
Il video qui sopra sintetizza il dvd “Tutankhamon: vita e morte“, decimo e ultimo documentario della serie che svela i misteri dell’antico Egitto, in edicola con Panorama da giovedì 22 marzo e che racconta tutti i dubbi sulla storia e i misteri del faraone Tutankhamon. Continua

La scritta sopra il graffito dice "La rivoluzione continua".
Via Mohammad Mahmoud, la strada che collega piazza Tahrir alla zona dei ministeri, è diventata una galleria d’arte a cielo aperto. Sui muri dell’università americana sono comparsi alcuni graffiti che raffigurano i volti delle vittime delle proteste di questi mesi, dipinti da un gruppo di trentenni di Luxor che insegnano arte nell’università della loro città. “I graffiti sono la copia della foto del profilo Facebook dei ragazzi uccisi”, mi dicono, “noi aggiungiamo alle loro immagini soltanto le ali d’angelo e una cornice. Lo facciamo per spiegare ai passanti che sono morti da martiri”. Continua

(Credits: Epa/Ahmad Yusni)

Il Cairo non trova pace e si spacca anche sui cuori del giorno di san Valentino. A un mese dalla conclusione del lungo iter elettorale, che ha già consegnato all’Egitto la Camera Bassa del Parlamento, i salafiti scendono in piazza per chiedere la proibizione della festa degli innamorati.
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(Credits: Epa/Mohamed Omar)

Altri due morti in Egitto, uccisi dai proiettili delle forze di sicurezza nella città di Suez. Gli scontri che hanno fatto 74 vittime allo stadio di Porto Said, si sono trasferiti nelle piazze. Anche al Cairo, in migliaia protestano per le strade contro i militari.
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(Credits: Ap Photo)
Ieri sera la partita tra l’Ahly, il club più importante dell’Egitto, e il Masry di Port Said si è trasformata in un massacro in cui sono morte 74 persone. Gli scontri sono avvenuti poco dopo il fischio finale della partita, quando diversi ultras del Masry hanno inseguito i giocatori dell’Ahly negli spogliatoi. Molti di loro avevano spranghe e coltelli. Le ragioni della violenza sarebbero la rivalità tra questi due club e l’ostilità degli ultras nei confronti della polizia.
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(Credits: AP Photo)

74 morti e decine di feriti. E’ il drammatico bilancio del massacro che si è consumato ieri allo stadio di Porto Said, in Egitto. Questa volta non c’entra il regime. Le violenze sono esplose al termine di una partita di calcio, quando alcuni tifosi hanno invaso il campo. Polemiche sull’intervento delle forze di sicurezza.
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La prima seduta del parlamento egiziano, dopo le elezioni delle scorse settimane, ha coinciso con la vigilia del primo anniversario della rivoluzione di piazza Tahrir ed è stata una festa della democrazia, con la presenza delle telecamere nell’aula e folle entusiaste che salutavano con gioia, intorno al palazzo, l’arrivo dei rappresentanti del popolo. Ma la prognosi, come direbbe il medico, resta riservata. Continua
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(Credits: AP Photo/Khalil Hamra)

Mentre la Piazza egiziana si prepara al terzo giorno di proteste, dopo aver celebrato l’anniversario dell’inizio della rivoluzione che ha spazzato via Hosni Mubarak, il mondo della politica all’ombra delle Piramidi pensa alle urne che si apriranno nuovamente domenica 29 gennaio, per il primo turno delle elezioni del Consiglio della Shura.
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