
La zona di Downtown è un insieme disordinato di palazzi liberty mai ristrutturati, negozi e locali alla moda. Qui s’incontrano migliaia di egiziani per bere un tè, discutere sulle prossime elezioni o fare compere nei negozi di Talaat Harb. Tra loro ci sono diversi omosessuali. Al Cairo non esiste una comunità gay, ma i ragazzi e le ragazze omosessuali si conoscono tutti. Molti di loro erano in Piazza Tahrir nei primi giorni della rivoluzione, altri frequentano i locali di Downtown, dove si trova qualche bar che serve alcolici e si respira un’aria più liberale delle altre zone del Cairo.
Continua

“Non so cosa succederà in Egitto nei prossimi anni, ma è sicuro che ci saranno i militari”. Hussein, uno dei tanti ragazzi scesi in piazza in questi mesi contro il Consiglio Militare, è convinto che l’esercito abbia ormai vinto. Sono sempre di più gli egiziani che si sono rassegnati ad un futuro semi-democratico in cui i militari continueranno ad avere un ruolo politico decisivo, nonostante il Consiglio delle Forze Armate abbia promesso di lasciare il potere tra meno di venti giorni.
Continua

(Credits: AP Photo/Ahmed Gomaa)
Un morto e un numero imprecisato di feriti, alcuni anche in modo grave, e centinaia di persone intossicate dai gas lacrimogeni. E’ il bilancio ancora parziale e in continuo aggravamento degli scontri tra i manifestanti e le forze di polizia nei pressi del quartiere egiziano di Abbaseya, al Cairo, dove ha sede il ministero della Difesa.
Continua
- biker
- Venerdì 4 Maggio 2012

(Credits: Silvio Fiore/LaPresse)
Il posto peggiore per una donna? Sicuramente il Medio Oriente. Questo almeno è quanto scrive Mona Eltahawy (egiziana) sul nuovo numero di Foreign Policy. Nonostante la primavera araba, le rivoluzioni di piazza e il nobel della pace a tre donne, tra cui una giovane blogger yemenita, la condizione delle donne nei Paesi arabi e in Medio Oriente resta orribile.
Continua

Samira Ibrahim ha solo ventiquattro anni ma è già una delle 100 persone più influenti del mondo, secondo la rivista Time. Eppure di ragazze come lei, in Egitto, ce ne sono tante. Cresciuta in una famiglia islamista del Sud dell’Egitto, Samira lavorava nella divisione marketing di un’azienda della sua città quando la rivoluzione è esplosa per le vie del Cairo. Così ha deciso di prendere un treno e di unirsi alle proteste. Il 9 marzo, dopo avere partecipato ad un sit-in davanti al museo egizio, è stata arrestata con altri manifestanti.
Continua

El-Arish, Egitto (Credits: LaPresse)
Qualcuno lo ha definito come un suicidio virtuale dell’economia egiziana. A un mese dalle elezioni presidenziali - che, giunta militare permettendo, dovrebbero cominciare dal primo turno del 23-24 maggio - l’Egitto ha tagliato il rifornimento di gas naturale a Israele. Un ulteriore passo che conferma la crescente tensione diplomatica tra Il Cairo e Gerusalemme dopo la caduta del regime di Hosni Mubarak: “è un precedente molto pericoloso”, ha detto il ministro delle Finanze israeliano, Yuval Steinitz, mentre il nuovo leader dell’opposizione Shaul Mofaz ha chiesto l’intervento degli Stati Uniti. Continua

Le elezioni presidenziali egiziane si svolgeranno il prossimo 23 maggio. La campagna elettorale è ormai in pieno svolgimento e non mancano i colpi bassi e le accuse reciproche. Sabato scorso, la Commissione Elettorale ha deciso di impedire a dieci candidati di partecipare alle elezioni. Tra questi ci sono Hazem Salah Abou Ismail, Khairat Shater e Omar Suleiman, tre personaggi popolari e discussi che raccolgono i consensi di almeno metà degli elettori egiziani. Questi candidati ricorreranno in appello contro la decisione della Corte, forse legata a calcoli politici più che a motivazioni concrete.
Continua

(Credits: Matteo Colombo)
A centocinquanta chilometri a Sud del Cairo, tra i campi di barbabietole e grano, c’è la cittadina di Tatun: un insieme disordinato di case che gli egiziani chiamano “Milano”. Qui sono nati ottomila “milanesi”, un quarto degli oltre trentamila egiziani che vivono sotto le guglie del duomo.
Continua
Gli ultimi commenti