delle corna di vacca prende in realtà il nome dall’arma preferita dai narcotrafficanti messicani, il Kalashnikov, che col suo caricatore ricurvo da 70 colpi ricorda le corna dei bovini. Ma che è decisamente meno mansueto, visto che nell’ultimo anno i morti sono il doppio di quello precedente: da gennaio i corpi sulle strade, fra narcotrafficanti, civili, agenti e soldati, sono stati 5376 secondo il ministro della giustizia Eduardo Medina-Mora. “E temo che non siamo ancora al massimo”, ha ammesso sconsolato.

Oggi, l’epicentro del conflitto, sono soprattutto tre stati: Chihuahua e Baja California, dove i vari cartelli della droga si sono scontrati nelle strade di Juárez e Tijuana, e a Sinaloa, sede di uno dei gruppi di narcotrafficanti più potenti. Su tutte la città di Ciudad Juarez, la più popolosa dello stato di Chihuaha, a pochi chilometri dalla frontiera con gli Usa, è lo snodo principale della droga che dal Sud America arriva negli Stati Uniti. Di fronte a Ciudad Juarez, in Texas, c’è El Paso: in pratica, una sola grande area metropolitana divisa in due dal confine. Con la differenza che da una parte, regna l’ordine, mentre nella metà messicana sparatorie, morti e ritrovamenti raccapriccianti sono all’ordine del giorno.

“Queste organizzazioni criminali sembrano non avere limiti - spiega Medina-Mora, che precedentemente era a capo del dipartimento di sicurezza pubblica e capo dei servizi di intelligence - Certamente hanno un grande potere di intimidazione: ma nonostante questo incremento così preoccupante negli omicidi legati alla droga il livello di violenza in Messico rimane più basso di molti altri stati, come Colombia e Brasile”. Eppure, i numeri sono impressionanti. Per fare un paragone, i morti di quest’anno sono più dei caduti americani nella guerra in Iraq. E la rabbia e l’esasperazione dei cittadini sono così forti che, più di cinquant’anni dopo dalla sua abolizione, si è acceso a Città del Messico un dibattito sulla reintroduzione della pena di morte. E anche se, secondo i costituzionalisti messicani, sarà difficile arrivare al ritorno della pena capitale, il capo del governo dello stato di Coahuila, Humberto Moreira, ha detto che consentirà la pena di morte anche per i rapitori che uccidono o mutilano le loro vittime. “Anche se non ritorneremo alla pena capitale - ha spiegato Gerardo Priego, un parlamentare del Pan, il partito di governo - è indicativo come questo dibattito si sia acceso subito nell’opinione pubblica, dimostrando che ormai la sicurezza nazionale e nelle nostre strade è il tema numero uno in tutto il Paese”, anche se Miguel Carbonell, un costituzionalista, ha detto che la possibilità di reintrodurla è “nulla”. “Anche se siamo tutti preoccupati per quello che sta accadendo - ha detto - lo Stato non deve cadere nello stesso errore dei criminali”.

  • matteo.buffolo
  • Mercoledì 10 Dicembre 2008
Articoli più recenti »
« Articoli precedenti

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

FALLIMENTO O SALVATAGGIO FALLIMENTO O SALVATAGGIO

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • “Eliminiamo i rifiuti stranieri”: nuove offensiva xenofoba della tv di stato cinese
  • Barack Obama e Mitt Romney: rissa sul posto di lavoro
  • Attenti alla “dracmatizzazione”, perché l’uscita della Grecia dall’euro avrebbe effetti terribili per tutti
  • Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • Amnesty International: “Leadership mondiali incapaci di difendere i più deboli”
  • Le donne in carriera sopra i 25 anni per i cinesi sono “avanzi”. E nessuno le sposa
  • La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • Il Titanic naviga ancora, in un mare di teorie del complotto
  • Un mondo di guerre per il petrolio - LA MAPPA
  • Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • indigesto su Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • cantastorione su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti
  • cantastorione su La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • indigesto su Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto – Mondo … | Made in India su India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto
  • anna.one su 10 cose che accadono oggi: giovedì 17 maggio
  • anna.one su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti

Archivi

  •  2012
    • Maggio 2012
    • Aprile 2012
    • Marzo 2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152